Allucinante è il titolo dell’album d’esordio del SantøSpirito, in uscita per Dischi Rurali, distribuito da Artist First. L’ingresso nel panorama musicale della band abruzzese è stato annunciato alla fine della stagione estiva con l’uscita del primo singolo Stato di trance, seguito a ottobre dal secondo singolo Brucia per me e, infine, dal terzo e ultimo singolo Giovani di adesso.
Registrato in concomitanza con lo scoppio della pandemia, Allucinante emana tutta la rabbia, l’incertezza e l’insoddisfazione di più generazioni, un comune sentire di sensazioni cupe e misteriose, compresse in un sound liberamente esagerato e coordinato dalla produzione artistica di Marco “Diniz” Di Nardo (chitarrista Management).
SantøSpirito è il progetto musicale partorito dalle menti di quattro ragazzi provenienti da Lanciano, cittadina incastonata tra mare e monti nelle solitarie lande d’Abruzzo. Marco De Vincentiis (voce e chitarra), Eduardo Nativio (basso), Lorenzo Di Lorenzo (batteria) e Antonio D’Alonzo (chitarra), costituiscono gli ingranaggi di questo intricato congegno che sprigiona sentimenti contrastanti, atmosfere malinconiche e arcane, proiettate in un mondo distopico.
SantøSpirito traccia per traccia
Cadono bombe nel primo brano del disco, una molto dinamica e un po’ shoegaze Brucia per me, che ha bassi vibranti e una tensione continua lungo tutto il brano.
Un uomo su tre soffre di mal d’amore: da questo assunto parte Stato di trance, che affianca a un testo abbastanza fantasioso un sound diretto e molto intenso, decisamente muscolare per quanto riguarda la sezione ritmica e non solo.
Un tantino critica, ecco poi Giovani di adesso, media per quanto riguarda i ritmi e acidella in qualche frangente del testo. Molto più voluminoso il discorso sonoro portato in tavola da Declino della civiltà occidentale: finzione e realtà si inseguono, mentre la chitarra costruisce tessiture fitte e dolorose.
Si transita attraverso una sognante L’inganno di AB, strumentale interlocutorio, che lascia spazio al drumming pesante di Lattepiù, una bevanda addizionata di qualche eco new wave ma anche di una certa energia crescente.
Etica “perdente” quella presa in esame da La sconfitta, pur gridando alla rivolta e mostrando uno spirito ribelle, ma anche piuttosto depresso. Un po’ di ironia, abbastanza selvaggia, si incontra in Adam, altro pezzo d’assalto molto diretto.
Ci vogliono le cornamuse per entrare nell’Abisso, pezzo che chiude l’album senza tirarsi indietro quando si tratta di fare rumore, ma in grado anche di inserire qualche tratto damascato nel tessuto del brano.
Non hanno paura di allungare le canzoni, i SantøSpirito, dediti a un rock nemmeno troppo antico, sicuramente rumoroso, molto “suonato” e molto da band. Insomma un po’ in controtendenza ma senza eccedere nel vintage, con una buona dose di coraggio e altrettanta, molto gradita, elettricità.

