Supertele, “Meglio tardi”: la recensione

Meglio Tardi è il nuovo ep di Supertele: un sovrapporsi di oggetti, ricordi e idee la cui apparente normalità finisce per diventare il centro di un racconto straordinario.

Dai rimpianti di Persi dentro un drink all’eterna sospensione di Giorni morbidi; dall’incerto amore di Mutande fino alla ribellione troncata di BOOSTER, l’artista lombardo osserva una realtà instabile attraverso una lente profondamente personale e, soprattutto, ironica.

Meglio Tardi, primo ep di Supertele, è un viaggio che oscilla tra il disincanto giovanile e la voglia di trovare rifugio nelle piccole cose, nelle relazioni e nelle fughe immaginarie. Tra ballad intime e ritmi più serrati, cuciti da un suono fatto di chitarre arpeggiate, synthdal gusto rétro e campionamenti della vita di tutti i giorni.

Supertele traccia per traccia

Raffica di concetti molto indie caratterizzano la malinconia tangibile di Persi dentro un drink, pezzo morbidosetto che apre l’ep. Un po’ più cupe le atmosfere di Mutande, fra il casino in casa, quello nella vita e gli accendini rubati: autotune e qualche idea sonora vintage per un altro pezzo che cerca qualche intimità, ma non sempre in modo sanissimo.

Riverberi urban/r&b nei suoni di Giorni morbidi, che certifica alcuni modi sghembi di pensare di Supertele, diffondendosi in tutto il mondo musicale che sta tra Pino d’Angiò e Prince.

Tempo di alzare un po’ i ritmi con Voodoo, che si apre tra cori r&b e suoni da dancefloor: la disfida tra coro e techno si consuma su territori tribalim, che sfociano in un ballo quasi tropicale.

C’è un “cuore di porcellana” che apre però Porcell*na, che sembra tendere in direzioni un tantino più carnali, anche se avvolte di tessuti di sentimento.

Ma tutto ciò che poteva esserci di delicato è spazzato via da BOOSTER, che enumera destinazioni e raccoglie alcuni rimpianti e alcune soluzioni (“tutto passa/con il tempo/il dolore passa/ con la techno”). Si balla forte sulle nostalgie del passato.

Il finale torna a essere soffice e notturno, con Precipitare che parla di sogni di caduta e di volo, tra qualche fischio e battiti irregolari.

Come sempre Supertele preferisce battere territori non troppo esplorati, magari anche un po’ storti, e giocarci sopra. Rimescolando ricette che prendono ingredienti da r&b, urban, techno, indie, il ragazzo coi baffi ottiene sempre risultati molto personali, ironici, gentili, perdenti ma spesso irresistibili.

Genere musicale: indie, itpop, urban

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