Tutte difese è il nuovo album di Michele Bitossi, disponibile per Blackcandy produzioni in distribuzione Believe Digital, su tutte le piattaforme di streaming e negli store digitali, e Self per la versione fisica, in vinile e CD.
Il disco arriva dopo le anticipazioni dei singoli Digadentro, Sono non sono e la doppia release Aspettami ancora / Io non so chi sei ma voglio te, oltre alla split release con i Perturbazione dove la band reinterpreta uno degli ultimi singoli di Michele, Digadentro, mentre Bitossi ripropone una delle canzoni iconiche della storica band alt rock torinese, Del nostro tempo rubato.
Questo album parla di ciò che costruiamo tra noi e il dolore. Abitudini, ironia, rumore, lavoro, distanza. Le distrazioni quotidiane, le fughe eleganti, le corazze che indossiamo senza accorgercene. Parla di come, pur di non sentire, a volte finiamo per addormentare anche la parte migliore di noi. Fa un po’ male, ma sembra necessario. Finché non lo è più. Tutte difese è il racconto di quel momento preciso in cui smettere di scappare diventa inevitabile. Quando imparare a dire no non significa chiudersi, ma proteggersi davvero. Mettere confini, non muri. Restare in piedi senza perdere ciò che conta.Le difese, qui, non sono pose né strategie consapevoli: sono riflessi, abitudini, ferite che cercano di rimarginarsi. A volte diventano gabbie, a volte sono l’unico modo per non sbriciolarsi
Michele Bitossi traccia per traccia
Retrogusti psicanalitici nel testo di Sono non sono, che apre il disco con passo filosofico e distendendo i propri ragionamenti su sonorità morbide e qualche risonanza di chitarra.
Molto più battagliera Quanto siamo soli, che mantiene una tensione emotiva alta e un alveo malinconico lungo il quale scivola veloce. L’ossessione del fallimento e la solitudine prendono corpo e si materializzano in un brano elettrico e nervoso.
Ritorna la calma, almeno apparente, con Partigiano, scelta anche per un video con protagonista Turbopaolo: si parla di guerra ma soprattutto a livello interiore, in una Resistenza quotidiana e intima.
Chitarra all’attacco con Io non so chi sei ma voglio te, tranquilla ma rapida nei propri battiti e respiri, quasi punk per certi versi, con un finale sonoro curioso. La funzione off parla di finali possibili, in un’atmosfera in parte sognante e in parte piuttosto concreta.
Crolli interiori, ma con risvolti positivi, quelli raccontati da Digadentro, morbida e capace di girare su se stessa. L’importanza della negazione emerge da Quanto conta dire no, elettronica e moderata ma netta nei pensieri.
Rarefatta e sintetica, Un’infinita canzone d’amore conta sulla firma di Francesco Bianconi e cresce gradualmente fino a esiti molto melodici e vasti. Viaggia placida e molto “cantautorale” Aspettami ancora, che ha un respiro vasto e un abbraccio largo, pur giocandosi tutto all’interno di un parametro di intimità mentale.
Baci di Giuda, ancora con Bianconi, si sporge sul lato dell’elettronica, per farsi narrativa e anche plastica, per raccontare “coltellate al miele” che si invocano, probabilmente per soffrire più in fretta ma meno.
C’è qualche speranza di fondo ne La mia vita nuova, una fuga da se stessi per cercarsi “nel frenetico via vai”: l’introspezione come metodo per non affondare. Chiusura sul semplice con Pensieri, cofirmata con Kaballà e Gabbani.
Un bel lavoro quello di Michele Bitossi, che è capace di cambiare rimanendo se stesso. Il disco è ricco di canzoni significative e si allunga per raccontare una realtà soprattutto interiore ma capace di comunicare con tutti.
Chi è Michele Bitossi
Dal 1998 al 2001 è stato il leader dei Laghisecchi con cui ha pubblicato oltre all’ep omonimo e auto prodotto gli album Radical Kitsch (Sony music, 1998) e Trés Bien: Piano B (Edel, 2001). La band si scioglie dopo l’uscita del secondo disco.
Dalle ceneri dei Laghisecchi, Bitossi fonda i Numero6 (tuttora in attività) con cui pubblica gli album Iononsono (Warner music, 2003), Dovessi mai svegliarmi (V2, 2006), I love you fortissimo (Supermota, 2010) e Dio c’è (Urtovox, 2013) e alcuni ep tra cui Quando arriva la gente si sente meglio (Greenfog, 2008) che vede la collaborazione con l’americano Bonnie “Prince” Billy, uno dei cantautori “alt country” più noti al mondo.
Nel 2011 Bitossi inizia il suo percorso solista come Mezzala con Il problema di girarsi (Urtovox). Del 2015 è il suo secondo album Irrequieto, sempre con lo stesso moniker mentre nel 2019 esce A noi due, il primo disco firmato a suo nome.
A settembre 2024 pubblica il suo primo podcast, Prendo la sciarpa e vengo da te, in esclusiva per RaiPlay Original, con la collaborazione di Stellare e Marco Bariletti. Nel gennaio 2025 pubblica Ma io quasi quasi, il suo primo romanzo per Accento edizioni, esordio che entra tra le 81 proposte al Premio Strega degli Amici della domenica, da parte di Daniele Rielli.

