Bais, “Apnea”: la recensione

Bais è il secondo cognome di Luca Zambelli, atipico cantautore di stanza a Milano. Oggi 21 ottobre Bais presenta l’ep di debutto Apnea. Un disco che accompagna alla perdita, alla sfocatura, alla diluizione del tempo e dello spazio: un’esperienza sonora di puro pop immersivo.

“Apnea è un disco acquatico da ascoltare con la testa per aria e i piedi staccati da terra. Apnea è un tuffo dentro di sè alla scoperta di un mondo ancora sconosciuto e troppo spesso dimenticato. Unimmersione trattenendo il respiro e cercando di andare a fondo, dove i confini tra il reale ed il surreale sfocano, lasciandoci nuotare in un nuovo universo inesplorato.” 

Bais traccia per traccia

Si affoga nel Naviglio tra le note di Vudù, che tiene insieme Milano e le magie tropicali (con speranze di andare a Los Angeles) grazie a un po’ di soul che incolla tutto.

Si citano le mille bolle blu di Mina, mentre si funkeggia con morbidezza, in un’atmosfera soft e vintage, che lascia spazio alla voce di Bais.

Un filo più di acidità nelle prime battute di Alghe, con il featuring di Tatum Rush, ma poi si scivola di nuovo verso la dolcezza, autentica dominante dell’ep.

Più malinconica e corale In Limousine, che viaggia sull’onda dei fiati e di qualche momento più intimo. L’ep si chiude con Dove si va (a finire), che parla proprio di fine, con “tutta la mia vita sullo sfondo”.

Con vaste dosi di soul e r&b, Bais mette a fuoco la propria proposta sonora in modo morbido e agile, riuscendo a stemperare testi che non sempre sono proprio dolcissimi, anzi che non si vergognano di essere anche piuttosto amari.

Genere: pop, r&b

Se ti piace Bais assaggia anche: DJstivo

Pagina Facebook