Nato come progetto interno allo studio di registrazione Gold Sounds di Monte Mario (Roma), Nostalgia/Futuro è la realizzazione pratica di un concetto: viviamo in una tempolinea bizzarra in cui passato e presente convivono nello stesso istante.
Tutto ritorna, niente finisce mai per davvero. Provare a scomparire dietro la musica è da sempre il sogno di ogni artista che non vuole piegare la propria esistenza a quella della propria immagine percepita.
Per questo fino a ora Nostalgia/Futuro si è mosso nell’ombra, pubblicando cinque singoli in un periodo di sei mesi come se fossero degli episodi auto conclusivi di una serie televisiva. E un po’ per giocare con i meccanismi della musica digitale (il posizionamento, le playlist…) e un po’ come si faceva negli anni ‘80 e ‘90 quando le nuove band si affacciavano sul mercato a colpi di singoli e gli album d’esordio erano a tutti gli effetti dei greatest hits delle prime fasi di vita di una band.
Nostalgia/Futuro è un album d’esordio, ma composto in larga parte da brani già editi a cui si sono aggiunti degli inediti.
Nostalgia/Futuro traccia per traccia
C’è un sentimento un tantino straniante in migliorarsi, che apre il disco con sonorità che sanno di indie, anche con qualche colore disco, e con le molte contraddizioni della vita da affrontare in un brano di meno di tre minuti.
Paragoni animali e serie americane per vincere la solitudine in via dai guai, che parla di fughe nella fantasia: il movimento melodico è piuttosto trascinante e ascendente. Obiettivi quotidiani e trascendenti chiudono il brano in modo abbastanza sorprendente.
Più Nostalgia che Futuro in internet, che anzi si lascia andare a una malinconia piuttosto importante sia dal punto di vista sonoro sia per quanto riguarda il testo. Ecco poi sorpresa, che si ammorbidisce ulteriormente, con accenti sempre più languidi.
Una serie di soluzioni per (la mia testa), che comprende escursioni nei segreti, nei pensieri e anche il governo dei migliori: un excursus mentale accompagnato da suoi sintetici ma anche da qualche oscurità.
Dopo il breve intermezzo guadaloop si viaggia in tristi tropici con traffico, che sembra voler festeggiare, ma in realtà decisamente no: il brano si fa notturno e mescola sensazioni, e anche una sorta di monologo in inglese.
Con una reprise che viene prima del pezzo originale, ecco alpaca (reprise) e poi alpaca, prima canto popolare e poi brano triste che ragiona sulle prospettive e sui tempi. Elenchi che sanno di dolore e di surrealtà chiudono brano e disco.
Progetto molto originale e laterale quello di Nostalgia/Futuro, che si racconta attraverso immagini spesso apparentemente sconnesse, ma che viste tutte insieme rendono un affresco del Presente, che è il vero obiettivo della speculazione dell’artista.

