Giulia Impache torna con Alone Song, una pubblicazione che si colloca in una zona di passaggio precisa ma non dichiarata, distante dalle logiche di continuità discografica e dalla necessità di chiudere un capitolo. Il brano si inserisce nel solco di una ricerca già emersa con l’album d’esordio IN:titolo, ma ne mette in discussione i confini, scegliendo deliberatamente una forma instabile e non risolutiva.
Alone Song non si presenta come un singolo tradizionale. La sua struttura evita lo sviluppo narrativo lineare e si affida a un linguaggio frammentato, fatto di immagini, risonanze e vuoti che diventano parte integrante della composizione. La scrittura non accompagna l’ascoltatore verso un significato univoco, ma costruisce uno spazio percettivo aperto, dove l’emozione emerge per accumulo e sottrazione più che per affermazione.
All’interno di questo paesaggio sonoro si muove la figura di Bimba Splendente, avatar simbolico già ricorrente nell’immaginario dell’artista. Non è un personaggio che guida il racconto, ma una presenza che attraversa la traccia, incarnando una tensione costante tra vulnerabilità e distanza. La sua funzione è evocativa, quasi astratta, e contribuisce a rendere il brano un dispositivo più che una narrazione compiuta.
Una composizione liminale
La collaborazione con Charlotte Jacobs introduce un ulteriore livello di sospensione. La sua voce non instaura un dialogo diretto, ma agisce come uno slittamento timbrico che amplifica la sensazione di precarietà e di apertura. Il canto diventa materia sonora, elemento atmosferico che si integra in una produzione attenta alle micro-variazioni e agli spazi lasciati intenzionalmente vuoti.
Dal punto di vista musicale, Alone Song si muove su un confine sottile tra songwriting decostruito, ambient emotivo e una forma di pop che rifiuta qualsiasi conciliazione immediata. La produzione privilegia le risonanze e le dinamiche interne, evitando soluzioni di facile riconoscibilità e mantenendo il brano in uno stato di tensione costante.
“Alone Song” è una pubblicazione autonoma che segna il passaggio tra il precedente album e il lavoro discografico attualmente in produzione. Il brano nasce come una composizione liminale, sospesa tra due fasi creative, e si distingue per un immaginario fortemente etereo e psichedelico. Al centro della traccia si muove Bimba Splendente, mio avatar narrativo: una figura cosmica che attraversa paesaggi interstellari e riflette le contraddizioni dell’esperienza umana. La scrittura procede per immagini e suggestioni, privilegiando un approccio evocativo più che narrativo. In “Alone Song” è presente la meravigliosa artista Charlotte Jacobs, la cui timbrica vocale impreziosisce e approfondisce il carattere atmosferico della composizione, aggiungendo una delicatezza vibrante al suono complessivo. Ne emerge un brano sospeso, che vive in un territorio proprio, senza appartenere pienamente né al passato né al futuro

