Il progetto P_HER, ideato dal cantautore Pier Cortese, prosegue il proprio percorso di esplorazione tra musica d’autore e intelligenza artificiale. Dopo il debutto con Si Vive, l’artista torna con Kintsugi, secondo videoclip di un itinerario che indaga il confine sempre più sottile tra umano e digitale. Il brano sarà disponibile su tutte le piattaforme dal 22 ottobre.
Il significato di Kintsugi
Il nuovo singolo nasce come riflessione sull’assenza e sulla capacità di trasformare la fragilità in forza. Il titolo fa riferimento all’antica arte giapponese che ripara le ceramiche con l’oro, rendendo le fratture parte della loro bellezza. In questo senso, Kintsugi diventa una metafora di rinascita: ciò che si spezza non va nascosto, ma valorizzato come testimonianza di un passaggio, di una cicatrice che illumina.
Le crepe interiori diventano spazi da cui può filtrare la luce, simboli di un equilibrio ritrovato tra vulnerabilità e consapevolezza.
L’incontro con l’intelligenza artificiale
Pier Cortese è stato tra i primi cantautori italiani a sperimentare un duetto con una voce generata dall’intelligenza artificiale. Nel progetto P_HER, questa voce prende il nome di Her: entità sintetica eppure emotiva, compagna e alter ego digitale dell’artista.
L’incontro tra Pier e Her non è un mero esercizio tecnologico, ma un esperimento poetico che esplora la possibilità di creare empatia tra l’umano e il virtuale. Her non esiste, ma canta, parla e “sente”, incarnando una nuova forma di sensibilità artificiale.
Un’estetica tra cantautorato ed elettronica
Sul piano sonoro, Kintsugi fonde la scrittura della canzone d’autore con una produzione elettronica minimale e sospesa, evocando spazi di intimità e astrazione. Ogni suono contribuisce a costruire un paesaggio ibrido, a metà tra reale e immaginario.
Il progetto si sviluppa anche attraverso videoclip e performance immersive, in cui Pier Cortese e la sua controparte digitale si incontrano, dialogano e si trasformano, delineando una narrazione aperta sul futuro delle emozioni e della creatività.
Her è anche un omaggio all’omonimo film di Spike Jonze, dove l’intelligenza artificiale non rappresenta una minaccia ma una compagna di viaggio, un riflesso del nostro sentire più profondo.
