MAIA: “Indigesto” è il nuovo video #tracciadelgiorno

MAIA

MAIA prosegue il proprio percorso con Indigesto, un brano che rappresenta il punto di massima esposizione politica e concettuale del progetto. La canzone si colloca in continuità con Cuore, Grande e Il Funerale, ma ne accentua il carattere diretto, rinunciando a mediazioni simboliche per assumere una funzione apertamente documentaria.

Il brano affronta il tema della precarietà generazionale mettendo in frizione due piani solo apparentemente compatibili: da un lato l’estetica motivazionale, dall’altro la realtà economica vissuta da intere fasce di popolazione. Indigesto nasce proprio da questo cortocircuito, dove il linguaggio dell’incoraggiamento individuale entra in collisione con dati strutturali che raccontano instabilità, mancanza di prospettive e fragilità sistemica.

Precarietà come dato strutturale

Al centro del racconto di Indigesto non c’è una dimensione autobiografica isolata, ma una condizione collettiva. La precarietà non viene rappresentata come fallimento personale, bensì come elemento costitutivo di un sistema economico che scarica sull’individuo responsabilità che non gli appartengono. In questo senso, il brano si muove su un piano analitico prima ancora che emotivo, restituendo una fotografia lucida di una generazione sospesa tra retorica del successo e impossibilità materiale di raggiungerlo.

Il videoclip e l’immaginario aerobico

Il videoclip ambientato in uno studio di danza richiama esplicitamente l’immaginario aerobico degli anni Ottanta, citando riferimenti culturali legati all’idea di disciplina fisica come strumento di affermazione personale. La coreografia eseguita da MAIA è precisa, ripetitiva, quasi automatica, e diventa metafora di un meccanismo che richiede costante adattamento senza mai garantire risultati.

Sul piano visivo, alle immagini si sovrappongono dati ufficiali relativi alla condizione economica di Millennials e Gen Z: precarietà contrattuale, difficoltà di accesso all’autonomia abitativa, assenza di risparmi. In questo contesto, le frasi motivazionali perdono la loro funzione originaria e assumono un valore oppressivo, trasformandosi in una forma di gaslighting generazionale.

Tra documentazione e linguaggio artistico

La scelta dell’aerobica non risponde a un intento nostalgico, ma simbolico. L’idea che “se vuoi, puoi”, traslata nell’economia contemporanea, diventa uno strumento di giustificazione dello sfruttamento e di colpevolizzazione individuale. Indigesto si muove esattamente su questa linea critica, evitando la protesta urlata e scegliendo invece la via della registrazione dei fatti.

Pagina Instagram MAIA

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