Da Blonde, cantautrice dall’animo pop, qualche anno fa esordì con Parlo ai cani, il suo primo disco lanciato su Spotify e piattaforme digitali proprio nell’anno della pandemia. Poi, uno stop di riformulazione del progetto e delle priorità, e la costruzione dal basso di una nuova fase dell’autrice campana, che ha deciso di affidarsi alle mani sapienti di Blindur e Stefanelli per dare una forma alla Da Blonde del futuro.
Per approfondire il nuovo singolo di Da Blonde, Sabato sera, abbiamo quindi deciso di fare qualche domanda all’artista.
Hai cominciato diversi anni fa, pubblicando il tuo disco d’esordio in piena pandemia. Ricordi i primi step del tuo progetto? Da dove partiresti per raccontare Da Blonde?
Direi che da quando ho iniziato a scrivere in italiano è iniziata anche una ricerca del suono giusto, di atmosfere che dessero valore a quello che volevo dire, scrivere sui beat era diventato un limite e ho iniziato a scrivere i pezzi alla tastiera, credo che li siano cambiate di nuovo le cose, mi sono sentita sempre più libera, ho sentito il bisogno che la mia musica mi rappresentasse e ho lavorato in tutti i modi per realizzarla.
C’è qualche distanza, qualche differenza da notare, tra Daniela e Da Blonde? Ci sono aspetti dell’una che l’altra vorrebbe “interiorizzare” e far propri? Oppure non c’è soluzione di continuità fra le tue “anime”?
Non c’è nessuna distanza, l’anima è una sola, forse quando scrivo sono più libera di dare attenzione a cose che possono mettere anche a disagio come i sentimenti e probabilmente fare musica mi aiuta a volermi più bene.
Sabato sera, prodotto da Blindur, è un brano particolare, che mantiene una sua natura ibrida: il ritmo serrato e la scelta dei suoni richiamano a quell’atmosfera da club che anche il titolo sembra voler richiamare, ma la scrittura rimane invece venata di atmosfere cupe, quasi gonfie di una strana tristezza… è così?
E’ così, l’ho scritto in un momento per me molto impegnativo, in cui la normalità era sparita, le priorità cambiate per forza di cose e sentivo di voler esprimere una voglia di spensieratezza che mi era anche difficile ricordare al momento. Volevo che la produzione trasmettesse malinconia ma anche una sorta di liberazione, Massimo De Vita e Luca Stefanelli si sono rivelati perfetti per questo brano, è stato divertente lavorare insieme.
Gli inciampi del passato sembrano aver temprato il tuo percorso musicale (come avviene a quello di tutti, ovviamente): di solito come ti rapporti al ricordo? Ha per te una funzione “protettiva”, e se vogliamo nostalgica, oppure finisce con il perseguitarti?
Ho un’ottima memoria e sono molto empatica, mi capita di ricordare discorsi parola per parola anche dopo anni e rivivo le stesse sensazioni come fosse la prima volta nel bene e nel male. Una mia canzone si chiama proprio Ricordo , quello che penso è che anche le esperienze non proprio gradevoli ci rendono quello che siamo. Non sarei quella che sono senza quegli inciampi, mi hanno insegnato un sacco di cose, mi hanno motivata.
Sabato sera non sembra in effetti un brano da “weekend”: c’è dentro la pioggia delle giornate infrasettimanali, quando tutti pensieri crollano addosso a chi “aspetta la pioggia per non piangere da solo”, come direbbe De André; e questa sembra in realtà la motivazione per la quale scrivi, proprio per provare ad “espellere” un po’ di questa bufera… Abbiamo ragione, oppure no?
Avete assolutamente ragione. Per natura tendo sempre a ricercare i motivi delle cose, da dove vengono, ma tante cose succedono e basta, prima ti ci abitui meglio è anche se fa male, se ci pensi troppo non reagisci più. Scrivere è il mio modo di reagire e di trasformare le esperienze anche quelle negative in qualcosa che mi faccia bene, e spero possa far sentire bene anche chi mi ascolta.
C’è anche un video di Sabato sera, con un soggetto molto particolare… ce lo racconti, ti va?
Volentieri. Sono sempre molto incuriosita da cosa possa suscitare la mia musica in chi ascolta e da come ogni persona possa interpretare le mie parole, così Johnny Dama che ha curato la regia di tutti i miei video ha avuto l’idea di far interpretare liberamente il brano da un gruppo di bambini di una scuola di danza, il testo rimanda proprio a una voglia di spensieratezza che è stata resa perfettamente dalla presenza dei bambini e mi ha emozionato vedere come interpretavano il brano.
Salutiamoci aprendo uno spioncino sul futuro di Da Blonde: a cosa stai lavorando? Dobbiamo aspettarci presto tue notizie?
Certo, ci sono diversi brani in cantiere, ma non posso anticiparvi altro. Grazie a presto!

