Già anticipato dal singolo Paradoxical Activity, è in uscita su tutte le piattafome digitali per Record Y l’album di debutto omonimo dei Phorminx, la creatura musicale di Ruggero Fornari. Un album concepito intorno alle molteplici possibilità della manipolazione sonora di uno strumento a corda, nel quale Ruggero ha cercato di conciliare quest’aspetto potenzialmente infinito con l’interazione musicale dal vivo, che è una dimensione altrettanto importante di questa musica.
Phorminx traccia per traccia
Dopo un’intro formicolante di suoni, Forsaken Garden, inizia a mettere solidità sonora necessaria ad aprire il disco: il brano fa emergere dinamiche sempre più rumorose e caotiche, con qualche parentela jazz e progressive, tutto però gestito in modo sghembo e vibrato.
Più tranquille le idee iniziali di Paradoxical Activity, il singolo che flotta in modo liquido ed elegante tra panorami un po’ più ombrosi. La seconda parte del brano si fa un po’ più tempestosa, come per un’affermazione ritardata di personalità.
Si allunga con dolcezza e sostanzialmente sussurrando Unansweable as Madness, una pazzia che però sembra più che altro accennata e in sottofondo. Si rimane su sensazioni molto intime con Discordant Tendency, che vive fasi diverse, accelera, rallenta, riparte gradualmente e sembra godere di vita propria.
Abbassa i toni ma si consente qualche escursione luminosa Rose Quartz Animal, prima che Ghost Spell distenda la propria coltre in modo omogeneo e, opportunamente, spettrale. Dalla coltre si alzano folate sonore che prendono forme a volte inaspettate. Fino a una seconda parte apertamente rumorosa e distorta.
Conclusione molto sussurrata, quella che si consuma grazie a In the End, meno di tre minuti di sospiri sonori che lasciano un senso di pace.
Progetto particolarmente interessante, quello di Ruggero Fornari e dei suoi Phorminx, che gode di grande libertà senza abusarne, appoggiando i suoni su strutture interessanti e ben conformate. Un disco che appagherà senza dubbio gli amanti del genere.

