La prima uscita di Roden è doppia: Nala e Vaniglia sono l’alpha e l’omega di un progetto che rientra a tutti gli effetti in una nuova elettronica italiana sempre più cosciente tra breakbeat, jungle e lo-fi.
Ci sono artisti troppo modesti per prendersi i primi piani. Solitamente ricoprono ruoli importanti, ma nei progetti di altri: produttori, arrangiatori, coloro che “chiudono il disco”, dando un tocco inedito in grado di spingere la musica un po’ più in là. Roden è uno di questi.
Nella sua prima uscita, Nala / Vaniglia, l’artista-produttore romano svela fin da subito il proprio talento a favore di un’elettronica per niente conservativa, ma che guarda avanti. In Vaniglia l’ospite che presta la voce è Akhila (Alessia Pandit) a conferma di un prepotente ritorno delle voci femminili sulla musica elettronica. Non un tocco per abbellire, ma un elemento fondamentale lavorato con minuzia da Roden in fase di mix. Se il primo pezzo introduce un’atmosfera più sognante, in Nala il suono è più concreto e attraversa il corpo dell’ascoltatore invogliando a ballare.

