Sorge oggi Aurora Popolare, il nuovo album dei Ministri per Woodworm/Universal. Anticipato dai singoli BUUUM e Avvicinarsi alle casse, a tre anni dall’ultimo disco, Giuramenti, il trio torna con un album disponibile nei formati lp nero autografato (in esclusiva Amazon), lp nero numerato con poster (in esclusiva Discoteca Laziale), lp nero e cd.
Aurora Popolare parla di rabbia e di attesa, di promesse e di fallimenti. E del fatto che solo nella completa disillusione possiamo imparare di nuovo a sperare
Con sette album all’attivo, due ep e quasi due decenni di concerti alle spalle, i Ministri continuano per una strada che non è necessariamente la più facile. Sentimenti rock convogliati con coerenza potente, senza prescindere mai da testi sinceri e spesso molto graffianti.
Ministri traccia per traccia
Partenza decisamente sostenuta quella di BUUM, che incanala fin da subito rabbia e ribellione in un pezzo rumoroso e scomposto, pieno di maledizioni. “Uno perde la pazienza e poi fa Buum“, appunto: il tutto raccontato dal punto di vista dell’uomo comune, portato all’esasperazione e sobillato da sonorità ripetute e rancorose.
Le speranze infrante e le promesse deluse sono al centro di Piangere al lavoro, ballad elettrica che mette al centro uno dei disastri dei nostri tempi e l’insoddisfazione transgenerazionale che caratterizza chi vorrebbe semplicemente un modo di vita da non disprezzare: “Possibile non ci sia altro modo per vivere?“
La chitarra si prende il centro della scena con Spaventi, che ha risonanze profonde. Il brano si allarga ma annuncia temporali, con un drumming molto ruvido. Memorie di canzoni antiche si legano ad alcuni versi di questo brano, che con le sue alternanze di umore si presterà benissimo alla riproposizione live.
Molto incisiva Poveri noi, che accumula immagini e cambiamenti repentini in un brano veloce e molto elettrico. “Ti senti in trappola/ti senti privilegiato“: la narrazione è così rapida che si fatica a seguire, ma del resto è la realtà a essere così frenetica e senza senso. “Trova una scusa/una scusa per farcela“, anche se hai fissato il vuoto e gli occhi ti si chiudono senza dirtelo.
Il tempo che scorre e la memoria che svanisce aprono Terre promesse, che abbassa i ritmi e la voce per poi esplodere d’improvviso: Dio è morto ma non lo sa e gira per le città, disperato come noi. E la terra promessa è travolta da una tempesta, con chissà quali implicazioni rispetto alle tempeste che ci vengono rilanciate dai TG: “Se ti accontenti di questo poi ti accontenti di tutto“.
La chitarra acustica apre Aurora popolare, la title track, che poi si irrobustisce per elencare tutte le tipologie di falsi idoli che caratterizzano i nostri tempi e che ci convincono profondamente, almeno per un po’. Rivolte, scintille, carnevali o almeno qualcosa che ci faccia accendere per un po’: tutto cattura il nostro interesse e ci dà speranza, prima di svanire senza lasciare traccia.
Ironia e punk riempiono Avvicinarsi alle casse, altro pezzo che sembra tagliato su misura per scatenare il pubblico durante i live, perfetta per impatto frontale e istigazione al pogo. La vita da supermercato, in cui vuoi essere speciale ma poi scopri che lo sono tutti, ha perso ogni tipo di fascino. E allora non resta che avvicinarsi alle casse, salvo scoprire che diffondono musica sotto un palco.
Più meditativa Astronomia e filosofia, che regala altre immagini fulminanti, tra pioggia, pannelli solari, sigarette e astronauti, con la capacità di creare melodie taglienti in movimento che ha sempre caratterizzato la band. Le rondini si mettono a ridere della nostra incapacità di andare via, mentre ci si rende conto di essere sempre al posto sbagliato.
Non ci sono Squali nella Bibbia, ma in giro ce ne sono parecchi e anche parecchia rabbia, che il trio convoglia in un pezzo gridato in faccia, tra città che bruciano e province spente. “Impara a programmare anche le tue rovine/Impara a consumare/impara a scomparire“: l’esigenza di autodistruzione instillata da una società che nasconde la rabbia sotto la sabbia.
“E parlavan di poemi/ma leggevano i cereali“: la banalità del male risuona profonda nella ballata acustica che chiude il disco, Cattivi i buoni. Le contraddizioni sono sempre le stesse, in un mondo sempre meno comprensibile, in cui si cercano gli scemi per sentirsi geniali. I ribaltamenti di senso risultano più evidenti in questa realtà rovesciata in cui conta soltanto il maledetto storytelling: “Mentre comprano una guerra e le danno un nuovo nome“.
Vista la svolta cantautorale di Dragogna, chitarrista e autore dei testi, era legittimo nutrire qualche piccolo dubbio nei confronti del nuovo disco dei Ministri, che invece è in perfetta continuità con il suono, ruvido e incazzato, che ha sempre caratterizzato il gruppo.
Non è tempo di abbandonare le armi, se le metafore guerresche sono ancora consentite in questi tempi orribili che viviamo (ma del resto sono loro che si vestono sempre come se fossero appena scampati da Waterloo). E il trio non le abbandona, anzi affila le lame contro una realtà più dura che mai.
Del resto non ci sono tempi migliori per riscoprirsi combattivi, perché “se ti accontenti di questo poi ti accontenti di tutto”: terre promesse non ce ne sono più, ma è vitale mantenere la voglia e la necessità di dimostrarsi attivi, di saltare e ruggire per sfogare la frustrazione. E soprattutto di tenere acceso il cervello.
Genere musicale: rock, alternative
Se ti piace ascolta anche: The Zen Circus
Ministri in tour
Giovedì 18 settembre – Milano – Santeria Toscana – ore 21.00
Venerdì 19 settembre – Torino – OFF TOPIC – ore 19.00
Sabato 20 settembre – Padova – Amsterdam – ore 20.00
Domenica 21 settembre – Bergamo – Daste – ore 19.00
Lunedì 22 settembre – Bologna – Locomotiv – ore 19:00
Martedì 23 settembre – Roma – Monk – ore 21.00
Mercoledì 24 settembre – Napoli – Ostello Bello – ore 19.00
Giovedì 25 settembre – Firenze – Ostello Bello – ore 19.00
Da ottobre il trio tornerà a incendiare i palchi di alcuni tra i più importanti club italiani. Queste le date, organizzate da Locusta Booking.
24 ottobre – New Age – Roncade (TV) – SOLD OUT
4 novembre – Alcatraz – Milano
6 novembre – Hiroshima – Torino
7 novembre – Hiroshima – Torino – SOLD OUT
15 novembre – Estragon – Bologna
20 novembre – Hacienda – Roma
21 novembre – Hacienda – Roma – SOLD OUT
22 novembre – Eremo – Molfetta (BA)
Biglietti già disponibili a questo link: https://www.locusta.net/ministritour2025
Pagina Instagram I Ministri
Iscriviti subito al canale Telegram di TRAKS
