Festival di Sanremo 2026: le cronache dal divano 1

Sanremo 2026

Con un considerevole ritardo di giorni, dovuto alle Olimpiadi appena finite, il Festival di Sanremo 2026 si sposta a fine febbraio. E fin qui, cioè fino all’apertura della prima puntata, ha fatto parlare di sé molto anche per chi non ci sarà: non ci sarà la Meloni, non ci sarà Pucci (checché ne dica la seconda carica dello Stato) e non ci saranno nemmeno moltissimi dei nostri beniamini di marca indie, come invece successo nelle ultime edizioni. Vedremo se comunque il cast, sul quale nutriamo più di un sospetto, sarà comunque all’altezza.

Chiara: Eccomi, in tempo per assistere all’avvio dei lavori

Fabio: Con la voce di Pippo Baudo che emerge dal buio per dare il via al Festival

Chiara: Povero Pippo

Fabio: Doveroso omaggio, non l’ultimo. Tra gli assenti anche Katia Ricciarelli, che l’ha fatto notare. Ma direi che si parte a cantare, così a occhio

Chiara: Nemmeno questa seraaaaa… Vorrei vorreiiiiii vorreiiii

Fabio: Non puoi resistere a Olly, lo sapevo.

Chiara: Ma mai nella vita

Fabio: Olly dice “addormentarci sul divano con il telecomando in mano”, sarà una probabile realtà entro sera. Sarà il baffetto, sarà la camicia di seta. Stemma di Genova sugli auricolari, discretamente rilassato se la porta a casa con disinvoltura. Un’ulteriore investitura per il ragazzo che parla del tour e ringrazia per la gloria conquistata l’anno scorso

Chiara: Gli riaprono lo stadio dopo 22 anni

Fabio: Se l’è meritato, diciamocelo

Chiara: Nel 2004 Vasco, 2026 OLLYYYYYYYYY

Fabio: Niente sei in versione ultrà. Aspetta che entra la Pausini e gli entusiasmi si placano in un attimo. Un collier minimale e discreto da 8 kg, vediamo come se la cava da conduttrice. Carolina Bubbico dirige l’orchestra per Ditonellapiaga, che è sicuramente fra le più attese, almeno da me

Chiara: Ditonellapiaga ci piace sempre, devo dire. Un inizio col botto che avrei tenuto per dopo per svegliare un po’ gli animi

Fabio: Sì, qui da sola senza Rettore deve dimostrare di essere diventata grande. “Che fai tu di lavoro? Faccio schifo” è già candidata a verso dell’anno per me

Chiara: Direi che ci sta riuscendo. Anche se se la prende con i giornalisti

Fabio: Diciamo che qui e là ci sono colleghi che danno motivo. Comunque inizio veramente con il botto, la ragazza ha tenuto il palco con grandissima personalità e con un pezzo che resta in testa senza sforzo. Ora Michele Bravi con l’aria di uno che recita in un film ambientato negli anni Trenta. Ci racconta alcuni problemi di governance domestica in un pezzo comunque ben scritto e molto sanremese. Ma sbaglio o ha la voce un po’ giù? Comunque un buon pezzo anche se non lo vedo altissimo nella classifica finale

Chiara: Michelino è sempre carino. Non un pezzo indimenticabile diciamo. Però devo dire che la sua dolcezza è sempre un bel vedere

Fabio: Sì poi sempre elegante, è oggettivo. La pubblicità ci annuncia la playlist di Spotify con le canzoni di Sanremo, ma presumo che le canzoni si trovino anche sugli altri serivizi di streaming

Chiara: Ah dici? Io pensavo di comprare la compilation in cd

Fabio: In cassetta, minimo. Passa anche la pubblicità del film su Battiato, e va bene. Però uno stacco pubblicitario già così lungo in partenza bello, ma non ci vivrei. La Pausini per ora un filo ingessata, diciamocelo. Ma ecco Ghali, ah no. E’ Sayf

Chiara: La vera rivelazione del Festival 2026 sale sul palco, guarda un po’, è genovese

Fabio: Dirige l’orchestra Sandokan, ah no. Attacco politico e polemico del brano, che parla di alluvioni e di come si spendono le tasse

Chiara: Con un look molto molto interessante

Fabio: il gessato ha sempre il suo perché, anche se sembra un filo quello di suo fratello grande. Ehi, riferimento a Berlusconi, nientemeno

Chiara: Quanto si spegne la luce tu con chi rimani?

Fabio: Col gatto. Ma credo non parlasse proprio di me me

Chiara: Temo di no. Ritornello accattivante

Fabio: “Ho fatto una canzonetta/spero che non vi spaventi”. Direi che al netto di una classifica che non sarà esagerata, secondo me il suo l’ha fatto alla grandissima. Saluta mamma e papà mentre Conti dice “Che forte” come se fosse lo zio con il nipotino che racconta le barzellette sporche

Chiara: Ha fatto anche una bellissima performance considerando la prima volta

Da Mara Sattei alla signora Pratesi, passando sul parquet di Dargen

Chiara: Ecco arrivare Mara Sattei di lungo vestita

Fabio: Gli autori Sattei-Mattei-Donadei è fatto apposta, confessatelo. Ora: brava eh? Impeccabile

Chiara: Impeccabile e si capiscono anche le parole, per la gioia degli over 50

Fabio: Sì, va bene. Io sono over 50 ma sarei stato più contento di fronte a mezza sorpresa, diciamo. Invece non mi sposta un capello. Emozionata e commossa all’uscita, sicuramente ha cantato con passione, per carità. Però ha portato un’altra canzone che mi sa di già sentito

Chiara: Ma arriva Dargen con un abito in parquet

Fabio: Che voglio dire, a chi non piace il parquet

Chiara: Eh appunto

Chiara: Ci puoi camminare scalzo. Ah no

Fabio: Eh, qui si va su argomenti non da prima serata. Belli e discreti anche gli occhiali. E’ un pigiama di parquet comunque

Chiara: Comunque non abbiamo detto una cosa importante, per la prima volta sul palco c’è un maxischermo che proietta cose

Fabio: hai moltissima ragione

Chiara: Ogni artista ha la sua scenografia personalizzata così

Fabio: l’AI che diventa protagonista, sia nella canzone di Dargen sia nel megaschermo

Chiara: Un pezzo alla Dargen, lo ascolto anche io per la prima volta

Fabio: un po’ di funk che ci piace sempre

Chiara: Ai Ai cosa mi fai

Chiara: C’è entusiasmo anche in sala stampa

Fabio: Temo l’entusiasmo della sala stampa, ma qui ci sta

Chiara: Fai bene. Aspetta Sal Da Vinci

Fabio: Ecco. Lo aspetterò da svenuto. Comunque Dargen centra il bersaglio anche stavolta. Lo chiamano per fare questo, e fa esattamente questo, con un pizzico di creatività in più. E una mano finta. Comunque direi che una cosa si può già dire: è tornato il ritornello, grande assente degli ultimi anni

Commemorazione di Peppe Vessicchio e di altri illustri appartenenti al mondo della musica scomparsi di recente

Chiara: Povero Peppe. C’era anche Mango nella carrellata dei ricordi. Un po’ di commozione

Fabio: Compianto maestro, a cui sono state dedicate anche alcune iniziative extrafestivaliere. Giustissima commozione, meritatissimo applauso. Arriva Sandokan/Can Yaman, un filo abbronzato e un attimo palestrato. Dopo l’inevitabile pantomima con la canzone in turco fatta cantare alla Pausini (ogni anno mi chiedo se questi siparietti siano inevitabili, ed evidentemente la risposta è sempre sì), ecco Arisa

Chiara: Arisa la camaleontica oserei dire

Fabio: Dici rispetto alle ultime uscite. Be’ qui comunque molto sanremese, sia per canzone sia per abito

Chiara: Sì diciamo che quando era con Grignani sembrava un altro mood

Fabio: Ma lì è Grignani che ti cambia il mood. Posto che sicuramente lei qualche fase un filino pazzerella (eufemismo) l’ha attraversata. Qui invece sembra la Cinquetti, tipo. Anche il vibratino nella voce. Gli orfani di Giorgia dell’anno scorso sanno chi votare, a occhio

Chiara: Lercio dice: “Pensate che Carlo Conti ha ascoltato 270 canzoni peggiori di queste”. Non posso che sentirmi d’accordo

Fabio: Pure io. La mamma grande protagonista stasera

Chiara: Non nel modo in cui di solito si invocano le mamme altrui però

Fabio: No infatti ognuno saluta la propria. Non abbiamo ancora detto nemmeno che in teoria questo è l’ultimo Sanremo di Carlo Conti. E mi torna inutilmente in mente ora che vedo uno spot con Cattelan

Chiara: E invece arriverà Demartino, De Martino, come si chiama. Il tizio dei Pacchi

Fabio: Di Martino, purtroppo non Dimartino. Arriva Luché mentre Pausini e Conti iniziano una querelle sul fatto se lei canterà o non canterà

Chiara: Vedi, ora la storia di Lercio inizia a delineare i suoi contorni

Fabio: nel suo giubbottino con la zip, Luché opta per un rap melodico e molto moderato. Anche se dice “droga”. S’è dimenticato l’etichetta dell’Ovs comunque. Per quanto abbia una canzone carina, mi sembra rimanga un po’ a metà, cosa che posso dire di parecchie delle canzoni sentite finora. Ora un sorprendente Conti quasi politico che festeggia gli 80 anni della Repubblica (a Ignazio La Russa non piace questo elemento). E dopo le mamme, ecco la nonna: la signora Pratesi con i suoi 105 ha il suo momento di gloria, anche per ricordare il diritto di voto alle donne ottenuto finalmente nel 1946. Eh niente la signora è comunista, ora la cacciano

Chiara: La signora è di Chiavari

Fabio: Eh ho sentito

Chiara: Un’altro orgoglio genovese

Fabio: Domani comunque interrogazione parlamentare e intervento di Fratelli d’Italia perché la signora ha inquinato il voto al referendum, mi pare evidente. E su Threads fanno notare che il NO di Luché sulla mano forse era a scopo referendum

Chiara: La signora Pratesi come consiglio per i giovani dice che non dovrebbero essere severi con gli altri, dovrebbero capire com’è la vita. Non arrabbiarsi, non fare cose sceme, io stavo brava e aspettavo che passasse il momento brutto. Bisogna volere bene

Fabio: Diciamo che ci sono stati consigli migliori eh

Chiara: Eh si

Fabio: Però Genova-Chiavari in bici tutti i giorni respect. E comunque mi ha fatto più ridere di Pucci

Tommasone, Patty e Tiziano Ferro “in pandicolare”

Fabio: Ma arriva Tommaso Paradiso. E ci fa un vocale di dieci minuti per dirci che la felicità è puttana e che lui non esiste

Chiara: E va bene così, colla paraculaggine tutta sua

Fabio: Un tre bottoni beige. Quel beige del Tenente Colombo

Chiara: Ma che gli devi dì a Tommasone

Fabio: Ma guarda.

Chiara: Fa se stesso

Fabio: Posso essere onesto? Pensavo molto molto molto peggio

Chiara: E’ caruccia, da Sanremo. Sfracasserà in radio. Ma tu non ti fidi mai di me

Fabio: Ma io mi fido di te più che di me stesso

Chiara: Parole forti, le pubblicherai? Ci saranno testimoni

Fabio: Ma le scrivo su pietra davanti all’Ariston. C’è un po’ di Vasco, un po’ di Grignani, un po’ di Gazzelle. Ed è la musica perfetta per il funerale dell’indie, guarda che ti dico. Esagero?

Chiara: Non voglio uccidere l’indie. So che esiste ancora

Fabio: Va bene, come sopra mi fido di te. E non di Elettra Lamborghini, che dice “viva viva viva la Carrà”

Chiara: Elettra è comunque simpatica. Per quanto fatichi a capire perché questa carriera da cantante

Fabio: Carriera? Cantante? Ma sì, riflettevo sul fatto che odierò questa canzone solo verso il decimo ascolto involontario. Se ne esce con “Maronna mia” e altri urletti. Patty Pravo si è dimenticata in camerino. Ah no eccola. Coetanea della signora di Chiavari

Chiara: Ha delle movenze da gatta

Fabio: Oddio

Chiara: Ma pare che Caccamo abbia scritto la canzone per lei, dopo averla sognata cosparsa di strass. Ho una sensazione mista tra conati e brividi

Fabio: Cazzo aveva mangiato Caccamo?

Chiara: Tipo brutta intossicazione

Fabio: Nel senso: se sogno la Patty coperta di strass non scrivo una canzone, telefono alla psi

Chiara: Comunque ha le maniche di strass

Fabio: Eh be’ per forza. Chi glielo doveva dire a Caccamo poi. Elegantissima, impeccabile, eccetera. Però. Diciamo che non credo che la sua carriera impeccabile necessitasse di questa ulteriore appendice. E se proprio devi chiamare gli over, almeno i Ricchi e Poveri sarebbero rotolati sul palco. Ora uno dei “nomi nuovi” dell’edizione, cioè Samurai Jay, del quale onestamente so pochissimo anch’io che in questi 11 anni di TRAKS ho scritto sostanzialmente di tutti

Chiara: Ha proprio il sound che mi fa venire la pelle d’oca. E non in senso positivo

Fabio: va be’ sta già puntando l’estate, la noche, il sexo. “Non è amore è una malattia” credo che sia in 1281731 canzoni. Ok ora tu mi devi spiegare perché c’è qui lui e non Emma Nolde, per dire. La voce del parlato suppongo di Belen? Con cui se non sbaglio “duetterà” nella serata delle cover. E tutti hanno problemi nel trovare l’uscita, io li farei entrare con una planimetria

Chiara: Che poi l’Ariston è grande come la mia sala

Fabio: Hai la sala grande oh

Chiara: Poi perdersi capirai. O destra o sinistra

Fabio: Eppure lo chiedono tutti. La Rai annuncia un documentario su Cocciante mentre un altro, come dire, dei miei non preferiti torna a Sanremo, Tiziano Ferro

Chiara: Io canterò tutto. Ci sentiamo tra 10 minuti, ciao

Fabio: Adieu. Niente mi impegno anche ma proprio non mi arriva e temo non mi arriverà mai. Proprio non mi smuove un capello

Chiara: Scusaaaaa

Fabio: Arriva in fondo a un medley (iddio come amo i medley) un filo sfiatato, ma del resto è stata una prova piuttosto impegnativa

Chiara: Rosaaaaa

Fabio: e scuseròòòò

Chiara: Sposaaaaaa

Fabio: solo le vocali lunghe. Ah quindi è colpa di Carlo Conti. Prima di Samurai Jay ha scoperto TF. Comunque la cosa di cantare cose che non si capiscono è rimasta una costante della carriera. IN PANDICOLAREEEE

Chiara: Ma porello. Penso sempre alla Gialappa’s. Che disse “Spezzerò le ali a un delfino”. Perché in realtà è Massimo Ranieri

Fabio: Be’ è il figlio neanche tanto segreto. Da certe inquadrature sembra anche Ronaldo il Fenomeno (oggi). Entra la Pausini che dichiara il proprio affetto per Tiziano Ferro, sperando che non finisca come con Nek e Grignani

Chiara: Speriamo di no santo cielo

Fabio: Eh dillo a lei oh

Raf, J Ax e poi Levante e Fedez-Masini

Chiara: Dai un tuffo nella freschezza con Raf

Fabio: Ma a proposito di grandi interpreti dalla carriera interminabile. E quando dico interminabile intendo proprio che sembra sempre lì lì per finire E INVECE NO

Chiara: La sua canzone è di quelle che potrebbero essere state scritte 30 anni fa che non sarebbe cambiato nulla

Fabio: Probabilmente è stata scritta 30 anni fa, l’ha spedita con le poste ed è arrivata a ottobre ’25

Chiara: Probabilmente sì. Comunque è del ’59. Oggettivamente ben portati

Fabio: Ma li portasse sulla panchina del parco

Chiara: Anche vocalmente

Fabio: Be’ mai stato un vocione. La Pausini canta nello spot della cucina. Diciamo che se riusciamo a confinarla lì io sono nettamente più felice. Lì cantano già tutti il jingle vero? mi sembra di vederli

Chiara: Ma sai che no? Son mosci quest’anno

Fabio: E come mai? Li hanno sedati? Dopo qualche inevitabile pochade, è il momento del cowboy della Valle Solitaria, pardon: J. Ax. Pure la Pausini parla con la madre a casa

Chiara: Sì perché ha fatto doppisensi evitabilissimi diciamo

Fabio: Ed è partito il country, banjo e tutto. “Oh oh cavallo oh oh cavallo”, ah no

Chiara: Daje però è caruccia dai

Fabio: sì, però.

Chiara: Poteva fare tutto, ha scelto i luoghi comuni

Fabio: ma per carità

Chiara: Se deve finire in caciara preferisco così che sexo noche e variazioni sul tema

Fabio: Hai ragionissima e appoggio. C’è un mezzo plagetto di Samarcanda, ma ormai non ci si fa più caso. E’ una canzoncina divertente, ci sta nel personaggio e diverte anche. Dal palco Suzuki in piazza Colombo c’è Gaia. Piazza gremita come al solito, immagino anche per temperature accettabili oggi

Chiara: Sì decisamente caldino

Fabio: Eh faceva caldo qui. A Grande Inverno. Can Yaman si è messo la cravatta, stufo di distribuire il suo petto nudo a destra e manca. La Pausini la butta in caciara. Un po’ come ha fatto con l’inno di Mameli all’apertura delle Olimpiadi. Arriva Fulminacci ed è subito “voglio solamente diventare deficiente”. Con Golden Years come maestro d’orchestra (che la Pausini pronuncia Golden Ears)

Chiara: Yaman meglio non commentarlo. Invece Fulminacci si

Fabio: bravo Filì

Chiara: Però anche lui non sta spostando equilibri, nevvero? Bravo

Fabio: Vero, fa il suo, con il completino dell’Upim

Chiara: Però ammicca alla camera. Sta prendendo coscienza

Fabio: Sì quello sì, ma è una canzone sanremese di Fulminacci. Che va benissimo, però. Se devo pensare: “questa me la ricorderò negli anni”, direi di no. Anche la pettinatura anni ’60 non aiuta. Non bastando la Pausini originale, anche l’imitazione, che tra l’altro alla Pausini non piacerà. Arriva Levante. Ci salverà? Gli occhi di sicuro

Chiara: Levante subito dopo fa lo stesso lavoro. Una canzone di Levante

Fabio: Sì ma è la prima che interpreta in tutta la sera eh. Ed è la prima che mi ha smosso qualcosa, confesso

Chiara: Si, brava

Fabio: Canzone non necessariamente indimenticabile ma mi piace come la canta. La dico grossa: un po’ effetto “Fai rumore”

Chiara: Non so perché speravo facesse di più

Fabio: Non so a me è piaciuta tanto

Chiara: Ora Fedez e Masini, i miei vincitori

Fabio: Sono curioso

Chiara: RIBADISCO

Fabio: Allora. E’ un’ottima canzone e interpretano molto bene, soprattutto Masini, molto molto bravo. Però non mi sposta come l’anno scorso. La serata delle cover mi aveva spaccato e MAI me lo sarei aspettato. Questa mi piace, forse crescerà di sera in sera però paragonata a quella molto meno pathos

Chiara: Fedez si emoziona tanto. Masini ha una cazzo di voce che mi distrugge. Il testo è veramente carino

Fabio: Ecco, carino. Fosse stato incazzato… Ed Ecco Ermal Meta in accappatoio

Chiara: Ma ora goditelo

Fabio: Ed è subito Bregovic

Chiara: Sappi che ieri era la sola che mi è rimasta in testa

Fabio: Eh lo so, rimane in testa sempre il peggio. Anche fisicamente sta diventando Bregovic. E su Bregovic la penso come Elio e le Storie Tese

Chiara: Stiamo parlando del povero Ermal, l’unico che ha fatto una canzone un filo impegnata. E siamo qua a denigrarlo

Fabio: Ma per carità. Ma fai una canzone impegnata e la canti come una filastrocca

Chiara: Ecco, con l’acuto abbiamo raggiunto la vetta

Fabio: No ok tutto eh? anche la cit. pseudo De André. Però grazie ma no grazie. Ok un Carlo Conti insolitamente politico comunque. Ed ecco la Costa Toscana che ti accoglierà. Nell’elenco delle persone dell’universo a cui farei organizzare una festa, Max Pezzali sta verso il 7 miliardesimo posto. “Max Pezzali piace a tutti” in che senso?

Chiara: Sei un mitooooo

Fabio: La pochezza delle canzoni degli 883 risuona senza speranza nei secoli dei secoli. Oggetti fallici in platea. Ah no sono arbre magique. Tra l’altro vorrei far gentilmente notare che il simpa Pezzali campa di rendita da trent’anni con queste cinque canzoni. Cioè in confronto Al bano è innovativo, almeno altre tre canzoni dopo “Felicità” le ha scritte. Il mix con Disco Inferno a mezzanotte non me lo meritavo, ma so che è solo l’inizio delle cose che non meritavo e che affronterò in queste sere

Dalla Brancale a Eddie Brock

Fabio: Curiosità per la Brancale, che credo di aver pronosticato vincitrice. Come Arisa e Levante in bianco. Fiat131 tra gli autori della canzone mi deve ancora le risposte di un’intervista che gli ho fatto 5 anni fa. Perdono ma non dimentico

Chiara: Serena sembra una persona diversa rispetto all’anno scorso

Fabio: Sembra una persona che vuole vincere il Festival. E tuttavia, che noia

Chiara: Brava. Bella ed emozionante

Fabio: Dici? Secondo me canzone furbetta e prevedibile, che ovviamente fa venire giù l’Ariston

Chiara: Però chi mai riascolterà questa canzone dopo?

Fabio: Ma mai. Ma vince eh. Però. L’ottantenne e impeccabile Kabir Bedi va a conoscere il suo erede, sento che sarà un momento imperdibile. E infatti il momento, che dura tipo tre ore, è ricchissimo di momenti devastanti. A maggior ragione avrei tifato per la tigre, anche in caso in cui avesse fatto irruzione all’Ariston. Forse il momento iconico è finito, se Salgari vuole

Chiara: Ecco

Fabio: Il tg più rapido della pubblicità, che cosa ci vogliono dire? Arriva Nayt. Che, ribadisco ciò che scrivevo nell’articolo di introduzione, nella vita si chiama William Mezzanotte: ma perché la fatica di trovare un nome d’arte, perché?

Chiara: Magari non gli garbava. Che ne sai tu

Fabio: Mappercarità. Catenella sulla giacca. È vestito da Ministri in lutto. E ha scazzato male il testo temo, l’emozione Crescendo orchestrale importante per una canzone “media”. Non sembra ma il ragazzo ha tipo nove album alle spalle e una certa qualità, però non sono sicurissimo che sia maturo per questo tipo di palco

Chiara: Ma anche se lo fosse. Comunque no

Fabio: Sì rimarrà come Maninni, diciamo. Te lo ricordi Maninni? Una bionda Malika canta una cover dei FASK. Ah no. La butta sul tropical-jazz-disco dance o giù di lì e devo dire che mi fa muovere un po’ la testa. Il resto no ma è mezzanotte e dieci, non è che posso mettermi a ballare sui tavoli

Chiara: Figli delle stelle

Fabio: Sì ci sta, ora capisco meglio. Un po’ italo disco

Chiara: Lei comunque sembra brava oggettivamente

Fabio: Concordo

Chiara: Si è un po’ tolta dalla comfort zone

Fabio: Ha fatto bene, l’ennesima ballatona stracciamutande non l’avrei retta. Eddie Brock con la giacca slacciata e con lo sguardo di quello che sta pensando: “Mecojoni”. Non a caso gli gridano “Forza Roma”. Intro sottovoce e poi urlazzata così a caso. E parte una canzone metal anni ’80

Chiara: Ma quanto strilla però

Fabio: Ci sono Califano, Vasco Rossi e Bon Jovi che si incontrano al bar. Non è una canzone, è Frankenstein. Sono in difficoltà perché di solito sostengo fortemente i nomi nuovi. Ma qui sono proprio scelti male, tolto Sayf

Un dramma chiamato Sal Da Vinci

Fabio: Ma ecco il ministro Sal Da Vinci. Madonna che sorriso finto. Ma serio fa?

Chiara: Serio. E arriverà alto

Fabio: Sono in imbarazzo per lui. Alle sagre di paese perfetto eh? Però. Io ho letto quotidiani di fama che a Sal Da Vinci davano DIECI come voto per canzone e interpretazione. Ora. Io rispetto il lavoro di tutti, ma qui provo solo imbarazzo. È la canzone peggiore sicuramente di quest’anno, ma forse degli ultimi trent’anni tra quelle passate qui

Chiara: E sarà sul podio

Fabio: Non mi ripiglio. Nel frattempo si scopre che il jingle è un’invenzione di Carlo Conti, un altro dei danni che non gli si potranno perdonare.

Chiara: In realtà invenzione per modo di dire, ma si

Fabio: La Pausini si è cambiata d’abito 38 volte e ancora non si vede la fine

Chiara: Consoliamoci con Nigiotti

Fabio: Pacifico tra gli autori di Nigiotti, ma credo che la cosa non mi consolerà. Devo dire che il megaschermo alle spalle è utilizzato in modo creativo, mi piace

Chiara: Si almeno rompe un po’ la monotonia. Comunque alla fine non mi dispiace nemmeno, ma tendenzialmente livello mediocre

Fabio: Sono d’accordissimo. Brividino per Levante, cose buonine qui e là, niente di tremendo a parte SAL. Però piattume abbastanza. Devo risentire Fedez Masini. I giochi di parole finto involontari della Pausini più vecchi della canzone di Sal Da Vinci

Chiara: Tredici Pietro consolerà un po’. Non è male. La dedica del suo babbo la cosa più tenera di stasera peraltro

Fabio: Non va il microfono però. Canzone scritta con Dimartino e Vanegas. Non so se faccia punti al Fantasanremo il problema al microfono, forse è una penalità. Comunque in tutte le case italiane in cui c’è qualcuno di ancora sveglio il pensiero trasversale è “ma è uguale a suo padre”

Chiara: Eh lo è

Fabio: Dopo aver visto il Gianni l’altra sera nel bar della Fondazione Prada confermo. Qui il regista con gli effetti visivi si fa prendere un po’ la mano. La canzone mi piace, è mossa e originale, certo anche lui abdica dal rap delle origini ma forse ci sta anche. Ma dovevano esserci le Bambole oh

Chiara: Eh sì, chissà che è successo

Chiara: Arriva Chiello con le sue orecchie da gatto di capelli

Fabio: E le farfalle in faccia. Achilleggia un po’, posso dire? Anche lui con giacca tipo divisa napoleonica, i Ministri fanno tendenza. Domani vado a comprarne una anch’io. Il pezzo di per sé non è male, forse non adattissimo al contesto. Arrivano le Bambole di Pezza, con una discesa un po’ precaria dalla scala

Chiara: Canzone che vanta Nesli fra gli autori. Grande Enrico Melozzi

Fabio: È la prima volta che cinque ragazze fingono di suonare chitarre sul palco. Era l’unica occasione di una canzone vagamente rock per quest’anno, e invece no

Chiara: No però meglio di mooolto altro ascoltato questa sera

Fabio: Sì sì vero. Ma se la canta Arisa è uguale eh

Chiara: E comunque la band femminile ci sta

Fabio: Ma non solo ci sta: ci vuole. Però speravo in un po’ più di graffio e un po’ meno di carezza. Poi per me può anche vincere e sarei anche contento. Ecco poi la Pausini che dice “il rock è donna” dopo una vita passata a ucciderlo va be’. Vediamo che ci combinano Maria Antonietta e Colombre

Chiara: Combinano una cosa carina. Sorridono e secondo me se la godono anche

Fabio: Ma devono. Due carriere più che credibili fin qui, non li definisce un festival. Un po’ Abba, se devo dire. Ci sta, non è Deluderti e non è Blatte, ma non sarebbero passate, diciamo

Chiara: Nessuno dei due oggi canterebbe quelle due canzoni. Io li vedo bene in moto vestiti anni ’50. Ti ricordo che lei partiva dal punk

Fabio: Me lo ricordo. Se la sono cavata bene. Non credo che siano da prendere in considerazione per la classifica ma il pezzo andrà bene. Ora Leo Gassman vestito da torero

Chiara: Se po vesti un po’ come je pare, diciamo

Fabio: Ma per carità. A parte che crescendo sembra più figlio di Amendola che di suo padre. Canzone decente, non mi dice assolutamente niente ma lui il suo lo fa, meglio che nelle edizioni precedenti

Chiara: E’ stato molto bravo nel cantarla

Fabio: Sì appassionato. Vediamo quanto si appassiona e appassiona Renga, che è a Sanremo per la 184289 volta. Francesco un’edizione la puoi anche saltare, non è che devi venire per forza. Eieieiei

Chiara: Stavo ascoltando per la prima volta. Io penso solo a canzoni come Sangue Impazzito

Fabio: Eh

Chiara: E mi chiedo come sia possibile

Fabio: Citofonare Omar

Chiara: Ma anche L’uomo che ride

Chiara: Se vogliamo stare a Sanremo

Fabio: Ma tu poi avevi 8 anni cosa ti ricordi cosa?

Chiara: Mi ricordo a sprazzi. Ma poi i Timoria ho iniziato ad ascoltarli molto molto presto

Fabio: Eh lo so. Intanto la spagnoleggiata napoletanata di Aka e Lda con battimani del pubblico

Chiara: Anche qui

Fabio: Qualunque cosa scriviamo qui potrebbe suonare razzista anche se proprio lo spirito non è questo. Però è evidente che una parte di Napoli (certo non tutta Napoli e non tutti i musicisti e gli ascoltatori napoletani) ormai abbia costituito una sorta di principato a parte. Con il suo mercato, le sue star, le sue regole. Lì e solo lì. Non vale per nessun altro posto in Italia.

Chiara: Mi strappo le orecchie ora. Tanto gli ascolti sono finiti

Fabio: Comunque: ascoltati tutti confermo che il cast è stato scelto male. Edizione oggettivamente loffia dal punto di vista musicale

Chiara: Nel mentre faccio ascoltare vecchie Maria Antonietta e Timoria. Per far capire che un altro mondo è possibile

Fabio: Brava, fai cultura. Tutto questo ti fa onore

Chiara: E ora… La prima classifica

Fabio: Fulmy nei 5 non avrei detto

Chiara: Arisa, Fulminacci, Serena Brancale, Ditonellapiaga, Fedez e Masini

Fabio: Levante no eh?

Chiara: Ma nemmeno Tommy. Boh

Fabio: Fulmy e Dito sono contento ma non sono da top 5

Chiara: Comunque poteva andar peggio. Va bene così

Fabio: Poteva esserci SAL. Niente vado ad ascoltare i Timoria e poi a nanna direi

Chiara: Meritatissima. Sarà una lunga settimana

Fabio: Senza dubbio

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