Santamarea, “Anime Storte”: la recensione

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Anime Storte è l’album di esordio dei Santamarea, per Numero Uno/Sony Music Italy. Il disco, nato e prodotto tra Palermo e Milano, si rivolge a “una comunità invisibile ma reale”: chi abita il mondo in maniera alternativa, attraversandolo a modo proprio e riconoscendo nella deviazione una possibilità, invece che una mancanza.

La band sembra rispecchiarsi anche in altre forme artistiche, come l’architettura o le arti visive, che permettono di rafforzare ulteriormente il messaggio: la copertina del disco, realizzata da Manuela di Pisa, rappresenta Daphne come simbolo di trasformazione; l’irregolarità e la complessità vengono viste come arricchimento e impreziosimento della persona o del prodotto artistico, esattamente come nell’architettura viennese di Hundertwasser, esplicita ispirazione del progetto.

I Santamarea sono tre fratelli di sangue, Stella, Francesco e Michele Gelardi, e una sorella d’elezione, Noemi Orlando. Il loro universo nasce a Palermo, luogo d’origine da cui traggono ispirazione, restituendo sonorità ricercate e testi dall’indole cantautorale e fortemente visiva.

Il loro sound richiama l’alt pop delle The Last Dinner Party e di Florence and the Machine, così come le sonorità alternative e indie di band come Arcade Fire e Alt-J. Il primo singolo della band, Santamarea, pubblicato a maggio 2023, ha vinto la XXXIV edizione di Musicultura ed è stato seguito dalla pubblicazione di Acqua Bagnami, scelto da Etro per la sonorizzazione della sfilata del 20 settembre 2023 durante la Fashion Week, e di Splendere, uscito nell’aprile 2024. A maggio 2024 i Santamarea si sono esibiti sul palco del Mi ami Festival. La band si è inoltre esibita dal vivo al Fifty Lab Festival di Bruxelles.

Santamarea traccia per traccia

Il disco si apre con le sonorità elettroniche di Con gli occhi di una lepre. La traccia, singolo che ha anticipato l’uscita dell’album, avvia una riflessione sull’indagine del proprio io e sulla tematica del cambiamento, inteso come riscoperta e risurrezione, che rimane costante in tutto il lavoro. La trasformazione è raccontata come una perdita necessaria, un passaggio doloroso ma vitale, che porta a lasciare andare ciò che non serve più per ritrovare una pelle nuova, più consapevole.

Segue Tornado, che con un ritornello energico e grintoso mostra, a tratti coraggio e a tratti, senso di soffocamento. Si approda poi a un’atmosfera chiaramente brit pop con Zanzare, in cui riecheggiano sonorità ispirate agli anni Sessanta, che proseguono anche in Piacere Catastrofico, brano che, nonostante il senso di sgretolamento e nostalgia, trasmette nuovamente un invito alla crescita e alla perlustrazione di sé.

Anime storte, title track, è un vero e proprio inno all’accettazione delle proprie complessità. Insoliti e davvero affascinanti sono i cromatismi vocali, vere e proprie imperfezioni melodiche che cesellano il brano, conferendogli ulteriore valore. 

Capodanno mostra una discrepanza tra il testo, che ondeggia tra macabra freddezza e timida luminosità e l’arrangiamento electropop, ritmico e deciso. Palermo per sempre prosegue il discorso, proponendo una lotta identitaria più matura e una visione meno disfattista, ma concreta, del cambiamento come espressione di sé e autodeterminazione.

Con un clima sognante e nostalgico, Bambina viola si configura chiaramente come una canzone d’amore per sé: una ninna nanna che culla chiunque si riconosca nell’essere, appunto, un’anima storta. Sui fili dei rasoi riporta a un clima più grintoso e ritmico; basso e batteria esaltano l’importanza dei legami materici e del contatto, raccontati dalle parole.

Casa delle streghe, penultima traccia, è una canzone d’amore. Le immagini descritte nel testo sono nitide e ben definite, capaci di evocare sensazioni tangibili. Il ritornello riscalda l’intero disco, proprio perchè fragilità e paure non vengono nascoste più. Chiude l’album Tenere tenebre che, con una sonorità più folk, decisamente inaspettata, è il giusto epilogo per una storia di accettazione e amore per sé.

I Santamarea mostrano la tridimensionalità delle difficoltà e le trasformano in occasione di metamorfosi. L’incontro e lo scontro con le proprie imperfezioni, la sofferenza di alcuni legami e la gioia di altri, l’amarezza degli abbandoni ma anche la forza della lotta, il bisogno di rinascita, di crescita e di espressione come via di fuga da sé sono raccontate come fasi necessarie alla vita, non per forza tesa in avanti, ma alle volte ferma in una legittima attesa. La resistenza e la ricerca di equilibrio sono fondamenta tematiche dell’intero lavoro che, omogeneo per sonorità e ambientazioni, risulta curato nei dettagli, soprattutto testuali.

Dopo la pubblicazione di Anime Storte seguirà un tour nelle principali città italiane: il 12 marzo al Retronouveau di Messina, il 13 marzo ai Candelai di Palermo, il 22 marzo alle Officine Cantelmo di Lecce, il 24 marzo al Locomotiv Club di Bologna, il 25 marzo al Monk di Roma, il 26 marzo allo Spazio 211 di Torino e il 27 marzo allo Spazio Teatro 89 di Milano.

Genere musicale: alt-pop

Se ti piacciono i Santamarea, ascolta anche: Emma Nolde

Pagina Instagram Santamarea

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