Pinhdar: “Red” è il nuovo singolo

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Il ritorno dei Pinhdar passa da Red, un brano che affronta in modo diretto le tensioni del presente e ne restituisce una rappresentazione sonora compatta, priva di mediazioni. La scrittura del duo milanese si muove lungo una linea di frizione costante, dove rabbia, violenza e scarsità di risorse diventano elementi strutturali del racconto, più che semplici suggestioni tematiche. Il risultato è una traccia che lavora per accumulo, costruendo un clima di collasso progressivo che si riflette tanto nel testo quanto nell’impianto musicale.

Red anticipa un lavoro più ampio e si inserisce con coerenza nel percorso dei Pinhdar, confermandone l’identità sonora. Le radici affondano nel trip-hop di matrice bristoliana, rielaborato attraverso una sensibilità darkwave e una componente elettronica misurata ma persistente. I riferimenti internazionali sono riconoscibili, ma mai citazionistici: piuttosto, diventano un lessico condiviso da cui il duo trae una grammatica personale, fondata su atmosfere dense e su un controllo rigoroso delle dinamiche.

Un equilibrio instabile tra suono e tensione

La struttura del brano si regge sulla fusione tra ritmiche trip-hop profonde e percussive, chitarre darkwave dal passo inesorabile e una linea vocale che lavora per evocazione più che per esposizione diretta. Ogni elemento concorre a mantenere uno stato di tensione costante, evitando risoluzioni nette. La voce attraversa il brano come un ulteriore strato emotivo, senza imporsi, ma contribuendo a definire un paesaggio sonoro compatto e coerente.

Dal punto di vista produttivo, il lavoro di Max Tarenzi valorizza questa impostazione, mantenendo il suono essenziale e privo di ridondanze. Il mix e il mastering curati da Bruno Ellingham restituiscono profondità e chiarezza, permettendo ai diversi livelli di emergere senza compromettere l’unità complessiva del brano. La produzione diventa così parte integrante del discorso artistico, non semplice supporto tecnico.

Il videoclip come estensione narrativa

L’immaginario di Red trova un’estensione visiva nel videoclip diretto da Matteo Maggi e prodotto da Blackball, girato interamente in Marocco. Ambientato in un deserto arido e ostile, il video mette in scena due figure impegnate nella ricerca della stessa risorsa vitale. L’incontro si trasforma in un conflitto fisico e simbolico, una danza violenta che non prevede vincitori. La pozza rossa al centro della narrazione visiva diventa metafora di risorse contaminate e di una incapacità collettiva di condivisione, rimandando a un’idea di guerra come gesto reiterato e privo di senso.

Questo dialogo tra musica e immagini rafforza la dimensione concettuale del progetto Pinhdar, da sempre orientato alla costruzione di mondi paralleli e paesaggi sonori di taglio cinematografico. Red si inserisce in questa traiettoria con coerenza, confermando un approccio che privilegia la visione d’insieme e la tenuta espressiva rispetto all’immediatezza. Un brano che non cerca consolazione, ma osserva il presente nelle sue fratture, lasciando che siano suono e immagini a parlare.

Pagina Instagram Pinhdar

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