Didols, “Raccolta differenziata”: la recensione

DidolsRaccolta differenziata è l’esordio – promettente – dei Didols, band di Pordenone già apprezzata a livello nazionale che oggi riconferma il suo talento che si è potuto constatare fin dai primi singoli.

Didols nel dettaglio

Il titolo del lavoro non è casuale e rimanda alla “raccolta” di stili che le nove tracce proposte contengono, oltre al tema di carattere nazionalpopolare. C’è lo swing ironico di Un’altra nota e di Piccola ragazza triste, e il rhythm and soul di Palle di Natale, il reggae-pop di Sono tesissimo e Lea (singolo pubblicato nell’ottobre 2015, dedicato alla nota telefonista erotica Lea Di Leo, che collabora al brano) e il disco-funk anni ’70 di Petrolchimico.

Non manca una ballad (Cosa più bella, un duetto con Greta Martello) e nemmeno un po’ di sano rock n’roll (Non fare l’indiana). Con Napoletanità, invece, i Didols fanno l’occhiolino al panorama etnico, offrendo un pezzo dai contorni decisamente vintage.

Si tratta di un album frizzante e multicolore, una brezza che ha il sapore d’estate e che accarezza temi dal valore etico non trascurabile. Il timbro provocatorio maschera infatti una profondità che emerge grazie all’autoironia e alla sottile leggerezza.

I suoni non ingannano e la cura negli arrangiamenti rivela la sensibilità della band veneta, che certamente farà ancora parlare di sé.

Valeria Gerallini

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