deric. è il primo disco omonimo del progetto firmato dal cantautore siciliano: un lavoro che raccoglie e mette a fuoco un percorso sonoro e identitario costruito negli ultimi anni, tra chitarre riverberate, elettronica, alternative rock e suggestioni post punk.
Un album compatto e coerente, attraversato da un filo rosso tematico e da una ricerca sonora che alterna minimalismo e stratificazioni, tensione e sospensione. deric. è un disco introspettivo e notturno, che sceglie atmosfere scure e ambientazioni dense per raccontare ciò che spesso rimane non detto.
Ho scelto di intitolare il disco con il nome del progetto perché sentivo il bisogno di espormi senza filtri. Questo album è il punto in cui tutte le strade percorse finora si incontrano. È un lavoro che parla di incomunicabilità, di assenze, di rapporti che si incrinano quando le parole non bastano più. Ho cercato un suono che fosse coerente con questa tensione: a tratti minimale, a tratti ruvido, ma sempre sincero
deric. traccia per traccia
Dopo l’introduzione elettronica di Oceano di sogni, si passa al pop con Le Stesse Parole, che ha qualche accento indie nel testo e una certa elettricità nei suoni.
Parte in acustico invece Canzone perduta, che poi si fa più ruvida. La ricerca di un senso si fa frenetica, mentre i suoni si fanno più densi e le atmosfere più scure, con qualche risvolto indie rock qui e là.
Di nuovo la chitarra apre Girotondo, che allunga le vocali e si fa malinconica. E riparte dalla malinconia anche Dire No, che però ha un movimento ascensionale che infatti prende quota in fretta con modi elettrici e concetti di unità.
C’è del risentimento e molto drumming in Mente, che si sviluppa in modo piuttosto voluminoso, mentre si pone qualche domanda senza risposta. Si alza il vento in Cenere, scelta anche come singolo, che approfondisce gli aspetti più scuri del cantautorato di deric. Si finisce con lo strumentale Tagliare per curare, che sperimenta un po’ con i suoni di chitarra.
Progetto ricco di energia quello di deric., che convoglia le proprie ispirazioni in un ambito rock moderato ma sempre d’impatto. Il lavoro è breve ma graffia abbastanza da lasciare qualche segno.

