Il progetto della band romana La casa di Lia introduce un percorso narrativo che utilizza le carte dei tarocchi come impulso creativo. Ogni brano corrisponde a un arcano, trasformandosi in un frammento autonomo di un immaginario più ampio. L’idea si concretizza con hai rotto il cabbo, singolo che avvia la serie e si collega alla carta della Luna, emblema di ambiguità, percezioni alterate e tensioni interiori. La scelta di lavorare su una simbologia così stratificata definisce fin da subito l’orizzonte del progetto, orientato verso un’esplorazione che combina noise, immediatezza e una scrittura che si muove su registri ruvidi.
La casa di Lia, formata da Duca Atomico e dal batterista Bonzo, presenta un’identità costruita su pezzi diretti, incisioni scarne e un’attitudine che alterna sarcasmo, stanchezza e una forma di rabbia controllata. Questa impostazione attraversa anche hai rotto il cabbo, brano proposto come “liberatorio e viscerale”, nato dal momento in cui ci si imbatte in una persona che non si avrebbe alcun desiderio di rivedere. La frustrazione diventa materiale espressivo, liberato attraverso un linguaggio tagliente che non cerca mediazioni. La struttura musicale riflette questo impianto, con una scrittura volutamente scomposta, aderente alla loro definizione di “anno zero”, e un suono che mira a restare grezzo, quasi documentale.
Domande e tarocchi
La relazione con la Luna, arcano XVIII, aggiunge una dimensione interpretativa ulteriore. La carta rimanda a ciò che sfugge alla chiarezza, ai moti sotterranei e alle reazioni istintive. Il brano sembra muoversi in questo territorio, dove la percezione è filtrata da ciò che disturba, irrita o destabilizza. La domanda implicita – se hai rotto il cabbo riuscirà a “aggirare l’algoritmo del cuore” – introduce un elemento ironico che alleggerisce l’impianto, pur mantenendo la coerenza con l’estetica del duo.
La casa di Lia propone un progetto che punta a svilupparsi a tappe, con ogni canzone associata a una diversa carta dei tarocchi. Questa struttura episodica offre una chiave narrativa e suggerisce una direzione chiara: utilizzare l’immaginario simbolico per dare forma a brani che procedono per istinto, immediatezza e osservazioni quotidiane deformate da una sensibilità noise.

