“Ancora in Assemblea (1976-2026)”: la storia di Assemblea Musicale Teatrale in docufilm all’Ariston di Sanremo martedì 20 ottobre

“Ancora in Assemblea (1976-2026)”: la storia di Assemblea Musicale Teatrale in docufilm all’Ariston di Sanremo martedì 20 ottobre

Il docufilm Ancora in Assemblea (1976–2026), dedicato all’esperienza artistica dello storico gruppo genovese Assemblea Musicale Teatrale (AMT), prodotto da Francesco Guccini e Renzo Fantini, sarà proiettato martedì 20 ottobre 2026 alle ore 21:00 nella Sala Roof 3 del Teatro Ariston di Sanremo, nell’ambito del Tenco Off, l’anteprima della 49ª edizione del Premio Tenco. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

Il progetto dell’Università di Genova, diretto dal prorettore Fabrizio Benente, si è creato attorno alla reunion dell’AMT, il 31 gennaio del 2026 alla Sala Trionfo del Teatro della Tosse di Genova. Dedicato ad Alberto Canepa, cofondatore della Band recentemente scomparso, il concerto ha proposto alcuni dei brani più rappresentativi della loro storia, tra cui Marilyn, Venezia, America, Ribellarsi è giusto, Carlo Marx. 

Nei primi anni Settanta, il partigiano umorista Sergio “Cencio” Alloisio fondò il Gruppo Teatro Quartiere di Oregina, per cui il figlio Gian Piero, allora quindicenne, scrisse le prime canzoni. Dalla fusione del Gruppo Teatro Quartiere di Oregina con alcuni musicisti della Famiglia degli Ortega (Alberto Canepa e Gianni Martini, reduci dal successo sanremese di Jesahel con i Delirium di Ivano Fossati, insieme a Bruno Biggi) nacque l’Assemblea Musicale Teatrale, che ha al suo attivo quattro album a cavallo tra rock progressivo e canzone d’autore.

Una storia d’autore

Per diversi anni la band aprì i concerti di Francesco Guccini, che ne divenne anche produttore discografico, insieme a Renzo Fantini, e partecipò a eventi entrati nella storia della musica d’autore italiana, come diverse edizioni della Rassegna del Club Tenco di Amilcare Rambaldi (1977, 1978 e 1979) o il celebre concerto bolognese di Guccini Fra la Via Emilia e il West (1984). Dopo lo scioglimento, i componenti del gruppo intrapresero collaborazioni con protagonisti della scena culturale nazionale, come Francesco Guccini, Giorgio Gaber, Claudio Lolli ed Eugenio Finardi, e al contempo fondarono diverse realtà artistiche come la scuola di musica genovese MusicLine, il bolognese Teatro di Camelot Attori e disabili professionisti, o l’associazione ovadese Teatro Italiano del Disagio ATID.

Il documentario è a cura di Fabrizio Benente, con la regia di Dario Di Viesto, e vede la partecipazione dell’Assemblea Musicale Teatrale : Gian Piero Alloisio, Gianni Martini, Bruno Biggi, Claudio Andolfi, Claudio De Mattei, Lorenzo Marmorato, oltre che di Carlo Cialdo Capelli, Liliana Iadeluca, Piero Spinelli, Gaia Martini e Chiara Orsetti. È una produzione del Servizio E-Learning, Multimedia e Strumenti Web dell’Università di Genova, in collaborazione con il Teatro Italiano del Disagio (ATID) e l’Assemblea Musicale Teatrale.

Si ringraziano: Famiglia Alloisio, Roberto Bozzi, Elisa Caldironi (Archivio Alberto Canepa), Club Tenco, Enrico De Angelis, Fabrizio Milano, Vincenzo Moneta, Sergio Righetti.

Così Fabrizio Benente, curatore del progetto: 

Ancora in assemblea è un progetto nel quale l’Università di Genova ha scelto di mettere le proprie competenze e professionalità al servizio della memoria culturale, attraverso un lavoro di recupero, documentazione e racconto. È anche un esempio concreto di come l’Ateneo possa contribuire a restituire alla collettività storie, esperienze e patrimoni di straordinario valore. Io e Dario Di Viesto, rispettivamente curatore e regista, ci siamo avvicinati alla storia dell’Assemblea Musicale Teatrale con grande rispetto. Entrare in un mondo così ricco di memorie, relazioni, esperienze artistiche e pensiero, per molti aspetti sorprendentemente contemporaneo, significava innanzitutto imparare ad ascoltare. Il nostro compito principale non era raccontare al posto dei protagonisti, ma creare le condizioni perché fossero loro a raccontarsi. Lasciare parlare gli artisti, le loro voci, i ricordi, le immagini, senza sovrapporre interpretazioni o cedere alla tentazione di inutili forme di nostalgia. A cinquant’anni di distanza, abbiamo scoperto che molte delle domande, delle inquietudini e delle intuizioni di quella stagione sono ancora profondamente attuali. Non volevamo celebrare un passato concluso, ma restituire la voce a una storia che ha ancora molto da dire al nostro presente