In un momento di transizione e di trasformazione, i Mona Grant pubblicano un nuovo video che introduce all’album, previsto in autunno. Lucida è il nuovo brano firmato dalla band lucchese, qualche mese dopo Come un Soutine, e affronta una figura controversa, tra storia e leggenda.
Come è nata l’idea di dedicare un brano a Lucida Mansi e cosa vi ha colpito maggiormente della sua storia?
L’idea è nata, in primis, dalla voglia di raccontare una storia legata alla mia terra tra realtà e leggenda e poi dall’attualità che essa ancora ricopre. Avevo il desiderio di raccontare di una donna avanti per i suoi tempi: indipendente, capace di fare le sue scelte, che non rinnega il suo essere donna nonostante i ruoli che possa aver ereditato e nonostante le maldicenze e le dicerie che una figura così poteva scaturire, probabilmente dall’invidia che suscitava.
In Lucida si intrecciano realtà storica e leggenda: quanto vi interessava lavorare su questo confine narrativo?
È un aspetto intrigante della storia. Da un lato la leggenda la rende immortale e quindi ancora attuale, dall’altro l’aspetto storico ci fa capire quanto alcune personalità forti, specialmente femminili, in posizioni di notorietà possano suscitare invidie e maldicenze. Che a ben vedere rende la storia attuale anche per questo.
Il brano parte da una chitarra acustica per poi approdare a sonorità più elettriche e blues rock. Come si è sviluppato questo percorso musicale?
Stavo sperimentando alcune accordature aperte sulla chitarra acustica dopodiché ho sentito un ritmo più aggressivo e incisivo. Portando il suono in elettrico mi sembrava di riuscire a trasmettere più carica erotica (di cui è provvista la protagonista) e sottolineare con maggior incisività i contrasti della storia. Il tutto ha permesso di far risaltare la batteria che aiuta a creare una sorta di ossessione martellante. Devo anche ringraziare l’etichetta discografica La Rue che mi ha seguito e sostenuto in questo percorso con consigli preziosi e un ottimo lavoro in fase produzione.
Il videoclip evita una ricostruzione lineare della vicenda e punta invece sull’evocazione. Perché avete scelto questa strada?
In questo è stato importante il progetto e il lavoro di Valentina Cipriani che ha colto aspetti fondamentali del brano. Il testo è piuttosto esplicito raccontando senza iperboli la storia leggendaria e reale della protagonista e avevamo dunque bisogno di un video che non andasse in ridondanza con il narrato, ma che piuttosto ne facesse risaltare l’atmosfera. Questa idea si è sposata benissimo con l’attrice e ballerina Aurora Gamberini che ha interpretato in modo eccellente il ruolo esaltandone gli aspetti estetici ed emotivi.
In che modo “Lucida” rappresenta il momento artistico che state vivendo in vista dell’uscita del vostro primo album?
Lucida è un brano che racchiude e condensa i nostri capisaldi: anima blues, mani elettriche e mente psichedelica nonché un testo capace di raccontare una storia. L’album avrà momenti piuttosto diversi tra loro musicalmente parlando, uniti però da dei fili rossi che attraversano tutti i brani proposti e Lucida ne rappresenta la sintesi avendo anche come protagonista una figura della nostra terra (non sarà l’unica).

