Burning Wires, Silent Pull è il nuovo ep dei Lies, pubblicato l’11 settembre scorso per Shore Dive Records e Waddafuzz Records. Trio con base a Bologna nato nel 2024, il progetto prende forma dai primi scambi a distanza tra Elisa (voce e batteria) e Giuseppe (chitarra e voce) nel 2020, sotto il nome di Whisper Tapes, fase in cui gettano le basi di uno stile intimo e personale. Con la fine della pandemia, la collaborazione si trasforma in una band vera e propria, dando vita ai Lies.
Dopo un ep omonimo autoprodotto (2025), e l’ingresso al basso di Daniel, il trio consolida la propria identità sonora esplorando il confine tra uno slowcore catartico e un alternative rock abrasivo, un contrasto che genera, anche dal vivo, un impatto teso ed emozionante.
In quattro tracce, l’ep Burning Wires, Silent Pull, svela un suono sospeso tra essenzialità ipnotica ed esplosioni elettriche stratificate. Sia nella musica che nei testi domina la convivenza tra ferite e bellezza: nervi esposti, sovraccarichi e lacerati, tenuti insieme da una forza attrattiva invisibile e sotterranea.
Co-release di Shore Dive Records (UK) e Waddafuzz Records (IT), l’EP è prodotto da Giuseppe Siciliano ed Elisa Mellini, registrato e mixato da Massimo Giangrande e Andrea Biagioli al Bosco Studio di Porretta Terme (BO).
Lies traccia per traccia
Una progressione ritmica ed emozionale piuttosto importante caratterizza Spectrograph, primo brano dell’ep dalle caratteristiche sonore piuttosto sparse: la vena internazionale è evidente, ma dentro la vena scorrono stille psichedeliche, dream pop, shoegaze e altro ancora.
Più eterea l’esperienza di ascolto di Wires, che sussurra e accenna, e anche quando dà l’impressione di voler arrivare a conclusioni più concrete frena sempre un po’, di modo da lasciare soprattutto sensazioni sfumate.
Molto morbida Black Mud, un fango nero percorso da piccoli glitch, ma anche da una vibrazione elettrica molto potente, che acquista vigore con il procedere del brano.
Narrativa e soffice, ecco alla fine Star on Drugs, tematica sempre di attualità, che con grande gentilezza si spiega piano piano, offrendo al lavoro un congedo particolarmente malinconico.
Sicuramente interessante, l’ep dei Lies offre uno spaccato significativo del progetto bolognese, con un excursus su poetica e scrittura di un trio decisamente ben inserito in discorsi internazionali, ma capace di fornire un riscontro molto personale alle proprie influenze.







