C+C=Maxigross, “Nuova Era Oscura – Vol.2”: la recensione

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Nuova Era Oscura – Vol.2 è il secondo album del 2025 del collettivo psichedelico C+C=Maxigross: settimo lavoro in studio, tredicesima opera (se si contano lp, ep, dischi dal vivo e dub version) e secondo capitolo del lavoro pubblicato a marzo 2025.

Nuova Era Oscura – Vol.2 è composto da quattordici brani oscuri e accecanti, disturbanti e ammalianti, da ascoltare subito dopo il Vol. 1 per un’immersione lunga ventisei tracce: dopo una notte buia e densa, come l’epoca opprimente che stiamo vivendo, la luce del mattino disorienta e confonde. 

Registrato e prodotto a Verona, tra il quartiere multiculturale di Veronetta (Studio Tega) e le sperdute colline di Avesa (Studio Borago), Nuova Era Oscura – Vol. 2 ben rappresenta gli estremi musicali che il collettivo sempre più riesce a toccare nei suoi live: forma canzone pop che si fonde alle ritmiche kraut, vocalizzi cosmic jazz che rincorrono fuzz stoner, arrangiamenti bandistici diluiti in psichedelia acida.

C+C=Maxigross traccia per traccia

Si parte con una danza piuttosto scomposta, quella di Mullettone, ricca di percussioni e molto incombente sull’ascoltatore. E’ un’intro breve e strumentale che già mette decisamente in movimento, così quando arriva Ferroviere solitario si sta già ballando sul posto: qui i ritmi sono più controllati, mentre il cantato in falsetto specula sull’afterlife.

Ora tu non vedi si muove su percorsi un po’ più calmi, ma ci mette “di fronte ad abissi di pensieri”: il brano parte con cautela e finisce in cori femminili che lasciando andare rivoli di parole.

Si prosegue con la diarchia Partito/Tornato, che vive di tessiture di chitarra piuttosto fitte ma abbastanza morbide da lasciar passare pensieri sottili. Movimenti lenti quelli su cui si distende una quasi cantautorale Ragazzo allucinato, che viaggia parallela a sensazioni psichedeliche affiancando tentazioni narrative con loop ipnotici. Fino a un “rullo di tamburi” che fornisce un finale a sorpresa.

E’ poi tempo di assistere a La caduta del cielo, ondeggiante e con tante variazioni sonore, che fa pensare un po’ al primo iosonouncane, ma che fiorisce spontaneamente di suoni e di poesia a frammenti.

Suoni vagamente tropicali, comunque ricchi di ritmi sincopati, quelli che contiene Spada lampo, che parla di subbuglio e che di nuovo mette in evidenza la scrittura particolare della band veronese. Mc Bucla propone una serie di desideri, espressi in forma morbida e plastica, seguendo un’onda di pensieri fino a un contrasto e a un’accelerazione.

Con il brevissimo intermezzo Bruciato si apre la seconda fase del disco, più scomposta e rapida, anche se si transita per Bye bye bambino, che parla di infanzia scomparsa, probabilmente la propria, con modi da canzone soft e molto vintage. Il racconto si fa surreale e sognante, giocando di allitterazioni e di pensieri concatenati.

La batteria, con idee un po’ alla Tomorrow Never Knows, ci fa entrare rotolando in Lupi arditi, che si rivela un grido di libertà. Le dissonanze di Tega n. 4 lasciano presto spazio a Squagliato, che ha fondamenta sonore concrete ma ci costruisce sopra una canzone sghemba, forse un po’ alcolica, quasi jazz. A chiudere, ecco il Coro finale, che si solleva piano e invita a scorrere, con calma.

La capacità dei C+C=Maxigross di proporre prospettive sempre differenti sul loro lavoro e sui loro suoni si conferma anche in questa seconda parte di Nuova Era Oscura. Seconda parte che, a onor del vero, non sembra nemmeno così oscura, fuori di metafora.

Con un flusso sonoro in costante cammino ed evoluzione, la band si addentra lungo ulteriori percorsi e mette insieme forma e sostanza di una carriera sempre lontana dai riflettori ma anche dall’ovvio. La sperimentazione prosegue e la curiosità è anche scoprire dove porterà nelle prossime tappe. Ma prima è bene godersi questa, possibilmente con attenzione e dall’inizio alla fine.

Genere musicale: psichedelia, alternative

Se ti piacciono i C+C=Maxigross ascolta anche: Tragic Carpet Ride

Pagina Instagram C+C=Maxigross

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