Pablo America torna con il suo nuovo brano Gli inutili (Maciste Dischi), disponibile ovunque. Senza social, senza foto, senza dichiarazioni. “Pablo America non esiste da nessuna parte se non nella sua musica“: o almeno così dice l’etichetta, ma giuro che io l’ho visto, qualche anno fa in concerto a Genova.
Gli inutili vuole essere un affresco generazionale che mette a nudo la vulnerabilità di chi si ritrova a navigare tra giorni imprevedibili e un futuro difficile da decifrare. Attraverso una scrittura cinematografica e dalla vena nostalgica, Pablo America fotografa lo smarrimento di una gioventù sospesa, capace di riscoprirsi unita proprio attraverso la condivisione delle proprie fragilità e delle proprie ferite. Le stesse che il mondo che li circonda non tollera.
Il peso delle pressioni personali e genitoriali segna così i volti insospettabili nei bagni delle scuole, degli uffici e delle discoteche tra i quali Pablo America ci accompagna. A questo senso di inadeguatezza, il cantautore piemontese risponde con il distacco netto e definitivo dalle traiettorie e dalle aspettative imposte dall’alto.
Il ritornello si trasforma quindi in un grido liberatorio, ripetuto quasi come un mantra: la rivendicazione del diritto alla fragilità, ad accettare la possibilità di lasciarsi cadere senza per questo perdersi.
Chi è Pablo America
Pablo America è un cantautore e produttore, non usa i social e non ama le fotografie. Nato a Torino negli anni 90, vive da anni in campagna, nelle Marche. Prima di dedicarsi unicamente alla musica, fino al 2021 ha lavorato come Uber driver collezionando tra Roma e Milano oltre tremila corse che sono state come lui stesso afferma: “la migliore ispirazione possibile per le mie canzoni”.
Il suo pop è un reportage della realtà che si consuma nello stomaco, illuminato improvvisamente da squarci di psichedelia lirica e guidato dal bisogno viscerale di non sentirsi soli nel buio. Tutto in lui è organico e tattile. Nel 2023 è uscito per Maciste Dischi San Michele in esordio culto.

