Skelets on Me, “Gazzaladra”: recensione e streaming

skelets on me

Con un titolo rossiniano, in uscita per WWNBB Collective, Gazzaladra è il nuovo ep di Skelets on me, progetto fondato nel 2013 da Valentina Giani, a cui si è poi aggiunto in pianta stabile Francesco Puccinelli. Un lavoro di sette brani scritti in collaborazione con kalpa (Angelo Mallardo), che rispetto ai precedenti sancisce una svolta decisiva verso sonorità elettroniche e d’atmosfera.

Un’opera che percorre una personalissima strada art pop con marcati tratti chillwave, che calza a pennello al cantato evocativo di Valentina, non disdegnando tuttavia incursioni in un più materico indie rock nei due brani cantati da Francesco. Gli Skelets On Me sanno “rubare” ciò che più luccica a vari generi, senza aver paura di strafare, risultando freschi, immediati e arricchiti di una consapevolezza che permette loro di sperimentare.

Skelets on Me traccia per traccia

Si parte da Funny, che ha sonorità e modi quasi hyperpop in una struttura che fa però pensare a psichedelia e shoegaze. Un panorama vasto in cui si muovono suoni piccoli, per un contrasto interessante.

Stranger (Somehow) percorre strade differenti e più terrene, con un groove crescente molto muscolare e una chitarra distorta che lancia stilettate per tutto il brano.

Torna a paesaggi sonori più tranquilli Try, che fa pensare al trip hop anni Novanta, ma con forme diverse. I bassi dettano la strada per Baby, canzone d’amore sofferto ma non tragico, in cui buio e luce si rincorrono senza sosta.

Più vivaci le impressioni che lascia Sunday Bubu, sempre animata da bassi profondi e fluidi e da un cantato fresco e impertinente. Con un sapore tipo brit rock o giù di lì, ecco poi Let Me Play, che fa leva sulla voce maschile per un pezzo che ondeggia morbido, prima di alzare un po’ la voce. Finale in cui torna la voce di Valentina per una seconda parte molto più oscura e robusta.

A chiudere ecco la title track, Gazzaladra, che di rossiniano ha poco (nemmeno il crescendo, a dire il vero), ma che muove da un groove molto solido e da un testo in italiano per regalare sensazioni curiose e subacquee.

Bel progetto e prospettive molto interessanti per gli Skelets on Me, che si regalano un ottimo ep, con molte sensazioni sparse e diffuse, la voglia di sperimentare un po’ e una cura del dettaglio che non passa inosservata.

Genere musicale: electropop

Se ti piace Skelets on Me ascolta anche: Bluem

Pagina Instagram Skelets on Me

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