Giovanni Leo: “La pista ciclabile” è il nuovo video

Giovanni Leo: “La pista ciclabile” è il nuovo video

E’ disponibile su YouTube il videoclip ufficiale di La pista ciclabile, il terzo singolo estratto da Giornate a righe, l’album d’esordio del sound designer e cantautore Giovanni Leo, realizzato in collaborazione con il pianista e compositore Ilario Ferrari. Mentre il brano è già disponibile su tutte le piattaforme di streaming digitali, il suo lancio visivo è affidato a un raffinato cortometraggio in animazione 2D curato insieme all’illustratore Marco Valensise, che ne ha firmato i disegni e le animazioni.

La narrazione visiva si sviluppa attraverso un’alternanza cromatica tra il bianco e nero e il colore, utilizzando il viaggio in bicicletta come metafora esistenziale, in un equilibrio dinamico tra ironia e leggerezza. 

In sella alla bicicletta si muove il protagonista della storia: un alter ego letterario e visivo dell’autore, un personaggio di finzione nato dall’universo lirico del disco e dalle invenzioni grafiche delle sue copertine. Questa figura affronta il viaggio indossando delle All Stars blu — un dettaglio visivo nato quasi per caso e diventato l’elemento feticcio del personaggio, capace di richiamare l’artwork dell’album.

L’incipit è un esplicito omaggio al cinema muto: la storia viene introdotta dai classici cartelli d’epoca in bianco e nero con la scritta: La pista ciclabile (The Bike Lane) – A Ragtime Symphonic Journey (libera citazione del corto Neighbors del 1920). In apertura e in chiusura, il mondo del sound design si fonde con le immagini: un vecchio pianoforte rallentato intona un motivo in stile ragtime, mentre dal sottofondo emergono le voci graffiate di un grammofono, ritmate dal suono ciclico della catena di una bicicletta.

Il video è un percorso ricco di citazioni pop, musicali e cinematografiche:

  • I rimandi a Buster Keaton: il fulcro visivo dell’opera strizza l’occhio al cinema di Buster Keaton, contenendo precise citazioni d’inquadratura da Sherlock Jr. (1924) che ricreano le storiche geometrie del cinema muto rivisitate in chiave moderna e nel contesto della storia del brano
  • I simboli e i contrasti: nelle immagini emerge il contrasto tra il desiderio di indossare i sandali (emblema di apertura verso il mondo) e l’utilità delle scarpe chiuse, scelte per la paura di cadere. Lungo il cammino compaiono carte, barattoli e i bizzarri personaggi che popolano le altre tracce del disco, come il rospo di “Nove Nove” e gli androidi tratti dalla cover di “AIKO“.
  • L’omaggio a Gino Bartali: il percorso in bici incrocia la scia di una sigaretta fumante, preludio a un sorpasso squisitamente cinematografico da parte del leggendario campione toscano, inserito come simbolo del non risparmiarsi mai di fronte agli ostacoli della vita.
  • Il Jazz Club anni ’20: in corrispondenza del ritornello, l’ambientazione si sposta in un locale stile New Orleans dove il protagonista canta accompagnato da tre coriste che richiamano lo stile vocale del Trio Lescano.
  • Il climax sonoro e visivo: nel finale la musica si trasforma in un caos ordinato che richiama le atmosfere di Igor Stravinskij. I percorsi si moltiplicano geometricamente finché il protagonista si ferma, indossa il tipico cappello a tesa corta (pork pie), guarda dritto in camera con l’espressione impassibile tipica di Keaton e chiude il sipario sul cartello in bianco e nero: “THE END”.

L’universo visivo amplifica un tessuto musicale acustico di altissimo livello. In “La pista ciclabile” la voce di Giovanni Leo dialoga con il pianoforte, il cajon e i cori curati da Ilario Ferrari, che ha arrangiato e interpretato vocalmente le tre voci femminili. La sezione ritmica e armonica è arricchita dal contrabbasso di Edoardo Bombace e dagli archi dell’Ondanueve String Quartet, capaci di coniugare la musica da camera e lo stile d’autore con l’approccio analitico del sound design.

La pista ciclabile non è soltanto un percorso urbano, è una traiettoria mentale. Volevo raccontare quel delicato equilibrio tra il bisogno di mettersi in scia e il desiderio di trovare una propria corsia solitaria. ‘La pista ciclabile’ si muove su questa linea sottile. Affidare questa storia alla matita di Marco Valensise è stato naturale: l’animazione permette di far galleggiare le emozioni e di dare una forma pop e cinefila all’ironia del testo

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