E’ uscito da qualche giorno The Wrong Side of the Ocean, il disco d’esordio della band toscana Cento: una decina di pezzi ricchi di impeto, nel segno dell’indie rock internazionale.
Si parte a tutta birra con Saturated Images On The Paper: rulli di tamburi e velocità molto elevate, nonché un’innegabile comunanza di sentimenti con alcune delle rock band più in voga al momento.
E’ il basso a mettersi in evidenza su Babylon, che ha velocità leggermente più contenute ma la stessa aria piuttosto scanzonata e divertita.
Si passa a discorsi ricchi di chitarra con Need You Naked, ancora una volta accelerata, punteggiata dai cori. Qualche tocco più blues spunta tra gli ingredienti di Killer On The Loose, ben costruita e piuttosto articolata nella struttura.
La ritmata River è il singolo cui è stato dedicato anche un video (visibile qui sotto): la costruzione qui è piuttosto semplice e lineare, più melodica rispetto al resto del disco.
Si torna a suoni piuttosto pieni con 100 Ways to love, ricca di chitarre ruggenti. Si torna a modi più moderati all’interno di Rolling On, sostanzialmente una ballad con qualche caratteristica blues.
It Pounds conserva qualche sensazione blues, ma la mescola con altri moventi emotivi per ottenere un brano capace di saltare da un ritmo all’altro.
Prison of Ice adotta un ritmo da corsa fin dalle prime battute, con tutte le caratteristiche pop-rock al posto giusto. Molta forza e buone chitarre in Stuck in the Wrong Side, che chiude il discorso.
Le ispirazioni dall’indie rock internazionale (Black Keys, Kooks) sono piuttosto evidenti e per niente nascoste. Ma c’è modo e modo di immergersi in un flusso: i Cento sembrano aver imparato bene le lezioni tanto da poterle restituire arricchite e secondo la propria personale visione del mondo.
