Music for rapine è il nuovo album di Wepro, anticipato dai singoli Sexy, Tu mi fai wao e Ti ho detto ti amo ma non lo pensavo.
Cantautore e produttore, Wepro fonde analogico e digitale, rock ed elettronica. Ha collaborato con musicisti del calibro di Phil Palmer e Phil Spalding (Robbie Williams, Frank Zappa, Dire Straits, Eric Clapton), e come cantante e autore con realtà come Mediaset, Real Time e Disney.
Il suo omonimo album d’esordio, uscito a maggio 2023 dopo l’esibizione al Concerto del Primo Maggio di Roma, lo ha portato nei principali festival italiani, condividendo il palco anche con Tom Morello e The Cult al Medimex di Taranto. Nell’ultimo anno ha dato vita a Roma ad “Atlante”, accademia e casa di produzione che rappresenta un’evoluzione naturale del suo percorso, con l’obiettivo di affiancare e valorizzare nuove progettualità artistiche.
“Music for Rapine nasce da una suggestione nata in studio: “Ci starebbe bene sotto la scena di una rapina.” Da questa frase prende forma un album che richiama le sonorità tipiche di fughe, tensioni e momenti concitati, ma la “rapina” non riguarda furti materiali. Diventa invece una metafora del furto di emozioni, della fuga dai problemi e dei momenti quotidiani in cui tutto sembra esplodere.”
Wepro traccia per traccia
Con un movimento che parte dall’interno e si fa vertiginoso, Sexy apre il disco già con effetti stranianti, ottenuti principalmente giustapponendo sonorità alla Fountaines DC con un cantato molto più vicino ai gusti di casa nostra.
Fiammeggia e si muove su scenari sintetici Perché sei cool, articolata su ritmi medi ma con sonorità molto piene e dense, con qualche tocco urban. Voce in evidenza con Come nel giorno in cui, che mescola riferimenti pop e letterari in un frullatore di suoni e di immagini. La vita da club viene passata al setaccio, dalla pista al letto, in un vortice dinamico ed estremo.
Nella rapina più bella si sposta in ambienti più noir, con un’aria alla Marilyn Manson e suoni conseguenti, per una voglia di distruzione espressa con una certa ampiezza di vibrazioni.
Dinamiche più aeree quelle che si incontrano in Ti ho detto ti amo ma non lo pensavo, contronarrazione che racconta il proprio egocentrismo con stile quasi romantico, ma comunque con molto movimento quasi synth pop.
Corre più vicino al terreno Ed è vero ancora, ipercinetica e rivoltosa, quanto a mood generale. Tematiche di sesso e attrazione, in ambientazione sonora e concettuale da club, per Tu mi fai wao, in un dialogo probabilmente basato su spunti veri.
Falsetto e suoni che viaggiano rapidi in Perché ti sento straniera, altro pezzo che gioca con la vertigine e con gli abissi, muovendosi in equilibrio sul vuoto. Inaspettatamente romantica ecco E ti vorrei forever, ballata per voce e pianoforte, piuttosto sorprendente.
Si torna a idee urban per Come quando, che si aggira in ambienti notturni per raccontare storie più intime. Ecco poi il giro di basso su cui viaggia Il tuo bacio, che ha retrogusti new wave: “quando l’amore non basta/l’amaro è quel che ci resta“, la celebrazione di un addio si fa vibrante, con le pistole puntate.
A chiudere, ecco Mi morse, che gira a loop per fornire un discorso soltanto elettronico che accompagni verso l’uscita.
Con un certo gusto del surreale e una figura da antieroe che troneggia su tutti i brani del disco, Wepro si racconta attraverso dodici brani intelligenti e ben strutturati, che a volte estremizzano volutamente, ma che comunque consentono sempre di cogliere ispirazione e sincerità, anche attraverso le molte maschere indossate.

