Ha percorso molti chilometri, incontrato molte persone e affrontato diverse avventure prima di vedere la luce Aranciata Amara, il nuovo disco di Mike Orange. Il cantautore lombardo, ora residente in provincia di Latina, ha incominciato a progettare la sua nuova uscita parecchio tempo fa.
E mentre le canzoni crescevano e prendevano forma, ha trovato il supporto di Medea Production che cura anche la realizzazione del vinile del disco. Il lavoro è articolato su cinque tracce molto rappresentative della scrittura del cantautore, capace di sfogliare la margherita dei sentimenti con attenzione ma sempre anche con una certa ironia (amara).
Mike Orange è il nome d’arte di Michele Arancio, le cui radici affondano nel punk rock, per ascolti ed esperienze musicali. Arriva dalla provincia di Milano, precisamente nella zona est nella zona di confine tra Milano e Bergamo, ma si sente di tutte, perché “la provincia è uno stato mentale“.
Mike Orange traccia per traccia
Il disco si apre dai tempi sincopati di Dirò e rifarò, un’aria blues e vintage che esprime una serie di aspirazioni e di problemi che sfociano poi in una dichiarazione particolarmente aperta e romantica. I propositi per il futuro prendono forma attraverso i movimenti di una canzone che privilegia la semplicità.
Si rimane in modalità molto tranquilla con Giardino, ballata soft e anche un po’ notturna, con pianoforte e altri desideri espressi in maniera esplicita. Il concetto del “lavoro su di me” si amplia attraverso passaggi corali e meditativi, in un’altra canzone con qualche retrogusto “americano”.
Alza i giri del motore Una sera, uscita di recente come singolo e video di lancio, per raccontare di un’escursione “leggera”, un’avventura che non cambia il contesto di vita ma che può regalare qualche istante di felicità.
Elettricità per un addio è ciò che si riscontra in Parole scritte male: la chitarra si occupa di offrire un sottofondo melodico e doloroso a ciò che emerge come una rinuncia. Esplosione e poi ritorno all’intimità per un finale dagli umori variabili.
A chiusura del disco ecco Poeta, ironica e, ancora una volta, amara: il lato pop e più abrasivo del cantautore emerge in pieno, fischiettando qui e là per nascondere meglio i sentimenti negativi.
La crescita di Mike Orange, consumata a furia di palchi calcati in tutta Italia, di conversazioni e di canzoni scritte, cancellate e riscritte da capo, porta a un lavoro e a una personalità sfaccettata e particolarmente interessante.
Il disco corre via veloce, offrendo sensazioni diverse, con cinque fotografie del presente che percorrono la via della semplicità senza mai accontentarsi. Una scrittura indubbiamente pop contemporanea, per canzoni che rimangono in testa e che raccontano di sé per rivelare emozioni trasversali e condivisibili.

