[lessness], “Movida”: la recensione

[lessness]

Movida è il nuovo album del progetto [lessness] in uscita su tutte le piattaforme digitali (distr. Believe Music Italia). Un viaggio notturno e intimista che esplora le incognite e le gioie della solitudine e dell’incontro.

Pur rispettando lo stile dei dischi precedenti, esplora sonorità pop minimaliste e influenze new wave e dark, portando l’ascoltatore in un mondo di atmosfere sensuali e movimentate, dove la notte diventa un rifugio per perdersi, ritrovarsi e perdersi di nuovo in un loop infinito, inevitabile specchio dell’opera di Samuel Beckett da cui il nome del progetto è tratto.

L’atmosfera notturna e intimista è sottolineata da un uso profondo e avvolgente del basso elettrico e dalla morbidezza dei synth, che creano un sound unico e ipnotico. Le melodie vocali accompagnano con discrezione le atmosfere del disco evidenziando in ogni canzone una sorta di malinconica ricerca di speranza.

[lessness] traccia per traccia

Battiti sotterranei aprono Disarm me, la prima traccia del disco e il primo contrasto stridente con il titolo dell’album. La notte è già calata ed è pregna di formicolii sonori e di glitch: si inseguono strade sbagliate, finché la voce, calda, rimette a posto le cose ma inserisce anche una quota di dramma molto intensa.

Wherever si muove su ritmi morbidi, ma con piccoli suoni acuti a fare da fil rouge del brano. C’è una generale depressione nel cantato di Out of time, pur costruita su movimenti ascensionali e su tensioni liriche che fanno pensare ai Depeche Mode.

Linee melodiche fluide quelle che percorrono Cigarettes and Dreams, che duetta qui e là seguendo tracciati sonori agili. Con un’apertura al sapore di New Order, Hold me si conforma a ritmi molto più vicini all’atmosfera del dancefloor, pur assaporando ancora una volta sapori malinconici.

La seguente Disappear sceglie ancora ritmi alti, girando su un riff veloce e riempiendo l’aria con suoni che sanno di anni ’80. Un’intensissima linea di basso apre Smoking outside a backdoor: il pezzo è veloce e tirato, come una cavalcata scura ma brillante insieme.

Si torna a idee ritmiche più moderate con I just wanna play, che si diffonde su orizzonti morbidi. Tentativi di fermare il tempo in Stuck in that moment with you, che procede ondeggiando morbida, con qualche rimpianto.

Con Darkest Season si scava ancora un po’ in tunnel sonori oscuri. Si chiude in nome della speranza: Hope è l’ultimo brano e parte da battiti molto sonori, per allinearsi poi in un movimento lento e avvolgente, quasi un abbraccio, quasi una preghiera alla speranza.

Seguiamo da un bel po’ le vicende di [lessness] e abbiamo avuto modo di vedere il suo progetto diventare sempre più focalizzato e centrato: il nuovo album è una conferma dei suoni e dei modi, ma cristallizza ancora di più uno stile e un modo di approccio alle idee della dark wave sempre senza rinunciare a sentimento e melodia, che forniscono cuore e sostanza al disco.

Chi è [lessness]

[lessness] è il progetto solista del compositore/produttore italiano Luigi Segnana. Dopo aver fondato l’etichetta indipendente Mashhh! Records collaborato alla produzione di band tra le quali Death by Pleasure, Dance for Burgess, Cristalli Liquidi (nella produzione del vinile di Volevi Una Hit)  e terminato il suo percorso come bassista e co-produttore della band Casa del Mirto, Luigi si dedica a un nuovo progetto solista.

Un’oscura ed evocativa incursione tra cultura e suono, ispirato da una vasta gamma di letteratura, da T.S. Eliot a Kafka. [lessness] vuole far rinascere l’immaginazione dei suoi ascoltatori attraverso sonorità oniriche ed electro-new wave. Il nome [lessness] è tratto dal racconto breve, in forma di poesia, ‘Senza’ (sans/lessness) di Samuel Beckett.

Beckett permuta la sua prosa in modo tale che i lettori siano costretti a esplorare ogni singola e ripetitiva struttura di frase per scoprire il suo significato più profondo. Musicalmente, [lessness], è ispirato sinteticamente ma non esclusivamente da un certo tipo di new wave anni ’80, dalle atmosfere elettroniche e synthwave degli anni ’90 e da artisti come The Cure, New Order, Depeche Mode, The Church, Echo And The Bunnymen, Interpol, Editor, Arcade Fire, Preoccupations, Trentemøller, Suuns, The National, Cigarettes after sex.

Le sonorità di questo nuovo percorso nascono dall’oscurità e dalla notte e sono incentrate sul suono del basso, strumento dal quale nascono i riff su cui poggiano le canzoni ed il resto dell’arrangiamento con synth e loop di batteria in evidenza.

Genere musicale: synth pop, dark wave

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