Virginiana Miller: “La fine del patriarcato” è il nuovo singolo #tracciadelgiorno

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Non davano più segni di sé dal 2019, anno in cui avevano pubblicato il loro album “americano”, The unreal McCoy, un tributo alla lingua e alla letteratura a stelle e strisce e al tempo stesso un esperimento sonoro in cui i Virginiana Miller si erano divertiti ad annegare nel fake di quel sound storicamente lontano dal proprio pennello.

Poi, complice il covid e tutto ciò che ne è seguito, niente concerti, niente tour, solo un lungo silenzio. Dei Virginiana Miller si perdono le tracce fino a quando, due anni fa, la band annuncia un live set a sorpresa all’Arci Progresso di Firenze. Un ritorno sul palco davanti a un pubblico tra amici, familiari e fans accorsi da mezza Italia. Alla fine del concerto, a sorpresa, un inedito.

Si intitola La fine del patriarcato, nella sua prima esecuzione pubblica. La canzone è ipnotica, il testo pesca a fondo dal vissuto e lo asciuga in una forma perfetta. “Forse questa canzone significa che prima o poi lo faremo, un altro disco”, dice accomiatandosi dalla platea Simone Lenzi. Poi di nuovo silenzio, fino ad adesso.

Il primo gennaio 2026 esce La fine del patriarcato, proprio la canzone di quella sera all’Arci Progresso. Con l’usuale misto di parsimonia ed estenuante cura dei dettagli i Virginiana Miller l’hanno registrata e riregistrata, fino a darle una forma definitiva. Per chi c’era, ma soprattutto per chi non c’era e per chi, in questi anni, non ha mai smesso di chiedersi dove fossero finiti.

La fine del patriarcato canta un ricordo familiare che ho trovato significativo, e forse anche altro. Si tratta, probabilmente, del momento in cui cominciamo a prendere commiato da tutti quelli che ci hanno voluto un po’ di bene. Bene farlo con poche parole, senza fare pettegolezzi e, possibilmente, con un po’ di buon gusto

Eccoci dunque, a dodici anni di distanza dal pluripremiato “Venga il Regno”, di fronte a una nuova canzone in italiano – la prima da allora – dei Virginiana Miller, che per pubblicarla hanno scelto la NOS Records, un’etichetta indipendente no profit giunta alla sua cinquantesima release e distribuita da Believe Music, il cui Direttore Artistico è Amerigo Verardi, vecchia conoscenza della band, avendo prodotto artisticamente “La verità sul tennis” (2003).

Inoltre Daniele Catalucci, produttore del brano e bassista della band, aveva già avuto due felici esperienze di collaborazioni (Bonsai Bonsai e Similar) fatte uscire per l’etichetta. Ed ecco un cerchio che si chiude, un dono inaspettato ai loro fan attraverso una label che del dono ha fatto la sua filosofia.

Testo “La fine del patriarcato”, Virginiana Miller

Ecco qui per esempio
questa carta postale
per il Natale del ‘53
dice: “Noi stiamo bene
e lo stesso speriamo di voi”
Giusto poche parole,
lo stile essenziale
Perché il cielo era azzurro
ed il mare salato
Io mi sono seduto
a guardare la fine del patriarcato
E col senno di poi
solo un caro saluto
e ora fate un po’ voi.
Di nascosto al telefono
col cugino dottore
disse: “Stavo pensando
che mi avanzeranno
e sarebbe un peccato.
C’ho una busta di farmaci,
senti quelli di Emergency,
o vedi un po’ te”
Perché il cielo era azzurro
ed il mare salato
Se ne stava seduto
e aspettava la fine del patriarcato
E col senno di poi
fu il suo estremo saluto
e ora fate un po’ voi.

Pagina Instagram Virginiana Miller

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