Festival di Sanremo 2026: cronache dal divano, la serata delle cover

Sanremo 2026 Ditonellapiaga Tony Pitony

Dopo una puntata dai profili francamente inquietanti come quella di ieri sera, sia per quanto riguarda il versante musicale, sia per quello televisivo, siamo pronti per quella che, di solito, è la serata più divertente del Festival di Sanremo: quella del venerdì, ormai tradizionalmente dedicata a duetti e cover.

Benché ci siano all’orizzonte titoli e nomi che potrebbero essere forieri di grossi danni, ci sono anche personaggi che potrebbero farci divertire parecchio (sì, ok, sto pensando anche a Tony Pitony). La serata “vale a sé” e non contribuisce più alla vittoria o al piazzamento finale e i voti sono divisi più o meno equamente tra televoto, stampa e radio.

Poi ok, c’è Vannacci in platea, l’elicottero dell’elisoccorso viene usato come taxi Sanremo-Roma con il benestare del ministero degli Interni, e si sta coagulando anche su testate molto importanti un movimento che punta a presentare Sal Da Vinci come una sorta di “liberatore” della musica italiana dalla dittatura delle case discografiche, come se il nuovo punk passasse dai prediciottesimi tipo: ecco ragazzi, no.

Al di là di quello che ne pensate musicalmente (e voglio sperare che non sia entusiasmo sincero quello che avverto), stiamo parlando di un signore di 55 anni figlio d’arte, con una carriera molto lunga anche teatrale alle spalle, un lontano terzo posto a Sanremo, contratti con Sony, distribuito da Atlantic. Diciamo che Sid Vicious era fatto un po’ diverso (e fatto era fatto di sicuro).

Fabio: Ma quindi Mister X sarebbe Siani, ma che bella sorpresa

Chiara: Siani? Ma è già lì?

Fabio: Era al Tg1, con Conti. Ma ora c’è un alieno di fronte all’Ariston, circondato da sbandieratori: con un paio di occhialoni (ma forse è un visore da realtà virtuale, ma forse è una maschera di carnevale in ritardo) la Pausini apre la puntata urlazzando da par suo, in un medley di cose a caso tra cui Immensamente di Tozzi. Belli anche i guanti rosa, probabilmente ha appena finito di fare i piatti. Chiude prendendosela anche con Cocciante con Io canto

Chiara: Non so perché la Pausini ha la stessa acconciatura di Chiello in qualche modo. Orecchie gattesche

Fabio: Ma perché poi c’è Occhi di gatto con Cristina, è una citazione. Carlo Conti spiega un disco di cover come se fosse un’invenzione della Pausini, l’asticella è messa sostanzialmente rasoterra

Chiara: Si inizia col botto

Fabio: Elettra Lamborghini, sopravvissuta a stento a tutti i festini altrui, riesuma Las Ketchup

Chiara: Stasera bisognerebbe ubriacarsi oggettivamente

Fabio: Mi sembrerebbe il minimo. Vado a prendere qualcosa dal bar. Elettra comunque mi convince di più così come quarta Ketchup

Chiara: Per quanto continui a sembrare la zia ubriaca ai matrimoni. Ma le si vuol bene

Fabio: Ma anche alla zia ubriaca, o almeno a qualche zia ubriaca. Va detto che in molti momenti di noia mortale di questa edizione non ci fosse stata lei sarebbe stato molto peggio. Il suo l’ha fatto, che le devi dire. Esce con “Viva España, mi si è smontato il microfono, vamos!” Una condottiera, oggettivamente. Eddie Brock ti ha portato Fabrizio Moro

Chiara: E ce lo lasciaressero un po’

Fabio: Classico caso in cui l’artista “senior” si mangia abbastanza il giovine. Però tenero Fabrizio che sostiene con affetto il ragazzo

Chiara: Quota fregno sempre valida

Fabio: Va be’ pure lui è sempre uguale

Chiara: Non invecchia. E comunque canzone bellissima sempre. Anche se vocalmente trema sempre

Fabio: Chi ha chiuso in soffitta a invecchiare al posto suo?

Chiara: La Pace

Fabio: Ecco. Conti presenta Siani come “soprattutto un grande comico”, il che dimostra che oltre che a proposito di musica, è poco competente anche in campo di comicità

Chiara: Qui si vociferava che fosse la Bellucci Mister X. E invece

Fabio: Magari. Se penso che c’è gente che ha definito questo tizio “il nuovo Troisi”

Chiara: Ma anche no

Fabio: Ma poi una battuta una che facesse ridere. Va be’, forse ce lo leviamo per un po’. Ma subito uno dei momenti più temuti della serata, almeno secondo me. Mara Sattei si porta Mecna per evocare i mille violini di Carmen Consoli

Chiara: Ma io posso bestemmiare? Posso?

Fabio: Devi. Bestemmio se non bestemmi. Mecna fa quello per cui è stato chiamato (anche se secondo me non ha capito il significato della canzone, visti i versi finali). Mara Sattei veramente impalpabile a cantare una canzone struggente, dolorosa, sicuramente non melensa come nella sua interpretazione. La temevo e facevo bene

Chiara: Meglio Mecna. Lei una cover malfatta

Fabio: Sì meglio Mecna, ma è una canzone su un amore finito, mica sulla continuazione stanca di un amore adolescenziale. Ma a proposito di paura: torna la Pausini. Si sarà già picchiata con Grignani dietro le quinte?

Patty, i momenti saffici di Levante e Gaia, Malika assassina

Fabio: Patty Pravo si porta il primo ballerino della Scala, di cui non proverò a scrivere il nome, per Ti lascio una canzone di Paoli, anche come omaggio alla Vanoni

Chiara: Va be’ la Patty è stata brava dai

Fabio: Credo abbia detto “Ciao Ornella” alla fine ma non ne sono sicuro. Performance dignitosa comunque. Ma sì, le si vuole bene per forza

Chiara: Ma per forza sì

Fabio: Come si vuole bene a Bianca Balti che viene a raccontare un po’ della sua malattia. Ora Levante che si è portata Gaia per I maschi di Gianna Nannini. Levante fa ginnastica cantando

Chiara: Ci credevamo un po’ di più sulla carta. L’arrangiamento ci riporta ad Alfonso in qualche modo. Cioè se ora si mettesse a urlare Che vita di merdaaaaaa ci starebbe

Fabio: Io onesto non è che ci credessi tantissimo, anche perché non sono mai stato particolare estimatore né del pezzo né della Nannini. Cioè le riconosco dei meriti anche “storici”, ma non mi è mai entrata in playlist. E non entrerà neanche questa versione, temo

Poi naturalmente succede ciò di cui parlano tutti i social: lo strusciamento sul generoso decolleté, il casto bacino saffico inquadrato dalla Luna e tutte le cose di cui si può leggere in Rete senza soluzione di continuità

Fabio: Malika Ayane invece ha portato Claudio Santamaria per Mi sei scoppiato dentro il cuore. Ma lei non canta?

Chiara: Ma soprattutto perché ha i guanti di pelle? Vuole ucciderlo alla fine dell’esibizione?

Fabio: Senza lasciare traccia. Ok ora canta. Avrei domande anche sui pois della cravatta. Non so, hanno cantato anche bene ma sono rimasto un po’ perplesso, come se fosse successo qualcosa di strano

Chiara: Sembravano fuori tempo

Fabio: Sì secondo me lei ha sbagliato qualcosa e lui è andato in soccorso, una cosa così

Occhi di Zeppelin, un gigantesco Dargen, da Tommy a Brunori passando per Morandi

Fabio: Ora le Bambole di Pezza che cercano di spiegarmi il rock con Cristina D’Avena e Occhi di gatto

Chiara: Io dico sì

Fabio: Va be’. Il mix con Whole Lotta Love ok. Allora, non mi formalizzerò per la blasfemia, sono state brave e molto spiritose. Han fatto casino e fatto ballare tutti, con anche Melozzi sul palco ad arringare la folla. E finalmente hanno usato chitarre e batteria

Chiara: Porca troia che bombetta. Ci piace

Fabio: Sì molto. E ora la morte con Siani, che ha fatto scendere il gelo in un secondo. Io penso a una serata Conti-Ceccherini-Pieraccioni-Panariello-Siani ed è meglio se non ci pensi troppo o mi drogo. Comunque Dargen in teoria si porta Pupo per cantare la sua Su di noi, ma la mescola a sorpresa con Il Disertore di Fossati (l’originale è di Boris Vian)

Chiara: Con Gam Gam. Ci butta dentro riferimenti un po’ meno velati di quelli di Ermal Meta

Fabio: Se non è un genio questo io non so cosa sia un genio

Chiara: E fa quello che ci piace di lui

Fabio: Con Charlie Chaplin e papa Francesco nel finale. Ricapitolando: invito Fabrizio Bosso a suonare la tromba, chiamo Pupo (che è uno che suona di fronte a Putin un giorno sì e uno no, peraltro), la faccio passare per una cover di Pupo e la trasformo nel più potente messaggio antimilitarista possibile (che ovviamente Carlo Conti ignora). Per conto mio ha già vinto, a prescindere. Ora Tommy tenta il regicidio, portando gli Stadio a suonare e cantare L’ultima luna di Lucio Dalla

Chiara: Tommy balla come noi della sala stampa alla quinta giornata di privazioni di sonno

Fabio: Ma ci sta dentro alla grande. Anche voi tutti con Ray Ban?

Chiara: Necessari da mercoledì in poi

Fabio: Mi sembra giusto. Sto ballando anch’io a casa con il gatto. Be’ sono contento di vedere Curreri in forma, e altrettanto contento di vedere che Tommy ha fatto una bella cosa omaggiando il lato pop di Lucio Dalla. Ora Michele Bravi con Fiorella Mannoia porta Domani è un altro giorno, anche lui per omaggiare Ornella Vanoni. Ed è un omaggio onestamente molto commovente. Ero un po’ perplesso dal connubio fra le voci, ma la delicatezza di Michele si sposa bene con la carica di Fiorella

Chiara: Lui delicatissimo le ha lasciato spazio con il giusto rispetto

Fabio: Davvero bravi e ispirati. Ma attenzione anche a Galeffi, ultimo indie, sul palco di Sanremo, portato da Tredici Pietro. Ma c’è anche Gianni!

Chiara: Ma daiiiii. Emozionato mentre guarda il suo bambino. Che bellooooo

Fabio: E ma dai per forza

Chiara: Niente qui ci si commuove anche un po’

Fabio: Anche qui

Chiara: Lo sguardo di Gianni mi ha ucciso

Fabio: Interazioni curiose con papà che vorrebbe portare Pietro in platea e lui scappa 😂. Va be’ qui si scatta in cima alla classifica direi. Sicuramente uno dei momenti migliori dell’edizione. Eh ma c’è subito Darione Brunori con Maria Antonietta e Colombre. Colombre sto sorriso non se lo toglie mai più

Chiara: Ma che voci hanno. San Brunori va e benedice questa unione, come se ce fosse bisogno. Una sorta di matrimonio di palco dell’indie

Fabio: Darione che l’altro giorno faceva Master of Puppets dei Metallica su instagram, per inciso. Sì è l’officiante perfetto. Intermezzo sul diritto a essere felici di M.A. Bravi, belli, “giusti”. Quindi mi stai dicendo che l’indie è ancora vivo. E me lo stanno dicendo anche loro

Chiara: Nessuno ci ha mai creduto che fosse morto, dai. Maria Antonietta rappa anche. Reppa. Ruppa. Come si dice

Fabio: Roppa, ryppa, ok. Io un po’ sì. Probabillmente anche Fulminacci vuole dirci che l’indie è vivo, e lo fa interpretando Parole parole con Francesca Fagnani. Fulmy pettinato con la banana fa Mina e la Fagnani Alberto Lupo (che non sai chi è perché sei vergognosamente troppo giovane). Filippo si è mosso di più in questa cover che in due edizioni di Sanremo in totale

Chiara: In realtà so chi è Alberto Lupo

Fabio: Un po’ di ironia e una certa eleganza, e anche loro ci piacciono

Chiara: Un momento da toy boy per lui diciamo

Fabio: Oggettivamente. Ci sballa anche un po’

Chiara: Mi aspetto di sentir chiedere da un momento all’altro: “Che belva si sente”?

Fabio: L’ha detto ora, “che belva sei”. Preveggente

Chiara: Be’, non ci voleva proprio un genio

Fabio: Non sminuirti. C’è già Siani che sminuisce il mio umore

Andamento lento, boomer milanesi, Tony & Dito, poi Sayf si mette in tasca Sanremo

Fabio: si torna con Lda e Aka7even che si portano Tullio De Piscopo e la sua Andamento lento, curiosamente iniziata al piano. Tullio poi si mette dietro ai tamburi, mentre i due scugnizzi corrono in platea. Interpretazione libera ma che ci sta, sicuramente meglio così che con il loro pezzo in gara. Ma niente, un’edizione senza Gabbani non è concepibile, pare: ora è in piazza Colombo a coverizzare se stesso. Per svecchiare un po’ l’atmosfera domani sul palco Suzuki ci saranno i Pooh, che si sono ritirati non meno di 7 volte

I social iniziano a rilanciare a bomba Gaia e Levante, che hanno replicato il bacio anche dietro le quinte. Si parla di uno sport che mi appassiona tantissimo, cioè la vela

Chiara: Su Gabbani sono andata a bere

Fabio: Be’ hai perso una performance indimenticabile. Un po’ come tutte le sue

Chiara: Eh infatti, immaginavo

Fabio: Be’ ora guarda chi arriva, altri tuoi prefe: Raf si fa accompagnare da The Kolors per The Riddle, antico successo di Nik Kershaw, che Carlo Conti giura che metteva quando faceva il dj (anche se è tutto tranne che un brano da discoteca). Cinquanta ballerini, coreografie, tamburini sardi, cose che volano

Chiara: Ci dovrebbe essere anche la figlia di Raf lì in mezzo alla caciara

Fabio: Ah ormai è diventata la sera “porta un tuo parente a Sanremo”. Direi che è la bella ragazza più volte inquadrata

Chiara: Esattamente. Uguale alla mamma peraltro

Fabio: Molto vero. Quindi l’anno prossimo Raf torna con una canzone per la figlia. Va be’ carino tutto ma non è che mi abbiano proprio conquistato ecco. Ma la caciara direi continua: J Ax porta un sacco di gente sul palco per E la vita la vita, di Jannacci. Un omaggio al cabaret di un tempo con Ale e Franz, Cochi, Paolo Rossi e Jannacci jr. Principalmente direi che J Ax si è portato tutta sta compagnia di giro per sentirsi giovane

Chiara: Che comunque mantiene il suo sound attuale. Il suo progetto è interessante

Fabio: Da boomer milanese quale sono, un attimo di memoria della Milano che fu mi fa piacere. Ma ora probabilmente il momento più atteso della serata è arrivato: Ditonellapiaga fa Lady is a tramp con Tony Pitony

Chiara: Che dire, è un musical

Fabio: O un fumetto. O tutti e due. O Hanno incastrato Roger Rabbit. Comunque Tony canta oh. E lascia un caco sul palco. Performance perfetta, molto divertente e centratissima. Ditonellapiaga giganteggia e non ha sbagliato mezza scelta in tutto il Festival

Chiara: Cacare sul palco fa punti. Oggettivamente

Fabio: Ah ecco vedi. Anche lui genio impareggiabile. Vorrei poter dire lo stesso di Siani, e invece. Nigiotti invita Alfa per cantare En e Xanax, e così su due piedi mi sembra una scelta azzardata. Non so perché Nigiotti canta sempre incazzato onestamente. Ma che t’hanno fatto Enrì? Alfa invece ne esce molto bene, tipo padrone del palco

Chiara: Provo sentimenti contrastanti. Alfa è un paraculo

Fabio: Non da oggi

Chiara: La canzone è un capolavoro

Fabio: Oggettivo

Chiara: Ma l’ha fatta anche mia nonna la cover

Fabio: Diciamo anche che Nigiotti non mi sembra stupisca per scelte originali. Intanto premio (sorprendente) alla carriera, molto molto meritato, per Caterina Caselli. E dico sorprendente perché in un Festival che diciamo non ha brillato per apertura mentale, premiare una donna veramente controcorrente come la Caselli non è cosa da poco. Lei tra l’altro dice una cosa semplice ma verissima, cioè che bisogna lavorare con ogni artista come se fosse unico (qui il mio lato extragiornalistico non può che essere d’accordo). E chiude con un “A tutti i ragazzi sentitevi liberi dal giudizio”

Chiara: Caterina Caselli è colpevole di un sacco di miei cantanti. Le voglio tanto tanto bene

Fabio: Bocelli eh? (Si scherza). Comunque i ragazzi possono essere liberi dal giudizio ma purtroppo non liberi da Max Pezzali, da giorni incatenato sulla nave e pronto a vendicarsi cantando le sue canzoni

Chiara: Su Gli anni che hai da dire oh

Fabio: Ho da dire che l’ho sempre trovata moscia. E continuo a trovarla moscia. La Brancale con Gregory Porter e Delia si cimenta su Besame Mucho, ma prima se la urletta un po’

Chiara: La voce non le manca di certo

Fabio: Ma neanche l’anima jazz e contaminata giusta, quella che ha nascosto accuratamente per cantare la canzone in gara. Be’ a proposito di cover che ha fatto anche mia nonna, anche questa non scherza

Chiara: Posso dire che palle? Meglio della gara. Bravissima. Bravi tutti

Fabio: Portata a casa con eleganza, però abbastanza superflua. Comunque sempre al di sotto di quello che mi aspetterei da lei. A questo punto è colpa mia

Chiara: Mi smuovono di più i Fonzies che sto mangiando

Fabio: Eh ma i Fonzies hanno sempre un loro perché. Ora dovrò censurare perché se no sembra che siamo sponsorizzati. E invece non ci danno neanche un euro, maledetti

Chiara: No. Li ho pagati 1 euro. No ADV

Fabio: Ecco. Ma di Sayf che porta Biondi e Britti a cantare Ray Charles che cosa vogliamo dire?

Chiara: “L’orchestra suona il mondo affonda“. Con la mamma anche lui. Lui è la rivelazione del festival

Fabio: Ma serio fa questo? Suona la tromba, dirige il pubblico, ha in mano il Festival sostanzialmente. No va be’ ma non ha senso. Ero molto curioso prima del festival della sua performance perché avendo sentito alcune cose sue mi sembrava degno di attenzione. Però ha superato tutte le attese di chilometri

Chiara: 18 luglio Arena del mare

Fabio: Da vedere

Chiara: Sarò lì con gioia

Fabio: Ma per forza. Mi stupisce la disinvoltura, sembra uno che sta su questo palco da vent’anni

Ferreri kills Bowie, Salrillo, bravo Ermal, Schettini già meno

Fabio: Ora faccio una strage, aspetta un attimo eh. “Bowie” e “Ferreri” nella stessa frase comporta l’arresto immediato e la reclusione dai 15 ai 20 anni. Eppure eccoci qua, per colpa di Renga, che fa la Space Oddity rovinata da Mogol con un testo insulso. E non bastando ciò, pure la Ferreri e le sue adenoidi. Renga dice che è un omaggio a Bowie. Uno di quegli omaggi per cui ti rivolti nella tomba per 10.000 anni almeno

Chiara: Penso che il quadro in casa mia si sia lanciato in terra. Di faccia

Fabio: Ha fatto bene. Anch’io peraltro. Sul tavolino della sala. Cerchiamo faticosamente di voltare pagina: Arisa porta Quello che le donne non dicono (Conti e Pausini non ce lo dicono: vero che la cantava Fiorella Mannoia, però è di Enrico Ruggeri, con polemiche successive annesse fra i due) accompagnata dal coro del Teatro Regio di Parma

Chiara: Intensa. Vocalmente perfetta

Fabio: Concordo. E anche il coro magnifico. E questo dimostra che può cantare anche canzoni scritte molto bene, se gliele scrivono. E adesso spazziamo via tutto il pathos grazie a Samurai Jay. Che però ha il microfono rotto. Si riparte dopo bacio a Carlo Conti

Chiara: Ma arriva Belen e passa tutto

Fabio: Ma sì alla fine se la si butta in festa, tra la tromba di Roy Paci e la gnocca, ci può stare. Non la cosa più divertente della serata, ma tutto sommato neanche male. Vediamo Sal come ti concia Zarrillo ora. Peraltro da due sere sostanzialmente senza voce. No, correggo, era sfiatato solo all’inizio. Ma sti gorgheggi?

Chiara: E basta

Fabio: Non so che dire, seriamente. Mi piace quanto Siani. Ma ora i tuoi prefe veri, FedezMasini, pure loro sulla Nannini

Chiara: La formula funziona sempre. Ma forse è la loro collaborazione meno emozionante, per quanto ben riuscita

Fabio: Fedez dà il meglio quando è incazzato. Be’ diciamo che quella dell’anno scorso era una vetta notevole. E continuo a ripeterlo benché non particolare estimatore di nessuno dei due

Chiara: La combo funziona, rischia di sapere di stantio se prosegue ulteriormente

Fabio: Sì il rischio c’è oggettivamente. Ma è abbastanza probabile che finisca domani, a prescindere da come andrà. Ora c’è Ermal che è qui con Dardust su Golden Hour

Chiara: Voce ne ha pure lui. Duetto per modo di dire però

Fabio: Sì è sempre un’interpretazione piuttosto estensiva del concetto di duetto. Nota di merito: ha portato una canzone molto bella decisamente moderna. E’ di Jvke e per quanto adatta al contesto, molto sconosciuta. Diciamo una delle cose che ti aspetti più a X Factor che a Sanremo. Però molto bravo

Chiara: E cosa dobbiamo dirgli. Bravo

Fabio: Sì qui mi ha convinto molto. Ecco invece qui torna la paura: Nayt scala la montagna De André con l’aiuto di Joan Thiele. Per carità, c’è rispetto per il Gigante. Però. Diciamo più belli visivamente che convincenti dal punto di vista vocale e dell’interpretazione. Però teneri. Ora invece la Pausini presenta Luché e Grignani per Falco a metà e non scoppia nessuna rissa, neanche a metà

Chiara: Pensavo a fiori lanciati

Fabio: Be’ per quello c’è ancora tempo, i mazzi li portano dopo. Comunque la formula di sovrapporre la strofa rap al classico in effetti stasera forse è stata ripetuta un po’ troppe volte. Posto che Grignani al contrario che in performance precedenti qui sembra abbastanza sul pezzo. Ah accenno polemico finale, altro che pace: Grignani chiede se c’è il numero della Pausini nei fiori perché “così la posso chiamare”

Ma a proposito di polemiche: l’ospite è il prof. Schettini, popolarissimo sui social ma di recente al centro di svariate accuse per aver sostanzialmente sfruttato i suoi studenti per accrescere la popolarità dei propri video

Fabio: Curiosamente uno che è diventato famoso grazie ai giovani fan sui social, fa la morale ai giovani che vanno sui social

Chiara: Ma quanto manca ancora alla fine peraltro?

Fabio: Due canzoni. Qui doveva esserci Morgan e invece, sfiga. Chiello si cimenta su un Tenco che mi sembra un po’ fuori portata per lui, ma sentiamo. E dopo aver sentito, confermo. Bello l’arrangiamento e tutto, ma c’entra pochissimo con lui

Chiara: Lui mi continua a trasmettere inquietudine

Fabio: Ma inquieto lo è. E ora si finisce a urli. Sicuro proprio: Leo Gassman+Aiello sul Cocciante di Era già tutto previsto. Anche Melozzi salirà a urlare. Il baffuto Aiello dice che era già tutto prevesto. Anche che lui diventasse Rocky Balboa?

Chiara: Questa all’ultimo è veramente un pugno

Fabio: Si baciano e urlazzano

Chiara: Vorremmo morire tutti

Fabio: Comunque mio podio di serata: Sayf, Dargen, Tredici Pietro, non necessariamente nell’ordine. Con menzione per le Bambole

Chiara: Ma anche Dito oh

Fabio: Eh giusto. Ecco chi mi mancava. Peggiore di serata Renga con Cosa. Ora c’è Bucci con il trofeo. Ma perché parla solo di Genova? Non era il caso di dirgli che Sanremo è provincia di Imperia?

La classifica finale rasserena un po’

Fabio: Mi parte già il primo fanculo con Dargen così in basso

Chiara: Iniziamo a bestemmiare

Fabio: Ditonellapiaga, va bene così

Chiara: Dai sì, tre posti onoratissimi. Mi spiace per Colombre ma va benissimo

Fabio: Be’ non erano da podio, diciamo che nei 10 potevano starci. Non lamentiamoci che ho paurissima per domani

Chiara: Quinto Sal Da Vinci. Anche domani così e siamo tutti contenti

Fabio: Eh magari, ma non ci conterei. Tony Pitony premiato sul palco di Sanremo, non ci si crede

Chiara: Da Bucci peraltro

Fabio: Meraviglia vera

E mentre nella notte il duetto Trump-Netanyahu fa una cover di se stesso bombardando l’Iran, si va a dormire con la classifica della serata cover e duetti che vede Sayf e Arisa al secondo e terzo posto. La serata è stata di gran lunga la più divertente e meglio riuscita di questa edizione, nonostante i tentativi dell’agghiacciante Siani di sabotarla.

A dimostrazione che il teorema di Carlo Conti “Io scelgo le canzoni, non i cantanti” è fallito in partenza: molti artisti stasera hanno dimostrato che possono essere molto meglio delle canzoni che hanno portato in gara, per lo più spinti da ragioni discografiche e commerciali. Si chiude domani sera, con una classifica finale che si profila inquietante e con un’edizione, a prescindere da ascolti e polemiche, che non sarà sicuramente ricordata tra le migliori.

Nel frattempo in cima al pezzo una mixtraks speciale sanremese, con una scelta dei pezzi, sia fra quelli in gara, sia le cover di ieri. Con una selezione ragionata che punta più sul brano che sull’artista. Per fare qualche esempio: Ermal Meta c’è con la cover e non con il brano in gara. Nayt solo con il brano in gara. Sayf, Ditonellapiaga, Dargen ci sono con entrambe. Tredici Pietro ci sarebbe con entrambe, ma su Spotify la cover non c’è. Sal, guarda tu il destino beffardo a volte, non c’è, con nessuna delle due.

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