Previtz pubblica il suo primo ep da solista, Why. Nato nel 2023, in un periodo in cui tutto sembrava muoversi, cambiando forma e perdendo i punti di riferimento, Why è stato concepito durante un processo di osservazione, ascolto e messa in discussione delle persone, degli affetti, di se stessi e di ciò che resta sconosciuto.
Stefano Previtera, in arte Previtz è figlio di Genova, della musica a tuono e dei dischi degli altri. Pretenzioso e senza aspettative, scrive le canzoni che gli passano davanti, nella speranza che qualche amico possa farle sue. Il progetto solista nasce come soluzione di continuità delle esperienze pregresse in campo musicale, della scena del capoluogo ligure. Ad aprile 2025 è uscito il primo singolo Why e a fine maggio La sincerità secondo brano estratto dal disco.
Previtz traccia per traccia
Con un certo ondeggiamento e alcune situazioni vacanziero-oniriche, Why apre l’ep: a dispetto delle premesse molto rosee, il brano parla soprattutto di paure e di solitudini, con un beat ossessivo.
Anche più tesi i rapporti all’interno di Come stanno i tuoi, che gira intorno a Genova (città natale del cantautore) e a relazioni umane evidentemente non molto semplici. I suoni sono internazionali e probabilmente figli della new wave, per un pezzo affilato e ruvido.
C’è un po’ di dark wave nelle prime note di Morire in un supermarket, che dipinge scenari piuttosto foschi per il futuro personale, con le sonorità che sfumano all’orizzonte.
Molto più percussiva Cosa mi dici, che getta uno sguardo sulla realtà circostante mentre le sonorità si fanno tossiche e acide. La domanda rappresentata dal titolo si allarga su panorami che sembrano voler crollare da un momento all’altro.
“Non c’è sconfitta dentro al cuore di chi ogni giorno se ne batte un po’ il cazzo“: verità incontrovertibili caratterizzano La sincerità, tra sogni nel cassetto mangiati dalle tarme e un beat che accelera, infilandosi in qualche tunnel sintetico.
Progetto molto interessante quello di Previtz, che convoglia su testi da cantautore sonorità di provenienza varia ma comunque molto contemporanei. L’ep dura un quarto d’ora ed è evidentemente soltanto un assaggio, ma le prospettive anche per il futuro sono decisamente interessanti.
