Intervista: Tita, altri modi per raccontare le cose

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In attesa del nuovo ep, Tita ha presentato il video di Stupida la Luna, brano che le ha consentito di vincere Area Sanremo 2015 (ma soprattutto il Video del mese su TraKs), e che inoltre le ha fruttato molti elogi della critica. Le abbiamo rivolto qualche domanda.

“Stupida la luna” nasce prima come dipinto e poi come canzone. Puoi spiegare il tuo iter di scrittura?

Stupida la Luna in particolare è nata prima come dipinto e poi è diventata una canzone, ma non seguo sempre questo iter. Non tutto quello che scrivo si ispira a ciò che dipingo ma a volte succede che le due cose vadano mano nella mano.

Oltre ad aver vinto numerosi riconoscimenti, critici importanti hanno speso nei tuoi confronti parole importanti. Che cosa ti ha fatto più piacere di tutto questo periodo?

Grazie alla borsa di studio vinta ad Area Sanremo, ho frequentato il master per cantautori tenutosi presso l’Università AKAMU ad Asti, ed è come se si fossero aperte più finestre nel mio immaginario, e ho iniziato a provare ad avere più cura delle parole. Di tutto questo periodo, denso di persone e luoghi, la cosa che mi ha segnata di più è quella di aver conosciuto menti creative, come Massimo Cotto e Mauro Pagani che hanno il potere di accendere scintille nelle persone.

tita 210019_lowOra vado a caccia di scintille simili nella mia quotidianità, chiaramente è un po’ più difficile ma è rimasta viva in me la voglia di confronto, di scambio e mescolamento di idee, di feeling musicale e creativo con le persone, per il puro piacere di cercare di fare cose belle e di provare entusiasmo, per sentirmi ricaricata nello spirito, per osservare e immaginare meglio. Ho scoperto e conosciuto altri modi per raccontare le cose, ascoltando come gli altri le raccontano.

Puoi raccontare come hai affrontato le riprese del video?
Il video è un po’ il ponte tra il dipinto e la canzone “Stupida la Luna”. La tela ha come immagine una pancia, la rotondità e un ombelico dritto al centro dello spazio. Inizialmente insieme al regista Alessandro Martello abbiamo scelto le immagini da proiettare sulla pelle. Mi piaceva l’idea che io fossi abbastanza statica e che fossero le immagini proiettate a dare l’idea di lenti cambi di immagine e di movimento, un po’ in contrasto con l’andamento della canzone. Un giorno di riprese parecchio intenso per realizzare questa idea di video nel video.
Tita, il primo autoritratto
E’ in arrivo il tuo nuovo ep: puoi darci qualche anticipazione?

Tra poco uscirà il mio primo ep e non vedo l’ora di portarlo in giro, di capire cosa susciterà nelle persone che mi ascolteranno, fare concerti, divertirmi e dare sfogo al bel lavoro che stiamo facendo in studio.

Giancarlo Boselli ne è il produttore, la sintonia con lui è molto forte, quasi spiazzante, di due estranei che vibrano delle stesse corde. La cosa che più mi ha sorpreso è che lavora alle canzoni lasciandosi influenzare da alcuni miei disegni o schizzi che appende alle pareti dello studio, come se ne ascoltasse i colori. Penso che questo ep sarà anche il mio primo autoritratto.

Chi è o chi sono gli artisti indipendenti che rispetti di più in questo momento?

 Cerco di ascoltare più musica possibile, dagli artisti mainstream a quelli indipendenti. In questo momento sto ascoltando l’artista indipendente Daniele Celona dopo aver visto un suo concerto a Torino.

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