In un’epoca dominata dalla frenesia del successo e dal timore costante di restare indietro, il nuovo progetto discografico di Giulia Vestri dal titolo E non è tardi, in uscita su tutte le piattaforme digitali per MusicantieRecords (distr. Believe Digital) e realizzato con il contributo di NUOVOIMAIE, si propone come un atto di resistenza culturale.
Anziché inseguire il “tutto e subito”, la musica rivendica il diritto alla riflessione, alla calma e alla giusta misura, invitando l’ascoltatore a osservare le crepe del mondo contemporaneo non come una fine, ma come spazi fertili da riempire con nuova poesia. C’è ancora tempo per l’autenticità.
Giulia Vestri traccia per traccia
Si apre in modo molto morbido il primo brano dell’album, Il più che si fa meno: voce e pianoforte per un’apertura particolarmente melodica. Approccio acustico invece con Orizzonte laconico, che si avviluppa intorno ad alcune rime baciate e a un sound mediterraneo.
Una serie di possibilità sono passate in rassegna in Io posso (I can), con gli archi che accompagnano. Un po’ di retorica cresce, mentre la chitarra elettrica offre qualche colore in più. Nel labirinto degli eventi prova a farsi un po’ più descrittiva, con qualche divagazione di pensiero.
Fatti sono i giochi (e non solo loro, mi si consenta) si mette nei panni di un vannaccetto o giù di lì che respinge gli stranieri, enumerando i guasti di questo paese. Il pezzo mostra un piglio piuttosto deciso, per la prima volta nell’album.
Si torna a morbidezze quasi blues con Malamore: la ballad racconta di sentimenti seguendo percorsi mentali non rettilinei. La vita digitale è al centro della critica di Un’eterna confusione.
Parla di guerra Viviamo allora, che torna a suoni acustici, prima di allargare lo sguardo. Con Resisto ritorna il pianoforte mentre la title track E non è tardi decide di chiudere in acustico e con un mood un po’ più positivo, benché il testo sia meno ottimista.
Giulia Vestri propone dieci canzoni che scelgono la strada semplice e dichiarativa, nella composizione di canzoni quasi sempre morbide. La si apprezza molto di più quando corre un po’ a briglie sciolte.
Chi è Giulia Vestri
Giulia Vestri è una cantautrice dalla scrittura pop cantautorale, formatasi con il Maestro Delfo Menicucci e presso il Campus della Musica del Maestro Claudio Fabi. Il suo percorso artistico, votato alla canzone d’autore, l’ha portata a essere tra gli otto vincitori di Area Sanremo 2018 e a ottenere importanti riconoscimenti della critica.
Tra questi spiccano il Premio della Critica al Premio Lucio Dalla 2022, il Premio della Critica e dell’interpretazione al Premio Spazio D’Autore del M. Pino Scarpettini nel 2022 e la vittoria assoluta (Primo Premio e Premio della Critica) al Premio Pigro Ivan Graziani 2023 con lo pseudonimo Vesbek.
Nel 2025 è stata inoltre finalista per la tappa toscana del Premio Fabrizio De André. Il legame con il Premio Spazio D’Autore e la figura di Pino Scarpettini si è ulteriormente consolidato nel 2026, anno in cui Giulia ha trionfato al Premio “Dietro la Nebbia” Pino Scarpettini aggiudicandosi ben due riconoscimenti: il Premio Rivelazione Cantautorale e il Premio Miglior Musica.
La sua dimensione live si intreccia profondamente con l’impegno civile e la promozione dei diritti umani. Ha collaborato a iniziative come “Una Voce per Gaza” insieme ad Amnesty International, Amnesty Italia, Voci per la Libertà e il MEI, esibendosi in contesti come Il Tenco Ascolta e Casa Sanremo. Dal 2022 è parte integrante del progetto “La Toscana delle Donne”, patrocinato dalla Regione Toscana a favore dei diritti delle donne, contro la discriminazione e la disparità di genere, ambito in cui ha condiviso il palco con artisti quali Marco Masini, Irene Grandi e Dolcenera.
Sul fronte televisivo, ha partecipato al programma di Carlo Conti “Tocca a te” (RaiPlay) e ha aperto una puntata di VivaRai2 da Fiorello. Nel 2024 ha ricoperto il ruolo di Opening Act in alcuni concerti di Filippo Graziani.

