Fuoricorso è il nuovo album del cantautore genovese Matsby, fuori in fisico in formato vinile e in digitale. Il titolo riprende la metafora che nasce dall’università, ma si estende a tutto ciò che, crescendo, sembra necessario aver già raggiunto: un lavoro stabile, una casa, una relazione duratura, un posto preciso nel mondo.
Matsby sceglie però di ribaltare questo concetto, trasformando il sentirsi indietro nella possibilità di riconoscere come proprio il tempo che si sta vivendo.
Dentro Fuoricorso, Godere è una delle canzoni che sento più vicine al centro del disco. Parla di lasciare andare quello che pensavamo dovesse renderci felici: una relazione, un lavoro, una strada scelta anni prima, le aspettative degli altri. Anche senza avere necessariamente un’alternativa pronta, soltanto per smettere di restare dove sappiamo di non voler essere
Matsby traccia per traccia
Parla di fatica di diventare adulti Fuoricorso, title track nonché ballata per voce e pianoforte, almeno sulle prime, che apre il disco: poi il brano si apre e incomincia a correre. Il peso delle pressioni esterne è cantato e quasi gridato, in una proclamazione di diritto alla fragilità.
Continua a correre Niente è ok, che continua il flusso continuo della verbalizzazione di Matsby, su toni decisamente pop. Il tema di fondo è ancora quello dell’essere in ritardo sui tempi e rispetto agli altri, per quanto si corra.
Abbassa i toni Serie A, che usa metafore calcistiche per raccontare una relazione che non va come si dovrebbe. Elementi di vita quotidiana danno sfondo realistico al brano, che ricorda un po’ lo stile di Fulminacci.
Suoni piuttosto ruvidi per Anni bastardi, che suona quasi rock, anche se il testo sa di pop post adolescenziale. Ma Matsby alza la voce e proclama una certa quantità di libertà, nonostante la generazione sia sbagliata.
Ecco poi Godere, che l’ufficio stampa indica come focus track del disco (qualunque cosa voglia dire). Anche qui siamo sul limitare fra ballad e mid-tempo, l’atteggiamento è sempre narrativo e il testo sa di stream of consciouness. Il racconto parla di quando va tutto va a pezzi e ci si rende conto che stavolta non si può fa finta di niente.
Alza la voce anche Eravamo solo noi, con il featuring di Orlando, che si fa sentimentale anche se lascia immagini di rivolta e di gentrificazione. Memorie del passato e un po’ di Vasco Rossi riempiono la traccia, con un climax emozionale che sale gradualmente.
Il vento soffia sulla ballatona Due foglie (pronunciata con qualche evidente problema nella pronuncia della “gl”): “scegliere fa schifo“, un addio complicato e raccontato anche con una crescita ritmica e qualche scalata di drumming, per aumentare il pathos del pezzo.
“La felicità è una rissa in un pub” e altri propositi bellicosi in Machebello è!, canzone molto più allegra che rivoltosa, con aria leggera nonostante qualche strappo elettrico della chitarra. Tra Notre Dame e Baghdad, sulla metro gialla o sul tram c’è una storia celebrata nel proprio momento migliore.
Riabbassa i toni Muay Thai, tra i singoli di presentazione del disco, che parla di fame e di connessioni: anche qui discorsi di mezzi di trasporto (il treno per Torino, il motorino) ma stasera piove e i pensieri sono tutti tristi e nostalgici.
Più scuri i colori di Sbirciare il futuro, che è il primo brano che sembra voler sconfinare in campo hip hop, ma in realtà si ferma sul confine: “Fantastichiamo e romanticizziamo/ma di romantico cos’è rimasto?” La domanda è fondata e con essa un pezzo che parla del fatto che stiamo rischiando tutto e giochiamo con il fuoco, in un pezzo quasi “politico”, a modo proprio.
La sempre produttiva Genova produce talenti in serie un po’ a tutti i livelli, con particolare concentrazione ultimamente in campo pop/hip hop: la continuazione del cantautorato con altri mezzi prende forma anche nel nuovo disco di Matsby.
Il talento c’è ed è molto pop; guardi i suoi numeri e ti chiedi come mai non abbia già fatto il salto verso una fama più ampia e consolidata. Questo disco è scritto e prodotto in maniera perfetta ed è sicuramente maturo per gli step successivi. Manca probabilmente “l’etichetta giusta” e qualche featuring eccellente per consentire a Matsby di diventare un riferimento più concreto anche su scala nazionale.
Chi è Matsby
Matsby è un cantautore genovese. La sua scrittura nasce dal sentirsi fuori tempo rispetto ai percorsi canonici e dal bisogno di costruire, con lucidità e urgenza, una vita in cui le scelte coincidano con i propri valori. Cresciuto artisticamente tra rap, pop e cantautorato, negli anni ha sviluppato un linguaggio diretto e profondamente emotivo. Le sue canzoni mettono in musica pensieri, dubbi e processi interiori che parlano a una generazione in cerca di direzione.
Dopo due album (Punto Zero e Post Teenager) e il progetto Agrodolce, il 2025 segna un momento di forte accelerazione: apre concerti di artisti della nuova scena italiana come Lucio Corsi e Mr. Rain, vince il Premio Top Of The Year al Calabria Fest (Rai Isoradio) e, a novembre, si esibisce al Palateknika di Genova in apertura ad Alfa. A dicembre viene selezionato tra i 10 vincitori di Area Sanremo, confermando l’attenzione crescente attorno al suo progetto artistico e si esibisce sul palco del Suzuki Stage in occasione della 76ª edizione del Festival di Sanremo.
Nell’estate del 2026 porta il nuovo progetto sui palchi di tutta Italia, dal Premio Ravera all’Assisi Summer Festival, passando per le aperture a Sayf, Clara, Maria Antonietta e Colombre.







