L’album di debutto omonimo di Greams torna in una nuova veste. Venerdì 23 gennaio 2026 esce infatti una speciale Deluxe Edition di “Greams“, disponibile su tutte le piattaforme digitali e distribuita per Gelo Dischi / ExpoLive Project da Believe Music Italy.
Dietro il nome Greams si cela Lorenzo G., polistrumentista e produttore che con questo progetto ha costruito un immaginario sonoro personale, segnato da forti influenze dark wave, suggestioni anni Ottanta e una scrittura elettronica cupa e viscerale. Un esordio che al momento dell’uscita è passato forse in sordina, ma che nel tempo ha rivelato una direzione artistica chiara e un potenziale ancora inespresso.
Questa nuova Deluxe Edition nasce proprio dall’esigenza di dare nuova luce a quel primo capitolo: il disco si arricchisce per questo di brani inediti, remix e collaborazioni. Un’estensione che rilegge il passato, mettendo in dialogo la visione iniziale con nuove voci e nuove traiettorie creative.
Con Greams voglio dare voce al bambino interiore, voglio dare forma ai desideri e dimostrare che c’è sempre tempo per fare, creare e seguire i propri sogni
Greams traccia per traccia
Il disco prende il via dai ritmi sostenuti di Caro G. Pastine, che ha suoni synth pop e una leggera malinconia di fondo. Qualche dissonanza di fondo regala un pizzico di spaesamento, su paesaggi marini e cieli sconfinati.
Più morbidi i contorni di Forever Young, con battiti un po’ meno serrati che lasciano spazio ai “giovani perduti nello spazio” e a idee che sfociano quasi nello shoegaze e comunque ad atmosfere molto sognanti.
Cruise Tom ha introduzioni cinematografiche ed evoluzioni del synth particolarmente colorate, prima di allinearsi a ritmi che fanno pensare ai New Order e al periodo d’oro di questo genere di musica.
C’è un’aria sciolta e anche di sensualità diffusa in Ologramma emozionale, che viaggia veloce. Un po’ più sotterranea, ma con tendenze ascensionali che riportano subito in superficie, Transport, formicolante di suoni e resa malinconica da un “Goodbye” che rimane per aria.
Un giro molto malinconico caratterizza Ciao Luna!, che allunga i cori e si fa molto vocale, mentre la mestizia avvolge tutto. Con Big Babol si galoppa in campi strumentali sempre piuttosto ricchi di colore.
Cuori & Club moltiplica i battiti e si fa serrata fin da subito, con voci quasi infantili a dialogare su battaglie spaziali che si muovono in background. Poi inizia a volare Nina, che si muove su ritmi impetuosi e piuttosto d’impatto.
Il disco “non deluxe” si chiudeva con Forse sento, un dubbio e un vuoto da affrontare con un brano che punta su risonanze profonde e, anche in questo caso, vocalità “allungata”.
Le ultime quattro tracce invece sono tre riletture e una cover: si parte da Caro G. Pastine arricchita dalla presenza di Luca Urbani e di Castelli, con un arricchimento del cantato e qualche sfarfallio di tastiere in più.
Poi Ciao Luna! con la collaborazione di Ray Romijin, con lo spleen della traccia che si allarga ulteriormente e cerca nuove vie di fuga. La cover scelta è Musa dei Marlene Kuntz, qui molto più elettronica ma senza eccessive sovrapposizioni. Si chiude con il Moon in Scorpio Dance remix di Cuori & Club.
Ricca di reference a un passato che non è mai del tutto passato, soprattutto a livello sonoro, la “deluxe edition” del disco di Greams regala qualche tocco in più e comunque presenta un lavoro molto consistente e omogeneo, ricco di sostanza e di sensazioni intense.

