Cassio, “19 luglio 1944”: recensione e streaming

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Esce per The Orchard & Fenix Music 19 luglio 1944, primo album di Cassio prodotto da Andrea Pachetti (Zen Circus, Emma Nolde). Il titolo dell’album corrisponde all’indirizzo della casa d’infanzia di Simone, dove tutto è iniziato e tutto è accaduto e dove, di notte, sono state scritte queste nove tracce. 

Il disco è un viaggio introspettivo dell’artista che, attraverso un racconto personale sul proprio senso di inadeguatezza e spaesamento, senso di colpa e frustrazione fotografa un sentimento comune a un’intera generazione. La responsabilità tossica per gli obiettivi mancati, il continuo confronto con la famiglia d’origine e lo smarrimento vissuto nel dover affrontare un mondo molto diverso da quello che la classe dei propri genitori ha prospettato finiscono per generare una sorta di malessere collettivo. 

Cassio traccia per traccia

Speranze di fuga e ricordi del passato animano Nerodita, che si basa su elementi semplici ma anche su consistente voglia di raccontare. “Volevo cantare della vita perfetta”: però ci vorrebbe una vita perfetta da cantare, e probabilmente non esiste.

Desideri e questioni estetiche animano Last One, che ha un umore leggermente migliore, gioca con gli effetti vocali ma rimane pervasa di una malinconia incombente.

Cambi di ritmo e atmosfere notturne quelle di Sempre serio, che flirta un po’ con la trap, infila una strofa rappata qui e là, ma soprattutto insegue istinti e li mette in evidenza.

Molta rabbia quella che emerge da Spara, anche se stesa su ritmi abbastanza morbidi. Si cammina poi sul Vetro, che è molto più dolce ma più per i suoni che per i concetti espressi, che risultano anzi in un ritratto famigliare parecchio amaro.

Passaggio veloce e altrettanto amaro, ecco poi Schifo, che accumula delusioni e rimpianti in una strofa che suona come un buco nero. Bene uguale scava anche più a fondo, esprimendo dolore con un cantato che raschia un po’, prima di salire di tono e di mettersi quasi a ballare.

“Applausi per tutti/bravi tutti”: Italia raccoglie qualche considerazione sul nostro simpatico paese e su un paio di storture, senza risparmiare qualche considerazione anche sui colleghi di Cassio.

Si chiude con Nonna: “faccio finta di dormire per non piangere”. Un percorso di autocritica, pensando a un affetto importante ma ormai purtroppo collocato nel passato: “Nonna mi vergogno/vorrei evaporare”.

Colpisce la sincerità di Cassio, che mette sull’album una storia ricca di fallimenti, senza nascondersi, ma lasciando anche trasparire moltissima voglia di riscatto, tra l’altro tenendosi tutto sommato lontano da molti dei luoghi comuni esibiti dall’hip hop.

Genere musicale: cantautore, trap

Se ti piace Cassio ascolta anche: Mecna

Pagina Instagram Cassio

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