Lapsus, “Meteoropatia”: la recensione

Lapsus, “Meteoropatia”: la recensione

Meteoropatia è il nuovo album dei Lapsus, band nata nel 2015. Il loro pop rock in italiano racconta della normalità che viviamo tutti i giorni ma che dobbiamo trasformare in qualcosa di straordinario. Nel 2019 sono finalisti nazionali di Emergenza Festival.

Lapsus traccia per traccia

AscoltaMeteoropatia di Lapsus

Si parte molto tranquilli con una Vivere piuttosto meditativa e dai suoni molto pacifici e tradizionali, con un po’ di elettricità e un po’ di archi.

Sa di ballad, ma un po’ più arrabbiata, Caipiroska, che parla di sere d’estate e arriccia un po’ i suoni (da notare il “come quando fuori piove” che dirà qualcosa ai giocatori di carte e agli appassionati De Gregori).

L’umore non migliora molto con Cielo grigio, altro brano pieno di sentimento e di qualche risentimento, con dialoghi fra tastiere e chitarra. In opposizione diretta alla canzone precedente ecco In testa ho il sole, che non è allegra ma è molto più movimentata, consentendo anche alla voce di svariare e di alzarsi un po’.

Si torna però subito al mood malinconico con Tu sei parte di me, che pure evolve in un rock molto muscolare e anche urlato. C’è un po’ di rimpianto ma anche molta rabbia, seppur alternata, all’interno di Stronza, che fa pensare un po’ a Ligabue.

Ecco poi Come d’inverno, che si presenta con cautela prima che il drumming si faccia presente. Ancora contrasti e sentimenti dolciamari.

Si chiude in modo piuttosto ruggente, con una ruvida Un giorno senza te, con abbondanza di synth ma anche grande energia.

Forti della scuola del rock pop melodico, i Lapsus racchiudono nella mezz’ora scarsa del disco otto brani di buona personalità e buona ispirazione.

Genere: rockpop

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