Bad Pritt è side project di Luca Marchetto, un terzo dei The White Mega Giant.
Il progetto Bad Pritt trae ispirazione direttamente dall’arte seriale, punta alla musica cinematica, basandosi sugli artifici dell’elettronica raffinata, ispirata dalle attuali correnti neoclassiche.
Sul palco è accompagnato da oscure videoproiezioni e innumerevoli congegni: è una band in una sola persona che ha tutto l’aspetto di un producer, pur suonando come l’orchestra del villaggio globale.
Bad Pritt traccia per traccia
La partenza è preoccupante: The Ghost in my Bed non fa nulla per tranquillizzare l’ascoltatore. Al contrario l’ingrediente principale del brano è l’inquietudine.
Stalactite arriva poi con il suo passo cadenzato a regalare voci filtrate e a volte estremizzate, in un panorama oscuro che porta alla mente panorami post rock del nord Europa.
Il corrispettivo Stalagmite si rivela più orchestrale per intervento degli archi, con l’oscurità che si trasforma in una malinconia più elevata senza essere più leggera.
Si allunga oltre i nove minuti International Dark Sky Association, titolo suggestivo per un brano che sembra faticare a partire ma che poi emerge con un beat quasi edm, sul quale si innestano sensazioni, parlati e una crescita drammatica.
Pianoforte e delicatezza costruiscono un po’ alla volta l’incipit di Falls Like a Domino, che poi differenzia i ritmi e sovrappone i pensieri.
Voci un po’ strappate invece presiedono a XOXO, che torna a modalità cupe; ma anche qui c’è un crescendo, se non proprio di speranza, almeno di animazione progressiva.
Si chiude bruciando i ponti con Burning Bridges, uscita triste dal disco con voci elettronizzate, in contrasto con un pianoforte che suona molto pieno e classico.
Disco ricco di spunti ed estremamente piacevole, quello di Bad Pritt, in grado di utilizzare tutti gli elementi a propria disposizione per offrire un tutto organico motivato e ben costruito.

