Dancing in My Head è il disco d’esordio di Sabrina, cantautrice milanese che ha scelto di esprimersi in inglese e con i modi del pop internazionale. Le abbiamo rivolto qualche domanda.

Ci vuoi presentare chi è Sabrina?

Milanese con origini siciliane, 31 anni da poco compiuti, office manager ma anche cantautrice… con la testa tra le nuvole e i piedi ben piantati a terra!

Dancing in My Head è il tuo esordio: perché hai scelto l’inglese per le tue canzoni?

Questo disco è un omaggio alla musica, a cui devo molto e che da sempre mi affascina per la sua straordinaria capacità di unire le persone. Perciò, nonostante io ami i grandi cantautori italiani che hanno fatto la storia, ho privilegiato l’inglese spinta dall’intento di superare i confini nazionali e abbattere le barriere linguistiche. 

Ci puoi raccontare da dove nasce l’ispirazione per questo disco?

Sono molti i modi in cui può nascere una canzone e indubbiamente la vita stessa è fonte di ispirazione. Scrivere nel mio caso è stato un po’ come rispondere al bisogno di raccontarmi e ha innescato un processo che definirei quasi “terapeutico”. Mi sono aggrappata al ricordo di alcuni momenti vissuti, particolarmente forti o significativi, e ho cercato di ricostruirli, ma anche di metabolizzarli. Mi auguro che le sensazioni che descrivo possano arrivare al cuore di chi mi ascolta e che le mie canzoni riescano ad evocare emozioni positive. 

Sei evidentemente influenzata dal pop internazionale. Chi sono i tuoi punti di riferimento?

Sono una grande nostalgica del pop e del rock degli anni Novanta. Quegli anni ci hanno regalato canzoni senza tempo che, un po’ come la madeleine di Proust, sono in grado di catapultarmi nei miei ricordi più cari e di far riaffiorare alla mente i momenti più felici della mia infanzia. Ci sono artisti indimenticabili, in alcuni casi irraggiungibili – basti pensare a Michael Jackson –  che non mi stanco mai di ascoltare e che inevitabilmente finiscono per influenzarmi.  

Che cosa vedi nel futuro immediato della tua carriera?

Continuerò a portare la mia voce in giro per le strade di Milano facendo busking. Ho inoltre intrapreso alcune collaborazioni con altri artisti indipendenti, e mi piacerebbe realizzare il videoclip di un singolo estratto dal mio album.

Sabrina traccia per traccia

Con ritmi e modi da pop internazionale tutto sommato anche un po’ vintage, il disco si apre con una vivace Sitting on the Rainbow. Più tranquilla e anche struggente Homecoming, contrassegnata da un battito piuttosto ritmato ed evidente.

Si prosegue con la title track, Dancing in my Head, che si dipana con tranquillità sempre su ritmi di pop leggero e fresco, anche se le luci qui sono basse.

Ancora cuori spezzati quelli che si raccontano all’interno di This Broken Heart of Mine, non priva comunque di un certo spunto.

Qualche risonanza elettrica e molte nostalgie quelle che si esprimono attraverso Just You and Me. Molto romanticismo ma anche molto ritmo permea una Lost In Your Eyes quasi folk rock.

Il ritmo rallenta e riemergono istinti più soffici con Shelter from the Storm, con cori e fisarmonica. Il disco chiude con Don’t let me go, ultima ballad con un pizzico di soul sullo sfondo.

Con sonorità evidentemente influenzate dal pop internazionale dai 90s in avanti, Sabrina prova a trovare la propria strada e la propria scrittura. Ne esce un disco per lo più gentile e di buon sapore.

Genere: pop

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