Mombao, “Live?”: la recensione

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I Mombao hanno pubblicato Live?, un album di sette tracce registrato durante una performance dal vivo del duo. Uscito soltanto su Bandcamp, (ma pubblicato “per finta” anche su altre piattaforme con tracce che invitano al boicottaggio di Spotify e simili), il disco restituisce o cerca di restituire la dimensione performativa della band.

I Mombao sono una band formata Damon Arabsolgar (italo-tedesco-iraniano) e Anselmo Luisi (già batterista per Le Luci della Centrale Elettrica, Selton, ecc.), attivo tra Milano e New York dal 2018. Il loro lavoro si muove stabilmente in una zona di confine tra concerto e dispositivo performativo.

I corpi ricoperti di argilla, l’uso di linguaggi asemici, la rielaborazione di canti popolari in chiave techno/punk/rituale, fanno sì che i loro live non siano mai una semplice esecuzione musicale ma delle performance che lavorano su presenza, trance e partecipazione.

Mombao traccia per traccia

Si incomincia con una tempesta: Koshamaddi? apre il disco puntando sul drumming e affollando il battito di un brano che risulta ipnotico. Arriva il cantato in una più rallentata Makki Arram, che si fa corale ma anche minacciosa, con qualità orientali nei suoni. Il brano si fa poi vertiginoso e sempre più trascinante.

Arriva poi Hissum Kissum, presentata come singolo, non meno carica di presagi e di percussioni, ma dai colori decisamente più mediterranei. La dimensione live aumenta la ritualità del brano, forse un po’ smorzata dalla versione pubblicata sui servizi di streaming.

Decolla verso mondi lontani Restless Galaxies, che poi affronta momenti molto più placidi e dalle sonorità quasi new wave, avvolte di malinconie cosmiche importanti. Poi il brano si rianima, si fa più fitto di percussioni, accende un climax per poi spegnerlo.

Si arriva a Interlude, costruito su vibrazioni e percussioni, che si travasano in Joie?, pezzo più sommesso e sommerso che parte subito dopo. Poi il pezzo evolve, mantenendo la propria quantità di movimento, ma allargando le sensazioni e scomponendosi anche un po’, sul finale.

A chiudere ecco Bakchalarde?, ultimo punto interrogativo dell’album che si allinea su un drumming molto vivo ma tenuto a bada per lasciare il giusto spazio alle voci, che si inseguono in un rituale concentrico. Poi l’anima techno, nascosta negli altri brani, emerge in pieno e prende la scena fino al finale.

Progetto originale di per sé, dal vivo il percorso dei Mombao acquista vitalità ulteriore (sembra scontato ma non lo è), allineando tutti i meccanismi in un sincronismo perfetto. Ecco perché, per formazioni di questo tipo, ha ancora senso pubblicare un live, soprattutto con la valenza di utilizzarlo anche come gesto politico anti-piattaforme di streaming. Ed è anche un ottimo biglietto da visita per chi non li conosce e vuole entrare nei loro ritmi.

Genere musicale: alternative, avanguardia

Se ti piacciono i Mombao ascolta anche: Buzzy Lao

Pagina Instagram Mombao

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