Mary Bianco pubblica Sferisterio, brano che si inserisce come tassello centrale all’interno del percorso di Rumore Bianco, ep che definisce una fase di ricerca e consolidamento della sua scrittura. Il singolo mette in evidenza una tensione costante tra forma e contenuto, scegliendo una strada espressiva che privilegia l’esplorazione e la sottrazione rispetto a strutture più riconoscibili.
La canzone si colloca in un territorio di confine tra cantautorato e sperimentazione, con un impianto sonoro che dialoga con jazz, elettronica e soul senza stabilire gerarchie nette. Sferisterio si distingue per un andamento narrativo che rinuncia a soluzioni immediate, affidando allo sviluppo musicale e alla stratificazione degli elementi il compito di accompagnare l’ascolto.
Origine e scrittura del brano
Sferisterio nasce da un processo compositivo guidato dalla musica prima ancora che dalle parole. Il brano prende forma a partire da una melodia ricorrente, lasciata sedimentare nel tempo fino a trovare un contesto narrativo preciso, legato a uno spazio urbano e a un momento di passaggio personale. La scrittura assume così una dimensione cinematografica, costruita come un racconto che procede per immagini e sensazioni, più che per dichiarazioni esplicite.
Questa canzone è per me forse la più importante scritta fino a ora. È la più sincera, quella in cui ho scavato più a fondo in me. Questa volta è nato tutto dalla musica: un pomeriggio mi ero messa alla tastiera a suonare un po’ a caso e a un certo punto mi rendo conto di aver trovato una melodia che si ripeteva e mi piaceva particolarmente, ma la lascio lì. Nei giorni successivi mi rendo conto che la melodia mi tornava spesso in testa, cosa che mi capita raramente. Al che, una sera, mentre ero sul bus e tornavo a casa a Bologna, mi metto le cuffie, ascolto questa melodia e apro le note del telefono. Proprio mentre ero alla fermata Sferisterio, scrivo le prime frasi della canzone, e da lì nasce tutto il resto.
Struttura musicale e sperimentazione
Dal punto di vista musicale, il brano si discosta dai modelli tradizionali della canzone pop. L’assenza di un ritornello riconoscibile e la suddivisione in più sezioni rendono Sferisterio un ascolto progressivo, in cui pianoforte, basso e batteria costruiscono un equilibrio volutamente essenziale. La parte finale introduce una coda strumentale che amplia ulteriormente lo spazio espressivo, spingendosi verso soluzioni più libere e aperte.
È il brano in cui ho sperimentato di più a livello musicale, andando contro gli schemi tradizionali della canzone che prevedono principalmente la presenza di un ritornello ricorrente. Di fatto in questo singolo non c’è un ritornello vero e proprio, direi che il brano si divide in tre parti, sia a livello musicale che concettuale, ed è abbastanza cruda a livello strumentale, nel senso che troverete principalmente un pianoforte, un basso e una batteria

