Giulia Vestri presenta un nuovo doppio singolo che mette in relazione scrittura personale e sguardo sul presente, composto dai brani Io posso (I Can) e Il più che si fa meno. Due canzoni che dialogano tra loro senza sovrapporsi, costruendo un racconto coerente fatto di riflessioni civili, identità individuale e consapevolezza emotiva. Il progetto si inserisce in un percorso artistico che privilegia la dimensione narrativa e un approccio misurato, lontano da semplificazioni o slogan.
Il doppio singolo conferma una cifra stilistica centrata sull’essenzialità sonora e sulla centralità delle parole, lasciando emergere un equilibrio tra forma musicale e contenuto testuale.
Libertà individuale e sguardo sul mondo in Io posso (I Can)
Io posso (I Can) si sviluppa attorno a un’idea di libertà intesa come esercizio quotidiano, messo costantemente alla prova dal contesto contemporaneo. Il brano procede come una riflessione aperta sui diritti, sulle possibilità di scelta e sulla capacità di esprimersi, mettendo in contrasto ciò che dovrebbe essere garantito e ciò che, nella realtà, appare sempre più fragile.
La costruzione musicale è sobria e ordinata, guidata dal pianoforte e arricchita da chitarre dal movimento ritmico discreto. Questa scelta rafforza l’impianto narrativo del brano, che rinuncia a qualsiasi retorica per concentrarsi su una presa di posizione lucida, mai urlata, ma costante.
Complessità e contraddizione in Il più che si fa meno
Il più che si fa meno affronta invece la dimensione più intima e contraddittoria dell’esperienza umana. Il testo si muove tra opposti che convivono, restituendo l’idea di una vita che non può essere ridotta a un’unica definizione. Emozioni, aspettative e disillusioni si intrecciano senza trovare una sintesi definitiva, ma proprio in questa instabilità il brano trova il proprio centro.
Le sonorità rimangono essenziali e luminose, sostenendo una scrittura che osserva senza giudicare. Il risultato è una canzone che invita all’ascolto attento, lasciando spazio all’identificazione personale e alla riflessione.
Entrambi i brani sono il frutto dei miei momenti di vita vissuta, che mi ricordano che l’autenticità è uno dei valori più importanti
Continuità artistica e identità cantautorale
Con questo doppio singolo, Giulia Vestri prosegue un percorso coerente, in cui la canzone diventa strumento di osservazione e racconto. La scrittura mantiene un equilibrio tra dimensione personale e apertura verso l’esterno, evitando soluzioni didascaliche e privilegiando una forma espressiva misurata.
Io posso (I Can) e Il più che si fa meno si inseriscono così in una traiettoria artistica che punta sulla sincerità e sulla costruzione di un linguaggio riconoscibile, capace di tenere insieme esperienza individuale e riflessione collettiva.

