Poltergeist è il nuovo album de Il Cairo, disponibile in vinile in collaborazione con Labellascheggia e su tutte le piattaforme di streaming digitale.
Otto brani che attraversano territori sonori diversi, tra synth pop, indie rock e post punk, in un immaginario notturno e cinematografico. Tra chitarre distorte, drum machine e synth modulari, Poltergeist costruisce un paesaggio urbano magnetico: sirene che squarciano il silenzio della notte, moto che sfrecciano sui cavalcavia, strade deserte illuminate dalle insegne luminose dei ristoranti cinesi e semafori che lampeggiano a intermittenza.
Il Cairo traccia per traccia
Si parte rimbalzando nella Costellazione del Delfino, su sonorità sintetiche tutto sommato abbastanza aspre ma senza eccessi di aggressività. “Quando guardo te/sei il luogo dove voglio andare a morire” è la frase centrale, un filo estrema, del testo.
Un po’ più sfumata e con varie alternanze e chiariscuri, ecco Silhouette, che si affida anche alla chitarra elettrica senza uscire mai veramente dai recinti del synth pop. Si prendono Strade secondarie, tra benzinai e zero pedaggi (con i tempi che corrono) per finire per perdersi lontano da casa in un altro brano vivace ma giocato molto anche sui bassi.
Arrivano a metà disco i Titoli di coda, forse perché è meglio portarsi in avanti: il brano arriva da lontano e cresce poco a poco, tra scene di vita quotidiana che però alludono a qualcuno che non c’è più.
Sotto la superluna si beve una Tsingtao, brano urbano, milanese e internazionale insieme, in un giro su una circonvallazione sempre più ricca di suggestioni etniche, alimentari e non. Motivetti allegri e parole un po’ più depresse vanno d’accordo nel brano più singolare del disco.
Storie di famiglia e foto in Noi 4 Forever, che approfondisce le sensazioni guardando al passato e avventurandosi in suoni dai colori scuri. A chiudere ecco Poltergeist, title track apparentemente tranquilla, ma con esplosioni improvvise.
Il Cairo conferma creatività e verve compositiva, pubblicando un album da sette brani in cui esplora panorami diversi senza venire mai meno a una certa coerenza sonora. La vena pop, spesso indie, emerge sempre da canzoni che però non si tirano mai indietro quando si tratta di raccontare qualcosa di significativo.

