sokind, “controluce”: la recensione

sokind, “controluce”: la recensione

controluce è il primo album dei sokind nonché il primo lavoro interamente in italiano per il duo. Dopo le prime uscite in inglese, infatti, hanno incominciato a scrivere nella propria lingua. L’elettronica rimane alla base della produzione, ma entra in rapporto con una scrittura più vicina alla canzone italiana.

controluce è il primo disco in cui abbiamo scritto tutto in italiano. Molti brani partono da esperienze reali, ma durante il lavoro cambiano parecchio: testo, produzione e arrangiamento si influenzano a vicenda e alla fine non ci interessa ricostruire i fatti in modo fedele. Ci interessa che la canzone funzioni e che resti qualcosa in cui possa riconoscersi anche chi non conosce la storia da cui è partita

sokind traccia per traccia

Ascolta

C’è molta gentilezza nel brano d’apertura del disco, Respirare, che affronta temi di relazione con un percorso ritmato e affine al soul. Più elettronica e con una certa accelerazione Fantasmi, che si muove rapida e ricca di tensione, disegnando un arco narrativo dal beat molto concitato e con numerose influenze internazionali.

Si torna a discorsi particolarmente melodici con Neve, che fa della nostalgia e del romanticismo il cuore del brano. Una mancanza “in modo lucido” prende in esame due strade che si sono separate.

Anche Lontano da te parla di persone da lasciare andare e di attese finite. I suoni sintetici rimangono propensi all’abbraccio anche quando si parla di distacchi. Riprende a muoversi in maniera più ritmata Sale nell’acqua, che ha profili di accettazione: un “va bene così” non privo di rimpianti ma che incomincia a voltare pagina.

C’è un Temporale che scende “come un gelido inverno” subito dopo, con un “non mi senti/non mi vedi” che sottolinea ancora una volta assenze e mancanze.

Errori ben riusciti parla di formule senza soluzione in brano molto vivo e con qualche propensione narrativa: “Hai negli occhi un’urgenza che brucia“, mentre i suoni provano a trasmettere la tensione.

Voce gentile ma immagini crude per Controvento, che anima con l’elettronica il proprio mood da cantautorato pop procedendo per situazioni veloci. Vocetta sintetica nell’incipit di Allora ciao, che valuta importanza e non importanza di fatti che riportano a una relazione finita da poco.

Brano di chiusura, ecco Ricordi, che inizia con passo pesante e poi si scioglie un po’ per volta. Altre memorie affollano il brano, questa volta arrendendosi in modo del tutto inevitabile al lutto e alla malinconia.

Album molto rapido e fresco l’esordio dei sokind, immersi sia nelle influenze internazionali sia nelle tematiche dell’indie italiano. Il duo mette in evidenza capacità pop molto spiccate, per un lavoro molto coerente e compatto a livello di suoni.