C’era una volta è il nuovo ep di Tommi Scerd, in uscita per Pioggia Rossa Dischi: un lavoro nato tra l’Italia e la Cina, come se la musica fosse un modo per tenere insieme luoghi lontani e renderli, per un istante, comunicanti.
È il racconto di un ragazzo che prova ad abitare il mondo come si abita una fiaba: non per fuggire dal reale, ma per attraversarlo con maggiore precisione. La narrazione, del resto, accompagna da sempre l’essere umano: attraversa epoche e geografie, cambia lingua e forma, ma conserva una stessa tensione originaria, quella di mettere in relazione ciò che è distante, di costruire ponti invisibili tra persone che non si conoscono ancora.
Dentro l’ep convivono così viaggio, amicizia, trasformazione e ricerca di sé, in un continuo slittamento tra ciò che accade e ciò che potrebbe accadere. Il quotidiano si apre al sogno, e il sogno non si oppone al reale ma lo affianca, lo interroga, lo amplia: in un percorso che attraversa luoghi, legami e identità come se fossero varianti possibili di una stessa storia mai del tutto conclusa.
Tra avventure adolescenziali e passaggi interiori, Tommi attraversa città, paesi e volti, cerca un punto fermo (o forse solo un ritmo) e vi intravede meraviglia e speranza. Così prende forma il desiderio di costruire qualcosa di lieve e necessario: una festa che sia gioia, un matrimonio che sia una promessa, oppure un lungo viaggio, dove gli amici non si perdono ma si moltiplicano.
Tommi Scerd traccia per traccia
Approccio folk piuttosto movimentato ma elementi molto compositi per Pengyou / Mela 1 (朋友), che apre l’ep in modo dinamico, che alterna italiano e cinese in modo molto fluido. Il mondo sonoro da cui si attinge è molto occidentale, il testo è intriso di consapevolezze contemporanee, ma c’è un sapore indefinibile che aleggia sul brano.
Un racconto che lavora in profondità, per immagini, caratterizza Piccioni (鸽子), altro brano che ha forti movimenti interni. Il cantato di Tommi è molto impetuoso. Immagini campestri e militari, asservite però a metafore più vaste, nel tentativo “di trasformare il dolore in gloria“.
Più moderati i battiti di Elso, altrettanto aneddottica, ma più placida. Questioni milanesi di strade, passanti e piccioni per raccontare le vicende di Elso, appunto, alla ricerca di chimere e di approdi sicuri.
Ecco poi l’altro singolo Stella Maris: anche qui c’è un respiro tranquillo, che accompagna il testo narrativo del brano, per un’altra sequenza fitta di immagini tra il mitologico e l’attuale, accompagnata da dolcezza: “Servirà del coraggio/per fare il primo dei passi/e buttarsi nell’uragano“.
Più baldanzosa Sherdy, che balla con molte vibrazioni e buoni giri di basso. La storia punisce, ferisce e stupisce, raccontando delle pipe sui tetti e dei calci sui denti: un movimento intimo si esterna con forza e impeto in un brano particolarmente animato.
Si ritorna in Cina per il finale: Hóng Shāo Ròu (红烧肉), con Zibba, parla di atmosfere del nord e lo fa con estrema dolcezza. Una promessa di matrimonio e di viaggi nel sudest asiatico si librano in cieli “rosso pomodoro”.
C’è molta poesia nei racconti, antichi nei modi e contemporanei nella sostanza, di Tommi Scerd. E se lo paragoniamo a Lucio Corsi qui sotto, nel “se ti piace ascolta anche”, non è tanto per somiglianze di scrittura o di sonorità (qualche assonanza c’è, ma lieve). E’ più per le sensazioni di grande potenzialità ancora non scoperte dalla massa che lasciava il Lucio pre-Sanremo.
Il che non vuol dire che anche Tommi debba fare lo stesso percorso, ma semplicemente che anche lui è uno di quei gioielli parzialmente nascosti che la nostra produzione musicale, e cantautorale soprattutto, riserva molto più spesso di quanto si creda. Da ascoltare e seguire con grande attenzione anche nei prossimi passi.
Chi è Tommi Scerd
Tommi Scerd, nome d’arte di Tommaso Mortarino (classe 1996), è un cantautore bresciano che vive a Genova. Laureato in Scienze biologiche, con un passato da cameriere e metà famiglia in Cina, raccoglie nelle sue canzoni tutto ciò che attraversa una vita: geografie lontane, lavori necessari, domande intime, inciampi quotidiani e meraviglie improvvise.
Scrive solo quando sente davvero di avere qualcosa da dire. Parte dalla chitarra e costruisce poi i brani in Ableton, intrecciando campioni sonori e 808 con una sensibilità profondamente cantautorale. Ne nasce una lingua personale in cui tradizione e presente si sfiorano con naturalezza: il racconto umano di De André si intreccia con le stratificazioni e i movimenti continui di Battiato, mentre l’universo visionario di Chagall viene riletto in una chiave non solo romantica ma anche civile. Quello di Tommi è un pop insieme antico e contemporaneo, accessibile e delicato.
Dopo i primi singoli, premiati, tra gli altri, con il Premio Live a Musica da Bere e la Targa Nuovo IMAIE al Premio Bindi, nel 2024 pubblica l’album d’esordio I mirabolanti racconti di Tommi Scerd. Nel 2025 seguono Bandiera Pirata, Il funerale del sole e Unanime, mentre nel 2026 arrivano Elso e Stella Maris, nuovi tasselli di un percorso sensibile capace di trasformare la realtà in visione, oggi raccolti nell’ep C’era una volta.

