Sandri presenta Bye Bye Samurai/Vite, un singolo costruito come un corpo doppio, attraversato da fratture e cambi di prospettiva che ne determinano forma e senso. Il brano si sviluppa come una composizione a due direzioni, in cui il contrasto non è un elemento decorativo ma una scelta strutturale, utile a mettere in tensione scrittura, suono e ascolto.
Il progetto, dopo l’ep Divertimenti, prosegue un percorso fondato sull’ambiguità e sulla sottrazione. La canzone non accompagna l’ascoltatore verso una lettura univoca, ma affida a chi ascolta il compito di completarne i contorni, lasciando spazio a zone d’ombra e a significati non completamente esplicitati.
Una struttura divisa in due movimenti
Bye Bye Samurai/Vite si apre su un impianto sonoro che richiama un indie rock moderno, attraversato da riferimenti agli anni Settanta e da una scrittura fatta di contrasti e mezze luci. La prima parte del brano procede per accumulo, spingendo sul ritmo e sull’energia, per poi interrompersi bruscamente. Lo stacco segna un cambio netto di densità emotiva: il racconto si rarefa, il suono si fa più essenziale, come se invece di avanzare cercasse radici.
Il doppio titolo non funziona come un semplice artificio formale. Le due parole indicano direzioni differenti, non sovrapponibili, e rendono percepibile una frattura interna che diventa parte integrante dell’ascolto. La canzone si muove così tra due poli, senza tentare di ricomporli del tutto.
Ambiguità come scelta poetica
L’atmosfera complessiva resta volutamente ambigua. Il brano non guida, non chiarisce, non risolve. Sandri insiste su una poetica fondata sul piacere di non comprendere fino in fondo, lasciando che il significato emerga solo parzialmente. La nebbia diventa uno spazio creativo, un margine in cui le cose restano sospese e non completamente dette.
All’interno di questo spazio, il passaggio verso la vite assume un valore simbolico: non una conclusione, ma un punto di arrivo temporaneo, raggiunto senza cancellare le contraddizioni che lo precedono.
Un percorso coerente e in trasformazione
Sandri è il progetto musicale di Michele Alessandri, attivo in una zona di confine tra cantautorato e visioni più distorte. Dopo il disco autoprodotto Opet e l’ep Esposizione, pubblicato per Pioggia Rossa Dischi, il progetto ha consolidato una dimensione di band, mantenendo al centro un linguaggio in continua trasformazione. I lavori successivi, tra cui Divertimenti, hanno approfondito un immaginario fatto di fratture, corpi inadeguati e ricerca di nuove forme espressive.

