Dopo le anticipazioni con i brani Mirò e Niente di me, Anna Castiglia pubblica La paura in tasca (Numero Uno / Sony Music Italy), il secondo disco fuori ovunque oggi venerdì 25 settembre. Disponibile il vinile dell’album (https://numerouno.bio.to/LaPauraInTasca), anche in una speciale versione autografata.
A dare ulteriore profondità al progetto c’è un immaginario visivo e artistico curato. Sviluppato dall’artista insieme a Filippo Rossi di Galattico, l’intero visual dell’album è profondamente materico, basato sull’uso della carta (scelta anche per gli abiti indossati), del cartone e, soprattutto, sul gioco delle ombre cinesi.
Anna Castiglia traccia per traccia
Apertura “nel deserto dei miei sogni” per Insisto perché esisto, ritmata, anche elettrica, vivissima e capace di affermare se stessa quasi ballando sulle punte di una costruzione ritmica articolata e dotata di profondità senza sfuggire mai alla leggerezza.
Già nota come singolo, ecco Niente di me, che elenca una serie di situazioni ed elementi che non si vogliono più: anche la rinuncia al sorriso è prevista da un discorso che allontana dalla consapevolezza di sé. Ma tutto questo discorso identitario è sorretto da un brano veloce e sincopato, dal respiro corto e dalle immagini fulminanti. Strofa sostanzialmente rap a chiudere un po’ di concetti, alla ricerca di una coerenza che non sembra propriamente possibile rapportandosi alla vita di oggi.
Ci sono tantissime parole (e lo dice anche Anna) in Alito sonoro, che procede con un passo molto sostenuto: parole che non fanno rima, parole soltanto parole, e lo diceva pure Mina, che probabilmente apprezzerebbe (apprezzerà) l’energia di questo brano e l’ironia di questo pezzo, con un ospite a sorpresa che fornisce una specie di breve intermezzo teatral-cabarettistico. Non posso dirvi che è Valerio Lundini, del resto.
Tempo di un lento dai sapori vintage: Se ti guardo come gli altri fa emergere i sentimenti, profondi ma non convenzionali. I germogli di una pianta a fiori secchi fanno da sfondo a una melodia che cresce un po’ alla volta, tra piccoli elementi sonori e istinti melodici profondi e carezzevoli. La mancanza è celebrata in un finale cantato a piena voce.
Si viaggia sul morbido anche con E’ da tanto che non dico ti amo, meno drammatica e più gentile e ironica. I gatti fanno fusa dietro i muretti mentre il brano decide per una deriva dance: l’amore dopo l’amaro si arrampica e si distende su un dancefloor quasi 70s, anche se il pezzo cambia pelle dodici volte.
Sarà colpa dei video di ragazze che suonano gli shaker sulle tette, oppure no: comunque Anna ci confessa Ho finito i pezzi latin, ma anche con la bossa e con altri assortimenti tropicali e sudamericani. Si è svuotato il serbatoio dell’appropriazione culturale anche se ci sono i Selton a dialogare (e criticare aspramente) sul brano.
Contesto adatto alla Milano Fashion Week quello raccontato da La nuova stagione, che si confronta con le novità della moda e del commercio, per sfuggire ai pensieri di una relazione evidentemente sfuggita oppure lontana. Su ritmi pop e una chitarra classica quasi da flamenco, Anna balla con calma e racconta nei dettagli i propri pensieri.
Anche Scema, con il collettivo Canta fino a dieci, si lega involontariamente all’attualità quando parla di quel tipo di abbigliamento che manda in acido Tajani. Ma è un discorso mentale e di libertà, più che di gonne corte: il giro di chitarra si fa acuto e insistente mentre si racconta un rapporto molto ingombrante, un po’ voluto e un po’ contrastato.
Portata avanti come singolo anche Mirò, che si appoggia sui bassi per volare piuttosto alto, con sensazioni jazz e una voce di velluto che accarezza concetti relazionali più che pittorici. Finale che alza suoni e voci, prima di planare di nuovo a terra.
Tra giochi elettronici e ulteriori additivi acustici, ecco Coppia che abbaia: bisogna lucidare l’argento se si vuole arrivare all’oro. Si passano in rassegna “modelli” che piacciono oppure no, mentre l’amore scoppia e spara.
L’album si chude con La paura in tasca, title track che si muove su ritmi di marcia: considerazioni su capacità, carriera e visioni apocalittiche (soprattutto per le classifiche e per la sua manager) si intrecciano in un brano decisamente autobiografico, capace di momenti concitati ma anche più tranquilli. “Scrivo perché è da tanto che vivo/con una penna in tasca e la paura nella borsa”: una paura generica ma sicuramente pervasiva, che si sconfigge cantando.
C’è un concetto che Anna Castiglia non riesce proprio a esprimere, neanche se si impegna a morte: banalità. Undici canzoni e undici racconti, undici pièce teatrali, undici quadri, undici sketch, undici piccoli drammi: la creatività della cantautrice siciliana sembra avere pochissimi limiti.
Il disco è maturo, frizzante, pieno di sentimento e di qualità. Merita ascolti ripetuti ma riesce a colpire già al primo assaggio, perché la fantasia e le abilità di Anna guizzano sotto gli occhi in maniera evidente. Abbraccia, allontana, riavvicina, ti prende sotto il braccio, ti fa ballare, ti accarezza e non smette di sorridere (quasi) mai: niente paura, è soltanto un album. Ma che album.
Chi è Anna Castiglia
Siciliana di nascita ma milanese d’adozione, ha fatto della creatività a trecentosessanta gradi la chiave di volta del suo progetto. La freschezza al di fuori di qualsiasi schema è diventata ormai un tratto distintivo di Anna Castiglia e i suoi brani pieni, ricchi, emotivamente e musicalmente, sono la testimonianza di un’espressività stilistica unica nel suo genere.
Il palco è l’ambiente naturale in cui è nato e si è sviluppato il suo progetto: dopo aver trascorso mesi sui palchi dei teatri in apertura ai live di Max Gazzè, Anna Castiglia è partita con il suo primo tour, prodotto da OTR Live, che l’ha vista esibirsi in diversi club dello stivale, in attesa dell’uscita del primo disco. Ad aprile 2024 è tornata con il nuovo singolo Whitman (feat. Ghemon) e ha annunciato gli appuntamenti del tour estivo, partito da Milano in occasione del Mi Ami Festival.
A giugno 2024 Anna Castiglia ha vinto la XXXV edizione di Musicultura con Ghali. A luglio 2024 ha pubblicato U mari, singolo che è stato eseguito per la prima volta in occasione dell’opening act di Fabi Silvestri Gazzè al Circo Massimo. Il 7 settembre 2024 Anna Castiglia ha aperto il concerto di Carmen Consoli al Teatro Romano di Ostia Antica. L’artista è stata inclusa nel programma Up Next Italia, l’iniziativa di Apple Music rivolta all’identificazione e alla valorizzazione dei talenti emergenti.
Il 27 settembre 2024, la cantautrice ha pubblicato il suo primo album MI PIACE. Il tour estivo, proprio come è stato per quello primaverile nei club, è stato anche l’occasione per ascoltare il nuovo singolo Decostruire. Il brano, prodotto insieme a Ramiro Levy e Alessandro Di Sciullo,affronta la decostruzione dei propri compromessi e delle aspettative imposte dalla società e dalle relazioni.
Nei mesi successivi ha continuato a distinguersi per la forza espressiva delle sue esibizioni dal vivo, tra cui la partecipazione al Concertone del Primo Maggio, per la seconda volta. Dopo il riscontro positivo ottenuto dalla live session di Le chiese sono chiuse insieme alla band I PATAGARRI, a luglio pubblica la versione digitale del progetto Mi piace a casa di, con all’interno anche una rivisitazione di U mari insieme ai Selton. L’8 luglio 2025, si aggiudica la Targa Tenco Migliore Album Opera Prima, un grande traguardo per Anna Castiglia che riesce a conquistare con il suo disco d’esordio MI PIACE uno dei maggiori riconoscimenti della Canzone d’Autore Italiana.
Il tour
5 Novembre – Torino – Hiroshima Mon Amour
12 Novembre – Firenze – Combo Social Club
13 Novembre – Roma – Largo Venue
20 Novembre – Bologna – Locomotiv Club
25 Novembre – Milano – Santeria Toscana 31
26 Novembre – Milano – Santeria Toscana 31
2 Dicembre – Napoli – Teatro Bolivar
4 Dicembre – Lecce – Officine Cantelmo
5 Dicembre – Molfetta (BA) – Eremo Club
10 Dicembre – Palermo – I Candelai
18 Dicembre – Roncade (TV) – New Age Club
29 Dicembre – Catania – Teatro Metropolitan
Info e biglietti su www.otrlive.it








