Florio’s, “Isolamento momentaneo”: la recensione

florio'sIncominciamo l’anno nuovo con la recensione del disco dei Florio’s: band attiva dal 2011 con un passato di cover lasciato presto alle spalle per un presente fatto di brani originali. Che confluiscono in Isolamento momentaneo, album di sette tracce che fanno incontrare, e a volte scontrare, un cantato melodico, opera di Valeria Maria Pucci, e ritmiche e sonorità schiettamente rock, che coinvolgono Marco Nardone (chitarra), Davide Pascarella (basso) e Riccardo Bianchi (batteria).

Florio’s traccia per traccia

La prima traccia è Dove, pronta a mettere sul piatto dosi consistenti di aggressività ma anche un sottotesto melodico/geografico interessante. Lasciare il vuoto dentro si apre a una struttura ondeggiante, con qualche spunto che si potrebbe definire teatrale, circondato di suoni a volumi alti e molto elettrici. Qualcosa degli Who nella partenza di Final Exit, prima che il drumming faccia correre il pezzo, che si nutre di sostanza quasi punk.

Tutt’altre idee quelle di Nel tuo inferno, struggente e dolorosa, con buona prestazione vocale e anche un breve assolo di chitarra elettrica. Le vecchie abitudini (le cover) tornano in auge con In Cerca di Te, pezzo anni Quaranta il cui titolo originale sarebbe Perduto amore, interpretata nel corso degli anni, fra gli altri, da Natalino Otto, Gianni Morandi, Iva Zanicchi, e più di recente dalla coppia Molinari/Cincotti. L’interpretazione dei Florio’s è uno stravolgimento sonoro che rumoreggia allegramente in ambito quasi metal.

Ho sbagliato tutto torna al presente con un ritmo medio e una buona linea di basso (va detto per correttezza che nell’ascolto “per giornalisti” la traccia risulta troncata dopo 2 minuti e 43 secondi, ma è difficile ipotizzare una parte finale del brano che capovolga il discorso). Il lavoro si chiude con Isolamento momentaneo, title track che decide di inoltrarsi su piste che richiamano alla mente influssi dark wave, esaltando nella parte finale le qualità della cantante e qualche idea psichedelica degli strumentisti.

Prova positiva per i Florio’s, che scelgono i contrasti giusti per un disco in grado di appagare palati dai gusti non per forza omogenei.

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