Luke Style, “Luke Style”: la recensione

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Anticipato dai singoli La ballata delle rose, Uccideremo la democrazia e Le regole della sete, è in uscita il disco d’esordio omonimo di Luke Style, cantautore e batterista, già noto per la sua militanza nei The Styles

Luke Style è un musicista con una carriera che attraversa due decenni. Ex membro della band The Styles (2005-2009), ha calcato i principali palchi italiani collaborando con artisti del calibro di J-AX e aprendo concerti per leggende internazionali come Deep Purple, Vasco Rossi, The Fratellis e Iggy Pop. Oggi, Luke Style prosegue come artista indipendente, mescolando rock energico e melodie autentiche. Dopo La ballata delle rose, Uccideremo la democrazia e Le regole della sete, l’artista pubblica il suo album d’esordio omonimo il 9 gennaio 2026.

Luke Style traccia per traccia

Con un’introduzione strumentale particolarmente lunga, Le regole della sete arriva camminando con passo tranquillo ma senza astenersi dal fare un certo rumore, soprattutto elettrico. Lo sguardo sul mondo, che si scanna, si alterna con le conversazioni banali e quotidiane, mentre la chitarra esprime disagio crescente.

Molto più rapida e arrabbiata (nonostante un tono del cantato tutto sommato tranquillo), ecco poi La fine di ogni cosa, che parla di rabbia “che non voglio perdere”, come se fosse un motore positivo sul quale fare affidamento.

Sensazioni anni ’90 quelle che traspaiono da Opera Uno, che si apre a riflessioni a largo spettro, alternando momenti vibranti e altri più intimi. C’è qualcosa di Battiato (ma anche di Motta) nelle prime battute di Gangsta, sostanziale dissing nei confronti della musica pop odierna, definita collettivamente “modesta” e “senza idee”.

Un po’ di romanticismo, senza prescindere da ritmo e aggressività sonore, filtra in La ballata delle rose, abbastanza battagliera anche se parla di sentimenti.

Discorsi di resistenza in Sono ancora qui, che fa riferimento a certo cantautorato elettrico, con un battito regolare e anche molto incalzante che tiene insieme tutto il brano.

Ecco un pezzo che rischia di essere arrivato un filo in ritardo: Uccideremo la democrazia svela suoni veloci e rapidi, con il drumming in grande evidenza. Si chiude con una ballata vasta e ricca di suggestione, Mr Guido.

Qui e là il disco di Luke Style può suonare un po’ nostalgico, ma non è necessariamente un male: senza voler inseguire mode e tendenze, il lavoro si rivela particolarmente solido e con radici profonde, di ottima qualità e di ascolto molto godibile.

Genere musicale: rock, alternative

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Pagina Instagram Luke Style

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